B. PELLERANO
GUIDA
DI
NAPOLI
E DINTORNI
Pompei-Ercolaiiù-Vesuvio-Sorrento Capri-Ischia Pozzuoli-Cuma-Baia-Pesto-ecc.
^ dciltcafa ai viaggiatori
che amano veder lutto. <on etonoinia di tempo è di sp?sa
Adorna delle Piatile Topografiche
ri NAPOLI, DINTORNI E POMPEf
^ >
Nuova ediziono rifatta
,ittÌIg.b.paravia&c!
TORINO-RONIR-NllLAHO-FIRENZE^NAPOU
Prp^zzo L. 1,50.
NAPOLI E DINTORNI
B. PEIvI^BRANO
GUIDA
DI
NAPOLI
E DINTORNI
Pcmpei-Ercolano-Vesuvio-Sorrento-Capri-lschia Pozzuoli-Cuma-Baia-Pesto-ecc.
dedicata ai viaggiatori
che amano veder tutto con economia di tempo e di spesa
Adorna delle Piante Topografiche
DI NAPOLI, DINTORNI E POMPEI
Nuova edizione rifatta
NAPOLI L I J5 K E li I A SCIENTIFICA
20, Via Gennaro Serra, 20 presso Piazza Plebiscito
1904
Tip. A Trani, Via Medina, 25.
THE GETTY RESEARCii fNSTJTUTE LIBRARY
AI VIAGGIATORI
Scrivendo questa Gruida, abbiam preso di mira, l'economia del tempo e del danaro, e con un itinerario giornaliero particolareggiato e preciso, abbiam procurato di rendere facili le escursioni da farsi, senza aver bisogno né di cicerone, né delle carte topografiche, seb- bene a soddisfare il desiderio di molti vi si trovino annesse. Nulla abbiam trascurato per resattadescrizionedeiMonumentijMusei, ecc. nonché l'indicazione dei migliori Alberghi, Trattorie,Teatri,e quanto altro occorrer possa al visitatore di questa bella città e suoi deli- ziosi dintorni.
INDICE
PER ORDINE ALFABETICO
Accademie, 11. Acquario, 23. Ageiola, 22S. Agnaiio (lago di), 165. Albergo dei Poveri, 131. Amalfi, -262. Anacapri, 245. Annunziata (ospizio), 120. Antignano, 134. Arco Felice, 169. Archivio (grande), 102. Astroni, 165. Atrani, 261.
Avvocatella di Cava, 259. Baia, 161, 174.
„ Fusaro (lago), 171.
;, Tempio di Diana, 171.
„ „ di Mercurio, ivi.
„ „ di Venere, ivi.
Bacoli, 173.
„ Capo Miseno, 172.
„ Cento Camerolle, 173.
„ Piscina Mirabile, 172.
„ Tomba d'Agrippina, 173. Biblioteche, 15. Bosco di Capodimonte, 130. Campo di Marte, l5l. Camaldoli, 134, 148. Capo 0 Punta Campanella, 233.
„ Miseno, 172. Capri, 237, 241
„ Grotta Azzurra, 240.
y, Monto Solaro, 215.
„ Punta Tragara, 241.
„ Villa Tiberio, 21:^, Oasamicciola, 246, 251.
„ Bagni termali, 253.
„ Monte Epomeo, ivi. Caserta, 155. Castel Capuano, 153.
„ Nuovo 123.
„ dell' Ovo, 28.
„ Sant'Elmo, 131, KG.
Castellammare, 223, 225.
„ Quisisana, 22".
„ Monte Coppola, 227.
„ „ Santangelo, ivi. Castello, 258. Catacombe, 132. Cava, 255, 257.
„ Abbazia della Trinità,257. Certosa di S. Martino, 135. Chiese, 88.
„ Annunziata (1'), 120.
„ S.Anoa dei Lombardi, 125.
„ S. Chiara, 91.
„ S. Domenico Maggiore, 93
„ S. Francesco di Paola, 30.
„ S. Gennaro ( Cattedra- le), 109.
„ Gerolomiiii, 107.
„ Gesù Nuovo, 90.
„ S. Giov. a Carbonara, 117.
„ S.Lorenzo Maggiore, 104.
„ S. Maria del Carmine, 121.
ri S. Martino(Certosadi),l35.
„ S. Paolo Maggiore, 103.
„ S. Restituta, 115.
„ SS. Severino e Sossio. 99.
„ S. Severo, 98. Chiese protestanti, 18. Cimitero, 151. Conti de. le Fontanelle, 234. Corso Vittorio Emni., 11.
„ Re d'Italia, ivi. Cuma, 170. Ercolano, 184.
„ Basilica, 185.
„ Casa d'Argo, 186.
„ „ dei Genii, ivi.
„ „ della Fontana, ivi.
„ Teatro, 185.
„ Villa d'Aristide, ivi. Escursioni, giornalierc.XIV.
„ Alpine, 259. Festa popolari, 12.
— vili — INDICE PER ORDINE ALFABETICO
Forio, 253.
Galleria Principe di Napoli, 89.
„ Umberto I, 35. Gragnano, S27. Granili, 179. Grotta Azzurra, 240. Grotta del Cane, 165;
„ della Pace, 170.
„ di Pozzuoli, 164.
„ di Sejano, 150. Grotta della Sibilla, 175. Ischia, 246, 249. Istituti di Beneficenza, 16. Istituto di Belle Arti, 37. Istruzione pubblica, 19. Lacco Ameno, 252. Lago d'Agnano, 165.
n d'Averno, 176.
n del Fusaro, 171.
n Lucrino, 175. Licola, 170. Maddaloni, 154. Maiori, 260. Massa Lubrcnse, 233. Mergellina, Posilipo, 21. Meta, 229. Minori. 261. Miseno (capo) 172. Monte Coppola, 227.
„ Epomeo, 253.
„ Nuovo, 169,
r Solare, 215.
„ Saiitangelo, 227. Monumento a Bellini, 133. Museo' nazionale, 38.
„ Pianterreno, 40.
„ Biblioteca, 70.
„ Bronzi (grandi), 53, 55.
„ „ (piccoli), 77.
„ Collezioni di Cammei, 80.
V ri Cumana, 87.
r „ Egiziana, 50.
r n Epigrafica, 47.
n „ Medaglie 0 monete, 72.
r n Pornografica, 73.
r n Santangelo, 86.
„ Oo)nmestil)ili diPonipei,67.
r Iscrizioni cristiane e Mo- numenti Egizi, 50.
Museo Nazionale.
„ Marmi (statue e bassori- lievi), 53, 58.
„ „ Portico dei Balbo, 51.
„ „ „ dei Capolavori, 64.
„ „ ri degli Imporatori,53.
„ Medaglie e monete, 72.
„ Mosaico (batt.diDario),5 1.
„ Oggetti d'oro e argento,79.
„ Papiri, 68.
„ Pietre dure incise, 81,
„ Pinacoteca, G9, 74.
„ Pitture e affreschi di Pom- pei, edErcolano, 43, 66.
„ Sala dei Mosaici, 42.
„ „ del Toro farnese, 47.
„ Terreeotte, 66.
„ Vasi Italo- Greci, 81.
„ Vetri Pompeiani, 71. Museo di S. Martino, 135. Musei privati e civico, 24. Napoli, storia, 1.
„ topografia, 4.
„ aspetto, 6.
„ vie e strade, 9.
„ vecchio, 22. Nisida (isola di), 150. Notizie diverse, VII. Orto botanico, 132. Ospedali, 16.
Osservatorio Astronomico, 131. Palazzo Reale di Napoli, 31.
n n di Capodimonto, 128.
„ „ di Caserta, 156.
„ Gravina (Poste e Telegra- fi), 124. Passeggiate, 21. Pesto. 155, 269.
„ Mura, 270.
„ Basilica, 271.
„ Tempio di Nettuno. 270.
„ „ di Cerere o diVesta,272. Piazza Danto, 37.
„ dei Martiri, 26. „ del Mercato, 123.. „ del Plebiscito, 29 Pietrarsa, 23, Piscina Miraliile, 172. Pompei, 186.
— IX —
INDICE PER ORDINE ALFABETICO Pompei, storia, ISS. „ muri!, 191. . stiiide, ivi.
case, IVI.
Aiitìtfiitro, 523.
Biisiliea, 191.
Casa dell' Accatlemia di
MiLsifii, 220. Casa di Adone, 210. , dell'Aiieoia, 211. „ di .\poIlo, 210. „ d'Arianna, 212. „ della Caecia. 21:^. „ dei Capitelli, 212. r di Castore e Polluce,20;). „ di Cecilio Giocondo, 21 I. „ del Centauro, 209. ,. del ChirurK-o, 203. n dello Colonne di niosai „ co, 20^.
„ di Cornelio Rufo, 21S. „ di Diomede, 20(j. „ del Fauno, 211. „ del Fauno ebbro, 215. „ della Fontana grande,
211, 215. „ della Fontana jìleeola ,
ivi. „ di Marco Lucrezio, 216. „ di Mcleagro, 2i)9. „ dei Mescini. 218. „ dell'Orso, 2UJ. „ di Pausa, 202. „ della Parete nera, 212. „ del Poeta tr.is'ieo. 201. „ di Polibio, 202. „ di Popidio Secondo, 218 „ di Sallustio, ♦0.'. „ di Sirico, 217. „ di Vesonio Primo, 211. „ delle A'estali, 204. „ dei Vet'ti, -Hi. CaUiilico (edificio di En-
niacliia), 197. Caserma dei s'ladiatorl,220. Com[»itum, 203. Curia Isiaca, 219. Dogana fv.Compitum), 203.
Pompei. DomusVettioruHi, 213.
„ EuniHcliia , ( vedi Calcidi- co;, 197.
„ Forno pubblico, 202.
„ Foro Civile, 195.
„ „ Triangolare, 219.
„ Fullonica, 211.
„ Lupanaro, 215, 217.
„ Museo, 193.
„ Prisco, 200.
„ Nicchia sferica, 201.
„ Porta di Ercolano, 204.
,. „ della Marina, 193. di Stabia, 222.
„ Scavi della Regina Mar- gherita, 215.
„ Se])ol(M-o di Manila, 205.
„ „ di UmbricioScauro, ivi.
„ l'eatro grande, 220.
„ „ piccolo, 221.
„ Teniiìio d'.\ugusto, 198. „ d'Ercole, 220.
„ „ della Fortuna, 200.
„ „ di Giove, 199
„ „ d'Iside, 218.
„ r di Mercurio, 198. „ di Nettuno, 220. „ di Venere, 19 J.
„ Terme pubbliche, li)8. di Stabirt, 217.
„ Tombe (via dei Sepolcri).
„ ., Circolare, 20G.
„ , di Calven/.io, 204.
„ , di Ceio Labeone, 207.
„ „ di Diomede, ivi.
„ „ delle Ghirlando. 208.
„ „ di Grato, 207.
„ . <^i Libella, ivi.
„ ., di Nevoleia Tyclie,203.
„ ., di Porcio, 205.
., ,, Sannite, 20i.
„ I, di TercM/io, 20S.
„ Tribunali o Sale di Coli- gli", l.)7.
„ . (Curia), 198.
„ Villa ài Cicerone, 205 Ponte di Chiaia, 26. Ponti Rossi, 131.
INDICK PER ORDIXK ALKAliETICO
Ponti della Valle, 151.
Poit'Alba, 37. Porta Capuana, 15'. Portici, \'l. Fosilipo, 21. Posi ta no. i'iò. Poste, XX, IV4. Pozzuoli, 101, 10).
„ Antiteatro, KW.
„ Arco Felice, lOi).
„ Grotta (Iella Pace, 170
„ „ di Pozzuoli, 161.
, „ della Sibilla, 175
„ Lag-o d'Avcrno, 17ó.
„ „ del i'iisaro, 171.
„ „ Lucrino, 175.
„ Lieola, 170.
„ Monte Nuovo, 1()U.
„ .Solfatara, 107.
„ Stufo di Nerone, 175.
„ Tempio di Uianu, Uià.
„ n di Nerone, ivi.
„ n di Scrapide, ivi.
Prigioni, ly. Precida. '218. Professioni ed industrie
diverse, XX \', \1. Pubblica Istruzione, 19. Punta della Campanella, 237.
„ Tragara, 211. Quisisaiin, bosco e palazzo, 22C Haiti e Benincasa, 200. Ravello, 2(54. Reclusorio, 131. Resina, 177. Riviera di Ghiaia, 9. Rotolo, S. Pietro, 25S. Rovigliaiio, 228. Salerno, 2.55, v07. Sant'Agata, 232. Santa Lucia, 2i. S. Leueio, 100.
S. Martino (Certosa di), 131. Seal a ti, 2-.'.'<. Sejaiio (grotta di^. 15,). Serra, Arco, liorrieilo, 25?, Settimana Santa, 13. Sorrento, 2/3, 225), 237.
I Sorrento, Deserto, 233 „ Sant'Agata, 233. „ Telegrafo e Valle dei
Pini, 233 r, Conti delle Foiitanclle23l. , Vico Albano, ivi. Stabilimenti militari, 16. Siut'e di S. (iennaiio, 1()5. Telegrafi, XX. T.legralo e Valle dei l'ini, 233. Tempii diversi, vedi Baia, Pe- sto, Pomiiei e Pozzuoli Tiberio (Villa di), 213. Tomba di Coriadiim , ( vedi
Chiesa del Carmine), 122. Tomba di Virgilio, 101. Tombe degli Angioini , in S. Chiara , i)l e San Gio- vanni a Carbonara, 117 „ degli Aragoneyijn S. Do- menico, 93. „ dei Borboni in S. Chiara, 91. Tragara (punta), 244. Tribunali (Castel Capuano) 153. Trinità della Cava. 257. Università, 09. Vesuvio, 177, 182. Via Caracciolo, 10. „ Ghiaia, 9. „ del Duomo, 10. „ Foria, 11. „ Partenope, 10. „ Ponti Rossi, 131. „ Roma, 9. „ Santa Lucia, IO. „ Tasso, 11. Vicaria (Castel Capuano). 153. Vico Albano. 234, Vico Equense, 225. Vietri, 2.55, 2.5!). Villa Fioridiana, 135. „ Lucia, ivi. „ Municipale. 27. „ Popolo (del), 153. „ Regina Isabella, 131. Virgilio (scoglio di). 247. ,, (tomba di), 101.
Vomero, 1 1'.'.
Indice Notizie diverse
Ai Viaggiatori, V. Arrivo a Napoli, XIII. Itinerario, ivi. Escursioni giornaliere, XIV. Alberghi, XV.
„ Pensioni, XVI. Trattorie, XVII. Caffè, ivi. Birrerie, XVIII. Vini, ivi. Buvette, ivi, Vetture, ivi. Omnibus, XIX.
Tranvie, XIX. Poste, XX. Telegrafi, ivi. Strade ferrate, XXI. Vapori, ivi.
Società di Navigazione per l'E- stero, XXII. Barche, ivi. Teatri, ivi.
Caffè Concerti, XXIII. Consolati, XXIV. Clubs, ivi. Borsa del Commercio, ivi.
Professioni e industrie diverse
Abiti manifatturati, XXV. Acquaioli, ivi.
Acqua Solfurea e Ferrata, ivi. Antichità, Belle Arti e Oggetti
Artistici (negozi di), ivi. Argentieri, ivi. Armaiuoli, ivi. Bagni dolci e Idroterapici, ivi.
„ ferruginosi termalijXXVI.
„ di mare, ivi. Banche, ivi. Banchieri, ivi. Biancheria, ivi. Bronzi, ivi. Calzolai, ivi. Cambiavalute, ivi. Cappelli da donna, XXVII.
„ da uomo, ivi. Cartolerie, ivi. Chirurgi, ivi. Confetturieri, ivi. Cook's Tourist Office, ivi. Coralli , Tartarughe e oggetti
di lava, ivi. Cuojo (oggetti di^, ivi. Dentisti, ivi. Emporii, ivi.
Farmacie, XXVIII.
Farmacie omeopatiche, ivi.
Fotografi, ivi.
Fotografie,
Giornali, ivi.
Guantai, ivi.
Lavori intarsiati in legno, ivi.
Legatorie, ivi.
Librerie, ivi.
Litografie e Tipografie, ivi.
Lustrascarpe, ivi.
Majoliche e Ceramiche, XXIX.
Medici, ivi.
„ omeopatici, ivi. Mercati di commestibili, ivi. Merletti, ivi. Mode e Novità, ivi. Musica (Negozi di), ivi. Oculisti, ivi. Oggettj di lava, ivi. Ombrelli e Ventagli, ivi. Orefici gioiellieri, ivi. Orologiai., XXX. Ostetrici, ivi. Ottici, ivi. Parrucchieri, ivi. „ da donna, ivi.
— XII —
Pianoforti, XXX, Pittori, ivi.
Porcellane e Cristalli, ivi. Prodotti chimici, ivi. Professori di lingue, ivi. Professori di musica, ivi. Profumerie, ivi. Sarti,' ivi.
Sarte. XXXI. Scultori, ivi. Spedizionieri, ivi. Tartaruga, ivi. Terrecotte, ivi. Venditori girovaghi. Ventagli, ivi. Vini. ivi.
NOTIZIE DIVERSE
Arrivo a Napoli
Giungendo in ferrovia, alla Stazione si trovano gli Omnibus dei migliori alberghi nonché delle vetture , (a 2 cav. corsa in città L. 1,40 e L. 2 bagaglio compreso, la metà ad 1 cav.)- Le Tranvie conducono per 20 cent, in 20 min. dalla Stazione al Palazzo Reale, sito centrale della città; e in 30 m. alla Riviera di Chiaia. Arrivando per mare, si discende alla Stazione Marit- tima , in Via Marina od alla Immacolatella , uffizio sanitario, barche L. 1 a passeggiero, bagaglio compreso, che quivi vien visitato, e che pagando 50 cent, si farà piazzare sulla vettura, prezzi come sopra. DuìV Immacolatella al Palazzo Reale ed in Via Roma 5 min. (a piedi 18 min^) alla Riviera di Chiaia 15 min. (a piedi 30 min.).
Itinerario.
Si vegga l'indice delle escursioni da farsi giorno per giorno, (pag. Vili) però restando in Napoli solo 2 o 3 giorni si preferi- scano le seguenti, e per evitare disturbi , sebbene vi sia una tariffa che si ha il diritto di far valere, sempre che si prenderà una vettura si stabilisca il prezzo col cocchiere, spiegandogli bene la linea da dover percorrere ed il tempo che dovrà atten- dere nelle diverso fermate.
Prima Escursione , circa 2 ore 'j» in vettura (a 2 cav. L. 6 a 7, la metà ad 1 cav., in Tranvia dal Palazzo Reale a Po- silipo, 30 min. 1" ci. 30 e, 2^ ci. 25 e). Prendendo la vettura si dirà al cocchiere: Dovete condurmi dal Palazzo Reale per Santa Lucia, Vie Partenope, e Caracciolo, lungo il mare sito incante- vole, con a dr. la Villa Municipale, (deliziosi giardini pubbli- ci); MergelUna, Posilipo , Bagnoli e far ritomo all'albergo per la Grotta di Pozzuoli e la Riviera di Chiaia, vedi 1» e 4* escur- sione.
Seconda Escursione, impiegando 3 a 4 oro (vettura a 2 cav. L. S a lo, metà ad 1 cav.). Dal palazzo Reale per Via Roma (già Toledo) al Museo , ove si passerà un' ora per visi- tarlo a volo, dopo farsi condurre a Castel S. Elmo, ed esservi attesi un' ora, per poter visitare la Certosa di S. Martino, ricca di monumenti d' arte, di pitture, ecc. e godere, da una balco- nata di qui sii, del più bel panorama, che offre la città di Na-
— XIV —
poli, i dintorni ed il golfo, e poi far ritorno all' albergo pel Corso Vittorio Emmanuele e la Riviera di Ghiaia. Per farla con mezzi più economici e per maggiori dettagli vedi 4» escursione.
Terza Escursione , circa 3 ore (vettura a 2 cav. L. 5 a 6; ad 1 cav. L. 3 a 4). Si convenga col cocchiere per andare al Palazzo Beale di Capodimonte , (vedi .S» escusione pag. 128) di aspettare un' ora per visitarlo e quindi dover fare un giro in vettura nel magnifico bosco (sono permesse le sole vetture a 2 cav.), e poscia far ritorno e andare a visitare il Palazzo Reale di Napoli , aperto il Giovedì e la Domenica da mezzodì alle 16 (4 p. m.) (vedi 1* escursione pag. 31) ed in ultimo essere ricondotti all'albergo. Andando prima a piedi o in Tranvia a visitare il Palazzo Reale di Napoli, allora bastano 3 ore per andata e ritorno da Capodimonte (vett. a 2 cav. L. 5, compreso il giro nel bosco, ad 1 cav. L. 3, vedi pag. 122).
Quarta Escursione, Pompei , in ferrovia 52 m. e se si avrà tempo, Caserta un' ora. Fa d'uopo uscire di buon matti- no, occorrendo per eiascnna escursione una mezza giornata (ve- di 8* e 9* escursione).
Avendo qualche ora libera nella giornata si potranno visi- tare, Via Foria, Corso Umberto 1, Via del Duomo ov'è la Catte- drale, e le Chiese di Santa Chiara, S. Severo, quest' ultima ce- lebre per le sue statue in marmo, il Gesù Nuovo e S, Francesco di Paola; i teatri S. Carlo, Mercadante e Bellini.
ESCURSIONI GIORNALIERE
1.* Escursione. Piazza S. Ferdinando , Ponte di Ghiaia, Piazza dei Martiri, Piazza Vittoria, Villa Municipale ( giardini publici ) , Aqua- rium, Mergellina, Vie Caracciolo e Partenope, Castello dell' Ovo , Santa Lucia , Piazza del Plebiscito , S. Francesco di Paola , Palazzo Reale, Galleria Umberto I, Via Roma, Piazza Dante , Galleria Principe di Napoli , Museo Nazionale pag- 26
2.» Escursione. Chiese, Università, Grande Archi- vio, Biblioteca dei Gerolomini, Annunziata (ospizio dei trovatelli), Piazza del Mercato, Fontane » 88
3.* Escursione. Palazzo Reale e bosco di Capodi- monte, Osservatorio astronomico, Ponti Rossi, Albergo dei Poveri, Orto Botanico, Catacombe, Monumento Bellini » 127
— XV —
4.» Escursione. Certosa di S. Martino, Castel S. El- mo . Antignano, Camaldoli, Vomero, Collina di Posilipo, Grotta di Sejano . . pag. 134
5."- Escursione. Campo di Marte, Cimitero Castel Capuano » 151
6.» Escursione. Maddaloni, Ponti della Valle, Ca- serta, S. Leucio » 154
T."* Escursione. Tomba di Virgilio, Grotta di Poz- zuoli, Lago d'Agnano, Grotta del cane, Astroni, Bagnoli, Pozzuoli, Solfatara , Arco Felice, Cuma, Lago del Fusaro, Capo Miseno, Baia, Laghi Lucrino e d'Averno , » 161
8.» Escursione. Portici , Ercolano , Resina , Ve- suvio » 177
9.» Escursione. Pompei » 186
10." Escursione. Castellammare, Quisisana, Vico, Sorrento, Massa, Capo Campanella. » 223 11.* Escursione. Sorrento, via di mare, Capri e Grot- ta Azzurra » 237
12.'* Escursione. Isolo di Precida e d'Ischia, Casa-
micciola » 2t6
13.» Escursione. Cava , Vietri , Salerno , Amalfi , Pesto » 255
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Nella Rivisra di Chiaia, una delle migliori strade della Città, dirimpetto alla Villa Municipale (giardini pubblici) con veduta del golfo. Hotel de la Grande Brctagne, tenuto da Merlo, 276 , antico e rinomato albergo.
Alberghi-Pensioni, meno grandiosi, in bella esposizione, decenti e da preferirsi per economia, pensiono a L. 8 e 9, ca- mera L. 3a5, Hotel Pension Bcllc-Vue Corso Vit- torio Emmanuele; della Riviera, Riviera di Chiaia 127: In- glese Villa Cappella a Posilipo, in riva al mare (tenuta da Miss Baker), Englisb Family, proprietà Miccio, ivi. Pensione L. 6 e 7, camere L. 2; d'Oriente e d'Allemagne, casa tedesca, Via Partenope; di Genève, Via Santa Lucia 92; P e n- sion Bourbon, Rione Amedeo 91; Pensione Poli, Parco Regina Margherita; Pensione Finto, ivi, 1. Apparta- menti e Camere mobigliaté Riviera di Chiaia , 144, 263, 287. Santa Lucia 28 e 31.
Alberghi di secondo órdine, più economici ma decenti, frc qneiitati dal ceto commerciale, convenienti alle piccole fortu ne, situati nel centro della città. Hotel du Nord, »?o)-,s.' Umherlo 7 46; de N a p 1 e 8 , ivi 65; di Genève, Via Medina, camere da L. 2,50 a L. 5, tavola rotonda a L. 4,50, Centra- le, dirimpetto al precedente, identico trattamento; Milano, Piii~.~.a Municipio jiresso il Porto; Bollagio e d' E u r o p ji Carminello a Toledo 72; del Louvre, Via S. Jìrigida 51, buono e centralissimo, camere da L. 4 a 5; del Globo Piazza Munì ripio IDj centralissimo, economico; Do 1 a Fo 1 ie, Via Roma 329: dei Fiori, Largo Fiorentini, centralissimo, camera da L. 2
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a 3 , per due persone L. 4 incluso il servizio ; d e 11' U n i - verso già dell'Allegria, Largo della Carità, grande al- bergo nel centro della Via Roma (Toledo) molto ben messo, conveniente ed economico, buon servizio, camere da L. 2,50 a 5; Patria, Via Guglielmo Scmf elice 47; Del Risorgimento, Via Fiorentini 5.
Volendo camere o piccoli appartamenti privati mobiliati, ri- volgersi ai sensali che i vetturini potranno indicare, badare le famiglie ove si va e la decenza, una camera per un mese L. 50 a 60, appartamenti di 3 a 4 stanze L. 120 a 150, 1 prezzi va- riano secondo il sito e la decenza.
Alberghi economici, frequentati dai nazionali delle Provin- ce Meridionali , camere da L. 1,50 a 2,5i>, situati nel centro della città; D eli' Aquila d'oro. Via Fiorentini 71; Villa Cicerone, ivi 79; Albergo della Forbì ce, ivi, 63; D e 1- l' A q u i 1 a bianca, Scesa 8. Tommaso (V Aquino 16 ; Della Mine rva, ivi 20; Villa di Potenza, Via S. Giuseppe 37; Nuova Roma, Vico S. Giuseppe 13; Del Cappello rosso, Vico Giuseppe Vacca 11. (in Via Roma); Meridionale, Guan- tai Nuotìi 99. Fuori centro nella piazza della stazione delle fer- rovie. Della Sirena, Del nuovo e vecchio Rebec- chino, Cavour, ed altri.
Trattorie (Restaurants). Numerosissime, in generale cucina italiana, ii piatto prediletto dei Napoletani sono i maccheroni, quasi dappertutto si pranza alla carta ed a pasto con L. 2,50 a L. 3,50 vino compreso, mancia 10 a 20 cent.; si fuma daper- tutto, ma nelle migliori trattorie vi sono sale separate per le signore. Chi vuol spendere ed avere la cucina alla franco- se. nonché il lusso e la massima decenza vada alla Birreria Gambrinus in Piazza S. Ferdinando presso il Palazzo Reale, ritrovo dei forestieri; al Caffè della Galleria Umberto I, nella Galleria Umberto I; al Vermouth di Torino, ivi 18-20; ai Giardini di Torino, Vico Tre Re a Toledo 60. In questi Restaurants si pranza alla carta ed a prezzo fisso , pranzo da L. 3 a 4,50 e colazione da L. 2 a 3.
Trattorie più economiche , decenti, centrali e ben servite; Della Regina d'Italia, Via Roma con ingresso Vico S. Sepolcro 109; AllaTavernella Via S. Carlo 17 e 18; Vit- torio Em m a n u e 1 e, ivi 26 a 28 (magazzini provvisorii); Caffè Turco, Via S. Brigida 37 e 39; Buon Ritrovo, ivi 51: Candia j Via Roma 348; Antica e Nuova trattoria d e 1- 1' Unione, ivi 313; Umberto I,ivi 282; Restaurant Molare , Via MonteoUveto 71,73; Ferrari, Galleria Umber- to I. 61, 62: De Rosa, via Ghiaia 253; Trattoria Vesu- viana, Via S. Giacomo 42, 43; C a m p i d o g 1 i o , Guantai vec- chi 30.
Coloro che desiderano il pranzo a domicilio si dirigano al cuoco, Vincenzo de Rosa, Via Gennaro Serra 41, cucina economica e buona.
Caffè. Gambrinus, Piazza S. Ferdinando; Caffè della Galleria Umberto I, Galleria Umberto I, Caffè For-
tunio, ivi ()8,6".l e Via Roma 214;Caffè d'Italia Via Ro- ma 316; De A iigelis ivi 70-71; Caffè Scotto Jonno Galleria Principe di Napoli al Museo \ Gomito Via P. E, Im- hriaiii 47; Caffè Turco, Piazza Plebiscito e Vìa S, Brigida 37-39; Caffè Vacca, Villa Comunale; di Napoli, ivi, in riva al mare; caffè 20 a 30 e, caffè e latte 40 a 50 e, ciocco- latta 50 a 80 e, panini 5 e, paste dolci 10 e 15 e, gelati 50 a 70 e, granita 30 a 50 e.
Birrerie. G a m b r i n u s , Piazza S. Ferdinando; F e r rari, Galleria Umberto I 61, 62; Pschorbrau, Porticato Galleria Umberto I ; Caflisch, Via Nuova Capodimonte 74 e Carmi- nello a Toledo 60. Nei Caffè la birra si vende 50 cent, la botti- glia,^ e quella di Vienna 30 cent, lo schoppen.
Vini. Eccellenti (quanto puri) ed a pi-ezzi discreti, da pre- ferirsi il Gragnano L. 1 la bottiglia; vino del Monte di Pro- eida L. 1 a 1,50; Moscato di Siracusa L. 2,50; Malvasia (dolce) L. 1,50 a 2; Capri L. 1,50 a 2, di Posilipo L. 1 a 1,50. Negozi più accreditati, Scala, Via di Ghiaia. 136 e Vìa P. E. Im- hriani 43 ; Ucuff ivi 146; Buvette Parisié'nne, Via Roma '270.
Buvette. Buvette Pari si enne. Via Roma 270; Al C o rf i u i o , i vi S.'^ò; Bar Automatico, ivi 140 e Galleria Umberto I 70.
Vetture. Numerosissime ed a prezzi discretissimi
TARIFFA
l.;i corsa in città . . Ad ora, la 1* ora. . Li! ore susseguenti . Vettura chiusa(corsa)
Dintorni di Napoli
Vomoro od Antignano ArenellaoS. Martino l'iazza d'Armi (Campo) Cimitero (Toggioreale)
Posilipo
Fiiorigrotta ....
Portici
Kesina
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ad 1 |
cav. |
a 2 cavalli |
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dal matt. a mez- zanotte |
dopo mezza- notte |
dal matt. a mez- zanotte |
dopo mezza- notte |
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0,70 1,50 1,10 |
1,10 2,10 1,.50 |
1,40 2,30 1,70 |
2,20 3,20 2,20 |
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1,- |
1,.50 |
~~ |
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1,50 1,50 |
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2,25 2 25 |
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i,r)0 |
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1 ,50 |
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1,50 1,20 1,75 |
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2,25 1,75 2,50 |
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l'ci dintorni di Napoli sopra indicati non ostante la tariffa iiisigliuino fissare il prezzo prima di salire in vettura, poicln
— XIX —
la corsa dovrebbe cominciare dal limite della città prossimo alla gita, difatti prendendo la vettura a 2 cav. nel centro della città non si ha meno di L. 3 invece di 2,25. In ogni divergenza chie- dere la tariffa al cocchiere.
Omnibus. Stazione principale Piazza S. Ferdinando, di lato al Palazzo Reale. Corsa intera 15 e mezza corsa 10 cent.
Linee che percorrono; il segno * indica i luoghi ove han ter- mine le mezze corse.
S.Ferdinando-Museo (15 m.) per via Roma , via del Museo.
Museo -Bosco di Gap od imo nte (30 m.) 25 cent., in coincidenza con quello di S. Ferdinando.
Mergellina-Vittoria*- Carità (45 m.) per la Ri- viera di Chiaia, Piazza Vittoria, ov' è la Villa Municipale, Via Ghiaia, Piazza S. Ferdinando e Via Roma, dalle 15 alle 18 passa per Santa Lucia.
Vitto ria-Carità*-Porta S. Gennaro (35 m.), per Via Roma, Piazza Dante e Piazza Cavour, da qui alla Cattedrale a piedi 8 m.
Carità-Porta S. G e n n a r o* - 0 1 1 o e alli (25 m.) 10 e 15 cent
S. Ferdinando -Museo Fila ngie r i-Duomo*-V i ta, 35 m. (ferma vicino le Catacombe di S. Gennaro) 10 e 15 cent. Per Piazza Municipio, Via Pitterò (ov'è il Porto), Via Marina, Via Duomo (ov'è la Cattedrale), e la Via dei Vergini.
S. Ferdinando-Rione Amedeo*-Gumana, 35 m. 15 cent. Per Via Chiaia, Via dei Mille, Rione Amedeo e Corso Vittorio Emmanuele.
Piazza Sette Settembre (già Spirito Santo (in Via Roma). — V omero , 45 min. cent. 30.
Tranvie. Per tutte le linee in città si paga per l' intera corsa 25 a 30 e. in 1» ci., e 20 a 25 e. in 2^ ci.; mezza corsa 15 e 10 cent. I posti sulle piattaforme all' ìmpiedi sono di 1* ci. — Punto centrale d'incrociamento di tutte le linee qui ap- presso indicate, Piazza S. Ferdinando, di lato al Palazzo Rea- le. Orario dalle 7 alle 22 (10 pom.).
Torretta (Mergellina)C o rs o Umberto I-Recluso- rio (35 m.); per la Riviera di Chiaia , Santa Lucia , S. Ferdi- nando, Piazza Municipio, Corso Umberto I, Ferrovia e Corso Gari- baldi.
Torretta- Porta Capuana (35 m). per la Riviera di Ghiaia, S. Lucia, S, Ferdinando, Piazza Municipio, Piliero, Ma- rinella e Ferrovia.
S. Ferdinando -Ferrovia -Muse o (35 m.) per Piazza Municipio, la Marinella, Ferrovia, San Giovanni a Carbonara e Piazza Cavour.
Muse o-Tiro Provine iale (10 m.^ per Foria (15 e 10 e).
S. Ferdinand 0 - Poggi 0 re ale (Cimitero). Si prenda
la linea che va a Porta Capuana (25 cent.), ivi giunti si di- scenda e si prenda la linea per Poggioreale che conduce in 10 ni. al Cimitero, 15 e 10 cent.
CapoPosilipo-Posta (45 min. ) per Posilipo, Mer- gellina, Riviera di Chiaia, Santa Lucia, Palazzo Reale, Piazza S. Ferdinando, Piazza del Municipio; (1" ci. 50 e, 2® ci. 45 cent.).
S. Ferdinando-Dnomo-Fontanelle (25 min.) per Piazza Municipio, Corso Umberto I, Via Duomo (ov'è la Catte- drale) e Via dei Vergini (15 e 10 e).
S.Ferdinando-Corso Umberto I -Vasto (25 m.) per Piazza Municipio, Via Medina, Corso Umberto I, Ferrovia e Rione Vasto.
Museo-Corso VittorioEmanuele-Torretta, a Mer gellina (elettrico 25 m., e. 30 e 25).
Museo-Salvator Rosa-Vomero (elettrico 25 min. per Via Salvator Rosa e Antignano.
Museo-Capodimonte-Miano-Marano (elettrico,) in costrnzione),
Portici-Éesina-Ercolano-Torre del Greco; partenza da Piazza S. Ferdinando, ogni 15 min. per la Marinella, Ponte della Maddalena, la gran Caserma dei Granili e San Oto- vanni a 'Peduccio, Per Portici 1 ora, 1* ci. 40 e, 2* ci. 30 e, Besina e Ercolauo , 1 ora "/li 1* ci. 60 e, 2^ ci. 40 e, Torre del Greco 1 ora e 40 min., 1» ci. 60 e., 2^ cL 50 e.
S. Ferdinando-Pozzuoli, passando per sotto il nuo- vo traforo (1 ora e 15 m ) vedi Tranvia a vapore pag. lUl, 9* escursione.
Poste e Telegrafi. Direzione generale nel Palazzo Gra- vina in Via Monteoliveto, con Succursali: OaUeria Umberto I, S. Caterina a Chiaia, S. M. degli Angeli a Pizzo/alcone , Rione Amedeo, Via Partenope, Largo Carità, Piazza Garibaldi o della Borsa, Via Duomo, ecc. Lettera francata per l'interno della citi.! di Napoli 5 cent., per tutta Italia 20 e, Cartoline Postali pc; la città 5 e. per l'Italia IO e, stampe e giornali , per la citi o per l'Italia 2 o. ogni 50 grammi. Per l'Estero : Lettera 25 i Cartolina 10 e, Stampe e Giornali 5 e. ogni 50 grammi. Ta^ sa di raccomandazione delle lettere 25 e, per le Stampe o Gioì nali e. 10 fino a grammi 500, cent. 25 da 500 gr. in poi. Per r Estero la tassa di raccomandazione è sempre di 25 e. sia per le lettere che per le stampe e giornali.
Carte d'affari 20 e. fino a 50 {jr. e 40 e. da 50 gr. in poi. P a c- chi postali per l'Italia, 60 e. Uno a 3 chil. e L. 1 lino ii 5 chil. Per l'Estero sono regolati da apposita tariffa che vari-i da L. 1,25 a 13,75 il peso non più di 5 chil.
Vaglia. Per 1' Italia e. lO fino a L. 10, e. 20 fino a L, i.' . 40 fino a L. 50. e. 60 fino a L. 75, e. 80 fino a L. 100 e da
. lOO in poi e. 20 per ogni L. 100 o frazione. Per 1' Estero . 25 pur ogni L. 25 o frazione.
Cartoline Vaglia. Solo per l'Italia, e. 10 fino a L. 5,99,
— XXI
p. 15 fino a L. 10,99, cent. 20 fino a L. 15,99 e e. 25 fino a L. 20,99.
Tariffa dei Telegrammi. Per 15 parole, per l'interno della città 50 o., per tutta Italia L. 1 , per ogni altra parola
Francia e Germania 14 e., Inghilterra 26 e., Spagna 22 e., Tur- chia 39 , Russia 42 cent., Grecia 34 a 38 e, Assab e Massaua L. 2 (senza tassa fissaj.
Strade Ferrate. La Stazione centrale ad oriente della cit- tà, riunisce tutte le reti, vi si va in Tranvia o Omnibus in 25 m. dal Palazzo Reale, con ìO e 20 e. L'orario delle partenze es- sendo variabile informarsi dall' Albergatore. Da Napoli: a Ca- serta 1* ci. L. 4,25 — 2» ci. L. 3,95 — ritorno compreso Li- re 4,85—3,10 — Maddaloni , prendere i biglietti delle Medi- terranee (già Romane) costano quasi la metà cioè: 1* ci. Li- re 2,55, 2* ci. L. 1,00 — ritorno compreso L. 4,05—2,55 — Ca- stellammare — 1^ ci. L. 3,70— 2^ ci. L. 2,60 — ritorno com- preso, L. 5,30— 3,70 — Pompei, 1» ci. L. 2,75—2» cL L. 1,90, ritorno compreso L. 4,55-3,20. Cava, l*cl. L. 5,10 — 2" ci. Li- re 3,60, ritorno compreso L. 8,40-5,85. Pesto, 1** cl.'L. 10,65— 2* ci. L. 7,50 — 3* ci. L. 4,85, non ci sono biglietti di andata e ritorno. Roma, 1» ci. L. 31,00-2» ci. L. 21,70—3" cL L. 12,10, ritorno comproso L. 42,25 — 29,55.
I biglietti di andata e ritorno si prendono contemporanea- mente. Pei viaggi circolari per l' Italia, valevoli 60 giorni, non- ché per l'Estero rivolgersi al Cook's Touriste Office, Piazza dei Martiri 52, o da Grimaldi Via S. Brigida 61, e Corso Umberto I 85 e da Elefante Via Municipio 7 e 8.
Telegrafi (Vedi Poste).
Vapori Società Manzi e C. Uffici Scalo delV Jtnmaco- la/ella (Via Filiere).
Per Sorrento , Capri e Grotta Azzurra , tutti i giorni (tempo permettendo) , alle ore 9 dal porto di S. Lucia ; arrivo a Sor- rento alle ore 10 'A, Grotta Azzurra alle 11 'Ij ed a Capri alle 12 Va. Classe unica, andata L. 6, ritorno compreso, rien- trando a Napoli verso sera, L. 10. In estate la Domenica vi sono delle gite di piacere per detti luoghi a prezzi ridotti di L. 5 a 6 andata e ritorno.
Per Procida , Ischia e Casamicciola , ogni giorno in inverno alle ore 14 ed in estate alle ore 15 dall' Immacolatella presso il porto. Per Procida 1» classe L. 4, 2» ci. L. 2, 3» ci. L. 1,10. Per Ischia e Casamicciola, J» ci. L. 5, 2» d. L. 3, 3» ci. 1,50.
Per Vico, Meta, Cassano, Sorrento, Massa e Capri, ogni giorno dall'Immacolatella d'inverno alle ore 11,30 ed in estate alle ore 16. 1» ci. per Capri L. 6, 2» ci L. i, 3» ci. L. 2. Per gli ultri siti 1» ci. L, 5, 2» ci. L. 3, 3» ci. L. 1,50.
I nazionali godono di un ribasso da convenirsi a bordo, sni detti prezzi. Si fanno abbonamenti a prezzi ridotti, pei nazio- nali e forestieri.
I biglietti si prendono a bordo oppure al casotto sulla ban- china.
Norddeutschier Lloyddi Brema^ Per Sorrento L. 5, andata e ritorno L. 8, per Capri L. 6, andata e ritorno L. 10. Partenza da Napoli, S. Lucia, tutti i giorni alle ore 9, arrivo a Capri alle ore 10.
Navigazione Generale Italiana, Via Piliero, 28 a 31.— Per Palermo tutti i giorni alle ore 20; 1" ci. L. 3i.o0; 2* ci. 22.90. — Per Messina il Lunedi alle ore 20, il Mercoledì ed il Venerdì alle ore 17; 1» ci. L. 35.tió; 2» ci. 23.80. — Per Catania il Venerdì alle ore 17; 1^ ci. L. 53.75 ; 2» ci. 37.20 ; 3" ci. 13.6r). — Per le Calabrie il Martedì alle ore 12; sola 3» classe. — Per Livorno il Martedì alle ore 12 ed il Sabato; alle ore 6 ant., 1» ci. L 48,10 ; 2» ci. 30.10. — Per Geiiova il Mar- tedì alle ore 12 , il Venerdì alle ore 20 ed il Sabato alle oic 6 ant.; 1» ci. L. 52.10; 2^ ci. 34.10.
Pei viaggi di andata e ritorno a Palermo, Messina, ecc., sui prezzi di tariffa si accordano delle riduzioni vantaggiose, come pure essendo in 3 ])crsone.
Società di Navigazione per l'Estero Navigazione Generale Italiana, Via Piliero 28 a 31. Per Malta il Ve- nerdì alle ore 17; l'^ ci. L. 90.50 (oro; 2* ci. 62,55.— Per Alessan- dria d'Egitto il Mercoledì alle ore 17, compreso il vitto, 1* ci. L. 217.10 (oro); 2" ci. 148.10: 3» ci. G6.I0. Idem, il Sabato alle ore 17, viaggio diretto in 00 ore (solamente da Novembre a Giugno), compreso il vitto 1* ci. L. 300.00 ( oro ) ; 1^ ci. in coperta L. 250.00 ( oro ); 2» ci. 150.00 ( oro ). Per Corfù , Tri- poli, Tunisi, l'Oriente, l'America, Marsiglia, ecc. — Orient Li- ne, Via Flavio Gioia 2, per l'Australiii. — T ra n s a 1 1 a n t i- c a , Via Piliero 1, per New- York e Vera Crux. — Trasporti M a r i 1 1 ì m ì, ria Piliero 2», pel Brasile e la Piata. — V e 1 o e e, Via Piliero 3, per Montevideo e Buenos- Ayrcs. — Norddeut- s e h e r L 1 o y d di Brema, Via Piliero 2. — L e y 1 a n d di L i v e r p 0 0 1 ivi 2. — D e u t e h e 0 s t A f r i k a Line, Vico J" Piliero 1. — Hamburg American Lini', iri ].
Barche. Il prezzo varia colla stagione. Una barca a 4 re- mi per una intiera giornata L. 10 a 12, per 1 ora nello vici- nanze del porto, a 2 remi L. 1 a 1,50; ogni ora successiva L. 1; ina si fissi sempre il prezzo.
Teatri (in estate i migliori kouu cliiusi). In Napoli pei jio.sti
di platea havvi un sistema comodissimo, essendo tutti numerati,
licrcuì ])reso il biglietto, che per averlo buono fa uopo j)rov-
\ idersene il mattino, vi si può and.ire all'ora che piace. I jirezzi
ino generalmente moderati. !.<■ i.i iipresentiizioni cominciann
u lo ore 20 e 21 '[j (8 e li' ' 'i . \n,\\) — R. Teatro San
— XXIII
Carlo (al lato orientale del Palazzo Reale). Uno dei più grandi teatri d'Europa, costruito nel 1737 dall' architetto An- gelo CarasaU; bruciandosi in parte nel 181G fu ricostruito con maggiore splendore dall'arcliitetto NiccoUni; ha G file di palchi, ciascuna ne ha M. Vi si danno nella stagione invernale icapi lavori della musica classica e grandi balli. Prezzi serali, pla- tea, poltrona L. 12 a 15, secondi posti L. •! a (5. Palchi di 1» fila L. 45, di 2* L. 60, di 3" L. 35. Biglietti d'ingresso L. 2 a per- sona. Nei grandi spettacoli sono quasi raddoppiati, mentre nelle rappresentazioni fuori abbonamento che si danno quasi ogni settimana, vengono ridotti circa alla metà. R. Teatro M u r- c a d a n t e già Fondo Piazza Municipio (J77S). Grande ed ele- gante teatro rimodernato nel 18J5 , con 3 file di palchi di cui ciascuna ne ha 17 ed al di sopra un immenso anfiteatro. Vi si danno opere in musica ed in prosa. Platea L. 1 a 1,50, poltrona L. 3 a 4. Palchi L. 10 a 20, Anfiteatro da L. 4 a 1. Teatro Bellini (vicino al Museo). Costruito dall'architetto cav. Sor- gente, finito nel 1877. O-rande e splendido teatro , forse troppo ricco di decorazioni, il più bello dopo San Carlo, con G file di palchi , merita di esser veduto. Vi si danno opere in musica. I prezzi variano, platea L. 1 a 2, poltrona 3 a 1, palchi da L. 10 a 20. Teatro San n azza ro, Via di Ghiaia , elegante e grazioso, costruito nel 1875 da F. NiccoUni; opere drammatiche e operette buffo in musica, italiane o francesi. Platea L. 1,50 a 2, poltrone L. 3 a 4 , palchi L. 12 a 20. — Teatro dei Fiorentini (nella strada dello stesso nome vicino Via Ro- ma) opera in musica e prosa. Platea L. 1,50 , poltrona L. 3. Palchi da L. 10 a 20. — Teatro Nuovo, (strada dello stesso nome presso Via Roma). Operette buffe e drammatiche. Platea L. 1,50 a 2, poltrona L. 2 e 3. Palchi da L. 8 a 15. — P o 1 i- t e am a , Piazza S. Maria degli Angeli (sopra il ponte di Ghiaia). Costruito per circo equestre , vi si danno anche opere in mu- sica , balli ed opere drammatiche. I prezzi variano ; poltrona L. 2 a 4, secondi posti L. 1,50 a 2. Platea L. 1,50 a 75 cent. Palchi L. 7 a 15. Teatro Fenice, Piazza del Municipio, piccolo teatro popolare ricostruito nel 1898 interamente in ferro e mattoni, il solo teatro in Italia inancensibile, operette buffe, Platea L. 3 a 1. Palchi L. 6 a 12. R o s s i n i vicino Piazza Dante, piccolo teatro drammatico, platea L. 1 a 2, palchi L. 8 a 12. Teatro S. Ferdinando, Via Pontenuovo a Foiia. Tea- tro popolare , vi si danno spettacoli drammatici popolari. I prezzi sono modicissimi, si danno 2 rappresentazioni al giorno; noi consigliamo di andare a quella detta di giorno. Vi è an- cora il piccolo teatro Partenope in Piazza Cavour, di poca importanza, in quest' ultimo spesso agisce la maschera del Pul- cinella.
Caffè Concerti. Salone Margherita, Oalleria. Vm.he.r- io I. Gran Circo delle Varietà, Via Chiatamone. En- trambi molto eleganti , palchi L. 10 a 15 , poltrona L. 2 a 3, platea L. 1 a 2,50. Eldorado (aperto da Maggio a Ottobre)
Nuovo Eione Marinaro a Santa Lucia, ì prezzi sono quasi gli stessi dei precedenti. Eden, Via Guglielmo Satif elice, più eco- nomico dei precedenti.
Consolati.
Austria- Un g h e r i a , Via S. Anna dei Lombardi -li.
Belgio, Via S. Brigida 51.
Brasile, Via Vittoria Colonna al Rione Amedeo 5.
Danimarca, Vico 1" Piliero 1.
Francia, Riviera di Ghiaia 168.
Germania , Via S. Brigida 6.
Gran Bretagna, Monte di Dio i.
Grecia, Riviera di Ghiaia 255.
Paesi Bassi, Via Municipio 18.
Portogallo, Via Egiziaca a Pizzofalcone 41.
B. u s s i a , Via Chiatamone 7.
Spagna, Via S. Giacomo 22.
Stati Uniti d' America, Piazza Municipio i..
Svezia e Norvegia, Parco Regina Margherita 1 .
Svizzera, Via Municipio 18.
Turchia, Piazza Dante 89.
Clubs (Circolo). Società del Quartetto, Rione Amedeo. Concerti musicali, del Commercio, Via Roma, 259. Tede- sco-Svizzero, Egiziaca a Pizzofalcone, GÌ. Dell'Unio- ne, di lato al Teatro S. Carlo, convegno della buona Società napoletana; nell' inverno e durante il carnevale vi si danno delle splendide feste ila ballo e serate musicali , le fumiglio distinte o forestiere vi sono ammesse dirigendosi anticipata- mente ad un membro della Società. Del W ist , Piazza S. Fer- dinando, 43. Circolo Artistico, Via Chiaia, 286.
Borsa del Commercio. Palazzo della Borsa in Piazza Ga- ribnldi o della Borsa, splendido ed apposito edificio costruito dal i8li() al 18US.
— XXV —
Professioni ed industrie diverse (1).
Abiti manifatturati. Bocconi, Via Roma 339. Al- l' Unione delle Fabbriche ^Miccio), Vie S. Carlo e 5^. Brigida e Via Roma 252. Magazzini Italiani (Mele), Via S. Carlo. Magazzini Nazionali (Fratelli Spinelli), Corso Umberto I 109. S i e y è s . Via Roma 370.
Acquaiuoli. Posti nelle piazzo ed angoli delle vie pili fre- quentate. Un bicchiere d'acqua gelata, con anice 2 cent, con limone o sciroppo 5 e 10 cent.
Acqua Solfurea e Ferrata. La sorgente dell' acqua sol- furea è sottoposta alla Via Santa Lucia, quella della ferrata è in Vìa f'kiatamone ove di recente vi è stato costruito il gran- dioso stabilimento di bagni ferruginosi Chi a t araon c-Man- z i. Un bicchiere d'acqua solfurea o ferrata 2 e 5 e, con dei tarallini (biscotti) .5 e 10 e. Durante la stagione estiva lungo la Via Sunta Lucia si fa grande smercio di queste acque, special- mente di sera.
Antichità, Belle Arti e Oggetti Artistici (Negozi di). Barone, Via Trinità Maggiore 6. Varelli, Galleria Umber- to / 82. D'Errico, ivi 49. T i s i o 1 1 i , Via Roma 294. J a- netti, Piazza Municipio 9 e 10. Stajano, Via Costantino- poli 102. Seognamiglio, Piazza dei Martiri 5t. Chiù raz- zi, Via Cnlahritto 10 e Galleria Principe di Napoli 7. Alle- gri, Via Cesario Console (già Gigante) 21 e 22. Diversi altri negozii di belle arti e antichità trovansi nelle Vie Costantinopoli, Cesario Console (Gigante) , Santa Lucia e Chiatamone.
Argentieri. Giura, Via Roma 328. Demma, jwi 319. Starace, it-i 230 e 238. C r is to p hi e , ivi 171. Mottù, Via S.Brigida 51. M u g n i e r , Piazza Municipio 15. L a P e r- 1 a , tyi 4 ; e molti altri in Via S. Giacomo e in Via degli Orefici.
Armaiuoli. B o d e o , Via Ghiaia fi2. M e n d o z z a , ivi 23 1 . Izze, Largo Carolina 6. Pedersoli, Via Roma 50. Var- riale, Via S. Brigida 60. Me rolla, Corso Umberto 7 18. Russo, ivi 191. B a s t o n , Via Francesco De Sanctis 1-5.
Bagni dolci e idroterapici. Stabilimenti decenti e ben serviti. D e 1 la Pace, Via Pace 18. Gauthier, Vito Bel- ledonne 12. Guariglia, Via Bellini 45 e 46. S. Marco, Via S. Marco 6. Per 1 bagno L. 1 a 2,50, per 6 L. 4 a 10.
(1) I negozianti si avvalgano della esatta e grande Guida commerciale di Logatto per avere l'indicazione di qualsiasi in- dirizzo 0 industria. Un grosso volume L. 10.
Indirizzi delle migliori case di commercio , industrie, stabi- limenti, professori, ecc. di cui si può avere bisogno in viaggio o per acquisti da fare. «*##
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Ba^ni ferruginosi termali e di ogni specie. Grandioso stabihuiento Chiatamone-Manzi, Via Chiatamone.
Bagni di mare. I più decenti sono a Via Caracciolo , a Mtrijellina, a Posilipo e lungo la Spiaggia dei Bagnoli, I più af- follati sono gli stabilimenti Lucia al Nuovo Rione Marinaro a S. Lucia e Villa Quercia a Posilipo. Camerino per 3 persone L. 1 a 2, spogliatoio per 1 uomo 30 a 50 e., per 2 o più uomi- ni 50 a 80 e. in detti prezzi è compresa la biancheria. Lungo la Marinella al Carmine vi sono molti altri stabilimenti per le persone meno agiate. Prima di entrare nel camerino si guardi il numero di esso e por maggior sicurezza si depositano alla cassa gli oggetti preziosi e il danaro che si tiene, ritirandone una marca.
Banche. Banca d'Italia, Galleria Umberto I S. Ban- co di Napoli, Via S. Giacomo 44, Piazza Garibaldi o della Borsa (edificio delia Borsa) e Galleria Umberto I ad. Società Assicurazioni Diverse, Via S. Giacomo 29 e Piazza Ga- ribaldi o della Borsa (edificio della Borsa). Banca d e 1 1 a P e- nisola Sorrentina, Via S. Brigida Qi. Ban ca, Po po- iane , Piazza Garibaldi o della Borsa 8. Banca Commer- ciale, Via Roma 183.
Banchieri. Meuricoffre, Via Municipio 18. Levy, Piazza Municipio 31. Turner, Via Santa Lucia 61. As el- meyer, PfistereC, Via S. Brigida 6. Hermann, Via P- È. Imbriani 3!). Robin e C, Vico 3" Pillerò 4. Minasi o Arlotta, Via Monteoliveto 37.
Biancheria. Magazzini Schostal; Via Ghiaia 195 a 1 99. H a a r d t , ivi 140. L a n d i , fui 70. M a g a z z i n i Ita- liani (Mole), Via S. Carlo. All'Unione dello Fabbri- che (Miccio), ivi e Via Roma 352. Sampogna, Galleria Um- berto I 55. Di P alma. Via Medina 5. Cilento, ivi 61 e Via S. Brigida 68 bis. D'Andrea, Via S. Brigida 35. G ut- ter idg e. Via Roma 192 e Salita Museo 91 a 94. Carsana , Corso Umberto I, 34 a 40. D e v e 1 1 e r A 1 1 a n s o n , Via Ca- labritlo 6. A la ville de Saint Gali, Via Chiaia 187 r 188. Abate, Via S. Brigida 2.
Bronzi. Sommcr, Piazza Vittoria. Amodio, Via Vit- toria. Chiù razzi, Via Calahritto 10 e Galleria Principe di Napoli 7, 8. D e An g e 1 i s , ivi 22 a 25 ; iu questi magazzini trovansi le rijiroduzioni dei migliori bronzi rinvenuti a Pompei o Ercolano e le fusioni del Gemito.
Calzolai. F i n 0 i a , Via Gaetano Filangieri 20. F o r t e , Via lloma 250. Polito, ixii 160. Radice, ivi 174. Al Prezzo Unico (Rovatti) Gaiierio Umberto 7 51. Ferri, Piazza S.Fer- ■ 'inando 19. M a rf e 1 1 i , Via Chiaia 189. B a 1 d e 1 1 i , ivi 21U.
Cambiavalute. J e n go , Via Roma 281. Tortora, Piaz- za Municipio 59. De S a n t i 8 , tvi 49. R u g g i o r o , ivi 35; ed altri in Via S. Giacomo e in Piazza Municipio.
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Cappelli da uomo. Balsamo , Vici Roma 49. P eluso, ivi 90.Balbi, Via Cavallerizza a Chiaia 35. Ir oli a, Galleria Umberto / 5G. De Mata, Via S. Brigida 8.
Cappelli da donna. Vinti, Via Calabritto 39 a 41 . G a r- g i u 1 o , Via Chiaia 55 e 56. Bianche P o 1 e 1 1 i , lui 5. A 1 1 e r i 0 , ivi 138.
Cartolerie. R i e h t e r , Largo Carolina 2 a 4 e Via Roma 309. Lattes, Via Chiaia 81. Tip aldi, Via Monteoliveto 57. Paperi, Via Roma 224 e Galleria Principe di Napoli. D el- ^ A e q u a , Via Roma 246 e Via Guglielmo San/elice 35.
Chirurgi. G a 1 1 o z z i , Via Medina 5. Caccioppoli, Via Nuova Capodimonte 83. Franza, Via Cavallerizza a Chiaia 47. Frusci , Via Fuori Porta Medina 46. M a s s e i , Piazza Municipio 15. De Rinaldis U., Vico Belledonne 6.
Confetturieri. Caflisch e C, Via Roma 253 a 255, 415 e Via Chiaia 143 141. VanBole Feste, Piazza S Ferdi- nando 52, 53 e Corso Umberto I 1. Boulangerie Franca i- se, Piazza S. Ferdinando 1. Paracolli, Via Roma 29 a 31. De no zza, ivi 425 e 428. Smith, Piazza dei Martiri óT , Gal- leria Umberto Ile Piazza S. Ferdinando 57 e 58. Bravacci- n 0 , Via dei Mille 39 a 41 e Corso Umberto I 280, 282.
Cook's Tourist Office (Ufficio pei viaggiatori). Piazza dei Martiri 52 e 53. Biglietti di viaggi e cuponi per ol- tre 800 Alberghi per tutte le parti del Mondo. Escursioni a for- fait per Napoli e dintorni. Sala di lettura di giornali Ameri- cani ed Inglesi. ^.
Coralli, Tartaruga ed Oggetti di Lava. Squadri Ili, Largo Vittoria. Morabito, Piazza dei Martiri 32. M dillo, Riviera di Chiaia 286. Piscione, ivi 271 e Via Calabritto 36. L a br i 0 la, iyj 40 e 46. De Caro , Via Santa Lucia 69 e 70. Arno, ivi 81 e 88. Merlino, Via Cesario Console (Gi- gante), 18 e 19 ed altri nelle Vie S. Carlo, S. Lucia e Chiata- mone.
Cuoio ( Oggetti di ). P e i r e e , Via Chiaia 42. Forti, Via Roma 175 a 177. Baruch, ivi 280. Anselmi, ivi 304 e 305 e Via Chiaia 182.
Dentisti. Cammarota, Via S. Carlo 26. Peli egrini, ÌDÌ26. Giove, ViaPace21. C a vai i e r i.Fi'a Chiaia Ì90. T a- n i , Via S. Brigida 39. A t k i n s o n , Piazza S. Ferdinando 48- Eller Vainicker, Piazza dei Martiri 30. Guerini, Rivie- ra di Chiaia 257. Scervini, Piazza Garibaldi o della Borsa 22. Francia, Galleria Umberto I 83.
Emporii. All'Unione delle Fabbriche (Miccio) Via S. Carlo e Via Roma 352. Bocconi, ivi 339. G a 1 e- ries (I e s Industries, ivi 178 e 179. Galleria In- ternazionale, Via S. Carlo 46 e 47. All'Universo, Via S. Giuseppe 13 e 14. C a e a e e , Via Medina 70 e 72.
— XXVIII —
Farmacie. K e r n o t , Piazza S. Ferdinando 14. Santo- ro, Largo Carolina 24. Petriccione, Via Ghiaia 118. D u r s t , Via Gaetano Filangieri 52 e 53. Scarpitti, Via Roma 325. Del Leone, ivi 303. Arena, ivi 139. D' E in i- 1 i o , Via Paolo Emilio Imhriani 16. Internazionale, Via Calahritto 4.
Farmacie Om.eopatiche. Centrale, Via Ghiaia 153. H art en Stein, Via Roma 388. Vozzi, Piazza Dante 65. liahnemann, Galleria Umberto I 86.
Fotografi. Monta bone, Via S. Carlo 4 ( Magazzini prò vvisorii). Mauri, Via Roma 256. Marvuglia, Via Ghiaia 1 90. P a p 0 f f , ivi 138. Russo, ivi 252. La Marra, Oall. Umberto I 27. P e s ce , Piazza S. Ferdinando 48.
Fotografie. Soramer, Piazza Vittoria. Amodio, Via Vittoria. Mauri, Via Roma 258. B r o g i , Piazza dei Martiri 61 e 62.
Giornali a 5 cent. Corriere di Napoli, il Mattino, il Roma, il Paese, il Don Marzio, il Pungolo Parlamentare.
Guantai. Criscuolo, Largo S. Caterina a Ghiaia 74. Brombeis, Via Ghiaia 247. M e r o 1 a , ivi 6. C u o s t a , ivi 137. G a r g i u 1 o e M e 1 i 11 o , ivi 55 e 53. Martusci el- I o , ivi 2GI e Via Roma 315.
Lavori Intarsiati in Legno della rinomata fabbrica di Gargiulo in Sorrento, deposito in Napoli, Via Calahritto b. Oggetti bellissimi per ricordi e doni.
Legatorie. B i a n e o n e i n i , Via Roma 149 e Largo S, Ca- terina a Ghiaia 12. Cadamartori, Via Monte di Dio 76 e 77. Catino, Via Gennaro Serra 46.
Librerie. Pellcrano, Via Gennaro Serra 20 presso Piaz- za Plebiscito, libreria scieutifica e industriale, si ricevono com- missioni per libri e giornali italiani ed esteri. Detken et Ilo eh oli, Piazza Plebiscito, libreria francese, inglese e tede- sca, commissioni per l'Estero e gabinetto di lettura circolante. P rass. Piazza dei Martiri 59 e 60 , libreria inglese, tedesca e francese, biblioteca circolante, fotografie e libri antichi. Li- breria Nuova (Marghieri), Galleria Umberto I 77, libreria letteraria e biblioteca circolante. Trevos, Via Roma 34. Pierre, Piazza Dante 76. Regina, Piazza Cavour 33, libri usati , recenti ed antichi. C loffi. Vie Trinità Maggiore 2 li- bri d'occasione, manoscritti, pergamene, libri rari, ecc. Para- via, Calata Trinità Maggiore 52 e 53, libri scolastici.
Litografie e Tipografie. Richter e C, Largo Caroli- ngi 2 a 4. Folletto, Vico Salata all' Olivella 37. T r a n i , Via Medina 25. Giannini, Via Cisterna delVOlio.
Lustrascarpe. Trovansi vicino ai caffè, nello piazze e lun- go le Tic principali, pulitura 5 e 10 cent.
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Maioliche e Ceramiche. Merlino, Oalleria Umberto l 5S a ()0. D' K r r i e 0 , ivi 4tf. M o 1 1 i e a , Ponte della Maddalena.
Medici. Cardarelli, Via Costantinopoli 33. D e Marti- no , Largo Trinità Maggiore 32. Schròn, Cono Vittorio Em- manuele 440. Bianchi , Manicomio S. Francesco di Sales, Via Salvator Rosa. C a p o z z i, Via Bellini 54. P a t a m i a, Via Ro- ma 148. De Renzi, Via Medina 5. De Rinaldis U., Vico BelUdonne 6. Una visita a domicilio L. 20 a 5.
Medici Omiopatlci. De Rinald is B. , Vico Belledonne 6. P e 1 i 1 1 0 , Vico Hutto 8. Carlo 40. S p a s i a n o , Sedile di Porto 18. Cigliano , Via Bisignano 31.
Mercati pei commestibili. Ediflzii in ferro e mattoni co- struiti nel 18G6 , nei diversi quartieri , la più parte deserti o adoperati per altri usi , non essendo stato possibile indurre i venditori girovaghi ad occuparli; il solo interamente occupato e che merita di esser visitato al mattino dalle 7 alle 9 è quello di Monteoliveto , Via Roma 96.
Merletti. Dal ni edico. Vico Alabardieri a Piazza dei Mar- tiri. Alla Madreperla, Vìa Ghiaia 172.
Mode e Novità. Magazzini Italiani (Mele), Via S. Carlo. All'Unione delle Fabbriche (Miccio) ivi, e Via Roma 252. Setificio Italiano, Via Guglielmo San/elice 2 e 3. A la Ville de Lyon, Via Roma 207 a 213. Bi anehi, ivi 187. G u 1 1 e r i d g e, ivi 192 e Salita Museo 91 a 94. M ag a z- zini Nazionali, (Spinelli), Corso Umberto I 109. Al Pic- colo Guadagno, Piazza S. Ferdinando 44 e 45. D u r e 1 1 i, Via Municipio 32 a 34. Del Querelo, ivi 12 a 17. Schil- t 0 n , ivi e Via S. Brigida.
Musica. (Negozi di) Ricordi , Gali. Umberto IZ e 4. So- cietà Musicale Napoletana, Via Ghiaia 22«. S a n- t o j a n n i , Via P. E. Imbriani 6. Pisani, Via Roma 391 . Izzo , Piazza Dante 31 a 33.
Oculisti. Sbordone, Via Roma 185. Mero Ila, Cono Umberto I 'i3. Do Vincentiis, Piazza Dante ^0. Sgros- so, Via Cisterna delVOlio 5.
Oggetti di Lava (vedi Coralli a pag. XXVII).
Ombrelli e Ventagli. Di Martino, Via Chiaia 2ì0. Al Giappouese, (Buongiovanni) ivi 76 e 77 e Via Roma 198. •G i 1 a r d i n i , Via Roma 306. Giampaglia, ivi 314 . S e h i- s a , ivi 156.
Oreflci-Gioiellieri. Starace, Via Roma. 23G e 238. G in- r a , ivi 3i8. N i t s e h . ivi 283. D e m m a , ii'i 319. Sodo, ivi 291 e Via Pace 5. Tafuri, Piazza S. Ferdinando il. Mottu, Via S. Brigida 51. Mugnier, Piazza Municipio 15. M e 1 i 1 1 o, Riviera di Chiaia 2SS. Knight, ivi 287 bis.
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Orologiai. Giura, Via Roma 328. G- u i d o 1 1 i , ivi 6. W y s s , Via S. Brigida 17 . M o 1 1 u ; lui 51 . R o 1 a n d i , Piazza Mu7iicipio 2 e 3. M u g n i e r , ivi 15. E b e r h a r d , Gali. Uni- herto 1 72 a 74.
Ostetrici. Gallozzi, Via Medina 5. C a o e i o p p o 1 i, Via Nuova Capodimonte 83. Novi, ivi 22. Morisaui, Via Broggia 5. Lauro, Salita Museo,
Ottici. Heinemann e C. (Ohnstein), Via Roma 2bl. S e h na b 1 , ivi 231. Ta ilor, ivi 227. Or istof ori, ivi 381 Sonderegger, Vico Baglivo Uries, 2 a 4.
Parrucchieri. Ve ne sono in quasi tutte le vie, citiamo i principali. Barca, Via Roma 217. Mazzitelli, Gali. Vm- herto 1 75. Pezza, Porticato Gali. Umberto / 7 a 9. Longo- n e , Via Roma 257. Cattolica, Via Santa Brigida 59.
Parrucchieri da donna. Vinti, Vìa Calahritto 39 a 41. Pi carelli, ivi 37 e 38. Zempt, ivi 34. Pezza, Porticato Galleria Umberto 7 a 9.
Pianoforti. Ri co rd i , Galleria Umberto J 3 e 4. S e o- gnaniillo, Via S. Brigida Angolo Via Municipio. Giulia- n o , Via Monteoliveto 61. Del Gaia, Via Roma 289. 0 u r ci, Vico Tre Re a Toledo 6. DeMeglio, Vico Lungo Gelso 53.
Pittori. P a 1 i z z i , Arco Mirelli 1. Mo r e 1 1 i , Via Pace 37. DalbonOj Monteoliveto 70. Loria (Acquarello) , Via Vit- toria 6.
Porcellane e Cristalli. G i n o r i , Via Municipio 36 a 38. V e i d 1 i e h , ifi 9 a 11 e Via Monteoliveto 66 a 68^
Prodotti Chimici. I m b e r t , Via Roma 329. Martino, ivi 150. Melchiorre e B r u o g n o 1 o , iyt 108. Hermann, Piazza Municipio 24e2a. Galante e Pivetta, Via S. Gia- como 2, Via S. Brigida 3 e 4 e Piazza S. Ferdinando 4t!. Gra- ziato Da Re, Galleria Umberto / 7 1 .
Professori di Lingue, indirizzarsi ai librai o ai proprie- tarii degli Alberghi.
Professori di Musica. Di Pianoforte: Palumbo, Cesi, Rus- somandj, Bice Vittori, Simonetti, Romaniello, Vi canto: Lom- bardi, PeriUo, Bellini, Molia, Nascio. Di Arpa: Celcntano Lu- cia, Grassi. Violino: Perni, Fiorillo, Calati^
Profumerie. Zempt, Via Calabritto 34. Pi carelli, "•i 37 e 3S. Bollet, Senes, Via Roma 180 e 218. V lap- pi a n i , ivi 202. Pezza, Porticato Galleria Umberto / 7 a 9.
Sarti. Sardanelli, Via Calabritto 7. Green, ivi Z q Via Roma 210. Plassenol, Galleria Umberto I 87. M o r - z i e 1 1 o , twi 78. Salvi, Via Roma 271. Falco, ivi 307 o '.t()8. G a g g i u 1 0 , Porticato Galleria Umberto IO. D' E r r i 0 o (Weigand; Via S. Carlo 15.
XXXI —
Sarte (vedi anche Mode e Novità). Jourdan , Via Ghiaia 209. Sorelle lanuale, Calata S. Caterina a Ghiaia 19. Tinivelli, Via Caldbritto 38. CI aire, Piazza Vittoria 15. A la Ville De Lyon, Via BomaZCn a 213. Maison No u- velle, Vie S. Brigida 51 (1« piano). Mocci a, Via Munici- pio 35.
Scultori ( Studi ). D' 0 r s i , Istituto di Belle Arti, Via Co- stantinopoli. Belliazzi ivi. M o s s u t i , Albergo dei Pove- ri. Rende, Corso Vittorio Emmanuele, villino Laguna. Bossi, Piazza Vittoria, 19. J e r a e e , Rione Amedeo, villino Jerace.
Spedizionieri. Per merci e bagagli per via di mare e per ferrovia. Grimaldi, Via S. Brigida 61 e Corso Umberto I 85. Elefante, Via Municipio 7 e 8. Palazzi, Vico 3" Piliero 9 e 10. Gondrand, Piazza Municipio 11 e J3. lu Via Piliero ve ne sono altri.
Tartaruga (vedi Coralli a pag. XXVII).
Terracotte . S o m m e r , Piazza Vittoria. Merlino, Gal- leria Umberto / 58 e 60 e Via Cesareo Console ( già Gigante ) 18 e 19. D'Errico, Galleria Umberto 749.
Venditori Girovaghi. Dappertutto e maggiormente vi- cino ai principali caffè si è importunati , da venditori di og- getti di lava, corallo, tartaruga, ecc. Per non essere burlati ri- durre al disotto della metà il prezzo da essi chiesto.
Ventagli, (vedi Ombrelli a pag. XXIX),
Vini, (vedi a pag. XVIII).
INDUSTEIE NAPOLETANE
Oggetti da acquistarsi come ricordo o da complimentare
Coralli. Lavori in Lava e Tartaruga vedi a pag. XXVII.
Majoliche e Ceramiche vedi a pag. XXIX.
Lavori intarsiati i n legno di Sorrento vedi a pagina
XXVIII. ^ ^
T e rr e co tt e, costumi di Napoli ecc., vedi a pag. XXXI.
NAPOLI
Napoli. (Partenope, Neapolis) situata al 40o di latitudine nord, con una temperatura media di 16» a 17° centigradi (13o a 14° Réau- raur), essa sale però in piena està qualche volta fino a 40» centig. (32o Réaumur) e scende l'in- verno fino a 3° centig. (2o Réaumur). I forti caldi avvengono tra Giugno ed Agosto, ben spesso anche in Settembre, ed i forti freddi dalla metà di Decembre al principio di Marzo. Ben di sovente vi si godono invernate tem- perate con bel tempo ; al contrario ne acca- dono delle piovose con freddi anormali, la neve però fiocca di rado. I migliori mesi di soggior- no sono Aprile, Maggio, e da Settembre sino alla metà di Novembre. La popolazione è di circa 600,000 abitanti.
Storia- — L'origine della città dì Napoli, che si perde nella notte dei tempi^ ha dato luo- go a molte congetture. Il suo primo nome lo deve alla sirena Partenope, divinità fenicia. Essa fu l'unione in seguito di due città greche; Paleopolis (la città vecchia) Neapolis (la città
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nuova). Quest' ultimo nome prevalse. Questa città greca fu il soggiorno prediletto dei Ro- mani e di molti imperatori. Era detta la riden- te, l'oziosa, la dotta; Petronio, che se n'inten- deva, ne parla come di un luogo di deboscia. Alla caduta dell' Impero romano era anche ce- lebrata pei suoi teatri e come luogo di delizie. I guasti fatti dai barbari (Vo e VI» s.) furono tali da non conservare nemmeno le tracce della sua antica magnificenza, la lasciarono mise- rabile; gli studi; una delle sue glorie, dispar- vero ed anch' essa fu invasa dall' ignoranza che si sparse in tutta Europa.
Malgrado la sua remota antichità, Napoli con- serva ancora, qualche resto dei monumenti, co- struiti dalle sue prime colonie greche e roma- ne. Si citano gli avanzi di un acquedotto di Au- gusto, oggi Ponti Hossi, due archi di un teatro, oggi l'Anticaglia, due colonne ed una porzione d'architrave del Tempio di Castore e Polluce, che si vedono nella facciata della chiesa di tS. Paolo. Gli altri tempii sono stati sostituiti dalle seguenti chiese: il Duomo, S. Restituta, il Tesoro di S. Gennaro, SS. Apostoli, S. Gia- vanni Maggiore e S. Gregorio Armeno. Alla metà deirXIo s., il circuito di Napoli era ap- pena la 12»' parte dell'attuale. Verso la fine del XII» s., Guglielmo il Malo allargò la cinta delle mura, costruì Castel Capuano e fortificò l'isola S. Salvatore, che chiamò Castel dell'Ovo. Al principiare del XIII» s., Fedei-ico II, delln casa degli Hohenstauffen, ristabili in Napoli
- 3 - gli studi e fondò l'Università. Carlo d'Augiò trasferi la sede del suo governo in Napoli; in- grandi la città (1270), disseccò le paludi lun- go i fossati della cinta della città (oggi quar- tieri Pendino e Porto) ; eresse Castel Nuovo (1283); le di cui mura sono state recentemente abbattute. Carlo II, suo figlio, costruì il Molo e Castel S. Elmo. Molte chiese e monasteri fu- rono costruiti sotto la dinastia Angioina. — Du- rante il dominio degli spagnuoli l'illustre vice- rè Don Pietro di Toledo (1532-1554) allargò la cinta delle fortificazioni della città, e col- mati i fossati delle antiche mura di fortifi- cazioni, erette dai re Angioini, vi costruì sopra la celebre vStrada di Toledo, oggi Via Roma; arricchì anche Napoli di diversi monumenti di utilità pubblica, ecc. — Nel 1559 Don Eni-ico di Grusman cominciò la Strada di Chiaia, secondo il progetto di Domenico Fontana, finita da un duca di Medina-Coeli , viceré spagnuolo. Nel 1607 Don Juan Pimentai d'Errerà costruì la strada di Poggioreale; nel 1634, Don Manuel de Gusman, costruì il ponte di Pizzofalcone oggi detto di Chiaia, dal nome della strada sottostante, restaurato poi sotto Ferdinando IL In seguito sotto la dinastia spagnuola dei Bor- boni regnante in Napoli, questa città ebbe un grande sviluppo in popolazione e ricchezza. Sotto Carlo III i lavori pubblici ebbero un grandissimo impulso, si deve a lui il Palazzo reale di Caserta, quello di Capodimonte e l'Al- bergo dei Poveri. A suo figlio Ferdinando, Na-
- 4 - poli deve la Strada di S. Carlo all'Arena (Fo- ria), quella di IVrergellina, di Posilipo, la pas- seggiata di Ghiaia, l'Orto Botanico, il Museo, rAccademia^ l'Osservatorio; ed il grande edifi- zio dei Granili, ed a Ferdinando II, il compi- mento del Palazzo Reale di Napoli;, il Corso Maria Teresa (oggi Vittorio Emanuele) e le bel- le strade dei dintorni di Napoli— Dopo gli av- venimenti politici del 1860 grandi lavori d'ab- bellimento sono stati fatti dal Municipio. (V. p. 10).
Topografia. Il suolo di Napoli è intera- mente vulcanico, formato da una parte dal Ve- suvio e dall'altra dai vulcani dei Campi Flegrei, che si estendevano da Napoli iino a Cuma; frammezzo ai quali ad Oriente, la bella piana delle paludi coltivata ad ortaggi, irrigata dal piccolo Sebeto. Le colline che dominano Napoli sono antichi crateri riconoscibili dalla loro for- ma e dalle materie vulcaniche di cui si com- pongono; sebbene molto differenti da quelle del Vesuvio. La loro formazione interna è di un tufo massiccio friabile, giallognolo con fram- menti di trachite, col quale si costruiscono gli edifizii; la parte superiore si compone di strati di lapillo, pomici, sabbia e pozzolana, materie quasi tutte adoperate nelle costruzioni; questi strati sono ricoperti di terra vegetale, la cui fertilità è provvidenziale.
La città di Napoli sino al 1884 riceveva l'ac- qua della Bolla, provveniente dalle falde del Vesuvio, e quella del condotto di Carmignano,
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costruito nel 1529 dall'ingegnere Ciminello. Dal 1885 è alimentata dalle acque purissime delle sorgenti del Seriiio, in una vallata degli Appennini in Provincia di Avellino, a mezzo di una conduttura di 65 eh., libera, in mu- ratura sino a Cancello, e da qui in poi, for- zata, in tubi di ferro, che ne fornisce le abi- tazioni e le pubbliche fontane. Sono queste acque medesime, che ai tempi dei romani ali- mentavano le loro ville a Posilipo, Baia e la Piscina Mirabile, che si osserva a Bacoli vi- cino Miseno.
La città propriamente detta ha circa 4 eh. ^j^ di estensione da Mergellina al Ponte della Maddalena , e 2 eh. da Capodimonte al Ca- stello deirOvo, e circa 18 eh. di circuito, giun- gerebbe però fino a 22 eh. comprendendovi i villaggi, di cui una pai'te vi è stata recente- mente annessa per l'estendersi di nuovi edi- fizì.
Il .suolo è ineguale, stando la città , come già detto, addossata alle colline che la circon- dano; molte sono le vie tortuose e di difficile accesso alle vetture, però milla si lascia inten- tato per livellarle per quanto possibile; le fo- gnature sono insufficienti a renderla salubre durante i forti calori; ma ora si stanno rico- struendo sotto il lato igienico.
Kapoli non aveva che pochi edifizi pubblici, la cui bellezza armonizzasse colla sua esten- sione ed opulenza. Le case sono molto alte, e quasi tutte con balconi. La generalità dei tetti
— 6 - fatti con calce e lapillo vulcanico, son piatti, formanti belle terrazze. Però dal 1860 in poi, le costruzioni pubbliche e private hanno avuto un grande sviluppo; sono sorti come per in- canto, lungo il Corso Vittorio Emanicele, una delle delizie di Napoli , grandiosi Alberghi, Palazzi e Ville, e nelle vie del Museo e del Duomo una continuazione di belli edifizì, cui fan gara quelli sulla prosciugata spiaggia di Mergellina, o sulla splendida Piazza del Mu- nicipio, di recente riordinata. Ammirevole, il novello ed aristoci'atico Rione Amedeo, l'itrovo dei forestieri, ad Occ. della città. Salubre ed incantevole, il Rione Vomere, sorto dal 1885, sull'amena collina da cui prende il nome, presso Castel S. Elmo, ove si accede per due funico- lari. Più modesti, e per le classi meno agiate, i Rioni Vasto e deìV Arenaccia presso la fer- rovia. Altri ne sono in progetto, come quello di S. Lucia, ecc. Bella e grandiosa la Galleria Umberto I, dirimpetto al teatro S. Carlo.
La città prima del 1840 era illuminata con fanali ad olio e da innumerevoli lanterne piaz- zate innanzi le immagini sacre, che erano agli angoli delle strade; ma dopo il 1860 furono tolte. La illuminazione a gas data dal 1841 e dal 1890, la illuminazione elettrica è molto in uso.
Aspetto- La posizione di Napoli, è quanto natura potoa creare di ridente ed incantevole, forse non ha altro riscontro che in quella di Costantinopoli; basti il dire che inspirò l'entu-
- 7 — siastico detto: — " Vedi Napoli e poi rniiori ! ,, — La città è disposta ad anfiteatro, addossata ad amene colline che si estendono sino al mare, è circondata da uno svariatissimo panorama che per quanto si ammirai è sempre più bello; ad oriente sorge maestoso il Vesuvio circon- dato alle falde dai villaggi di Massa, S. Se- bastiano, PoUena, Trocchia e S. Giorgio a Cre- mano; lungo il littorale siedono Poi'tici, Resina, Torre del Greco e Torre Annunziata a cui fan seguito Castellammare, il promontorio di Sor- rento con Vico, Meta, Sorrento e la Punta della Campanella. Nel bel mezzo del golfo, sorge come per incanto l'isola di Capri; ad occidente la deliziosa collina di Posilipo, a ridosso della quale la piccola isola di Nisida, il littorale dei Bagnoli, Pozzuoli, i laghi d' Averne, Lucrino, Baja ed il Capo Miseno. Il più bel panorama di Napoli, è quello che si gode dalla balco- nata della Certosa di S. Martino, presso Castel S. Elmo, havvi poi l'altro dall'eremo dei Ca- maldoli situato sulla vetta della collina al N. 0. della città.
Uno dei caratteri speciali di Napoli è il gran .movimento, la vivacità della sua popolazione; per natura allegra, festante, facile al gestire ed amante dei divertimenti; contribuiscono a ciò il bel cielo, il clima, la ridente natura, e la vita all'aperto, che suol menare sopi'atutto il basso ceto. Quel che più sorprende, si è il trovare in una popolazione meridionale, tanto vivace, un'apparente pieghevolezza di carattere
ed una reciproca tolleranza, come si ammira in occasione di qualche pubblica festa , ove masse di popolo, a traverso i mille ostacoli, si urtano, spingonsi, pestansi, schiacciansi senza perder mai la loro bonarietà ed il buon umore. Ammirevoli sono , verso sera , nei quartieri più popolati e meno agiati di Porto, Pendino, Vicaria e Mercato, qu.ei bettolieri che inva- dendo la strada, vi stabiliscono i loro fornelli, con caldaie d' acqua bollente pronte a ricevere i maccheroni, pietanza prediletta dei napo- letani; r aria quivi è infetta dai miasmi ca- gionati dai venditori di carne cotta e pesce fritto e dalla grande agglomerazione di popo- lani, che circonda queste bettole ambulanti. I venditori jjoi di melloni d' acqua (cocomeri) primeggiano pel loro brio, le loro grida e pel loro espressivo linguaggio; tagliano ad ogni istante dei cocomeri, li dividono in piccole fette e ne magnificano l'eccellenza; i popolani vi fan ressa d'intorno per procurarsi, con pochi cen- tesimi, questo lor gradito rinfresco.
Le donne del popolo, in generale non sono belle, però ve 2ie sono delle attraenti, hanno generalmente la fisionomia espressiva, lo sguar- do vivace e dei bei capelli neri a cui tengono molto; vestono piuttosto decentemente, soprat- lutto le giovinette, ma nelle loro case (botteghe a pianterreno dette volgarmente bassi) sono luride, la nettezza vi difetta, meno rare ecce- zioni. I peggiori quartieri sono quelli di Porto, i'endino, Vicaria e Mercato ove in un basso
- 9 - dormono agglomerate famiglie intere di ogni età e sesso, alimentandosi miseramente. Quar- tieri che man mano vanno bonificandosi con ampie strade come quella del Corso Re d'Ita- lia, fiancheggiata da belli edifizi, secondo il novello progetto di bonificamento della città.
I Lazzaroni, tanto noti per lo passato, non esistone più; ora si dà del Lazzarone ad uno ineducato, sudicio e vagabondo, mentre quei d'un tempo sono divenuti dei bravi facchini, pescatori, venditori girovaghi di frutta e di legumi, gente laboriosa , attiva , agile e che lavora molto per campare la vita.
II forastiero a Napoli è subito riconosciuto, i cocchieri gli piombano addosso offrendogli i loro servigi, i venditori ambulanti lo assediano con mille bagattelle, coralli, lavori di lava, ba- stoni,ecc., chiedendo dieci quel che ne vale due.
Vie O Strade. — In generale le strade di Napoli sono strette ma ben lastricate con pietra vulcanica. Le più importanti sono:
Via Roma (già Toledo). Lunga più di 1 eh., dal Palazzo Reale alla Piazza Dante, è la più centrale, la più frequentata e ricca di bei ma- gazzini in gioiellerie, mode ed articoli di lus- so, è in questa strada che suol farsi il corso in maschera nel Carnevale.
Via di Chiaia, da Piazza S. Ferdinando pas- sando per disotto al Ponte di Chiaia e la Piazza dei Martiri conduce alla bella Riviera di Chiaia, ov'è la Villa Municipale, (giardini publici}.
Riviera di Chiaia, sitiiata dal lato occiden-
-le- tale della città, nel quartiere dell'aristocrazia, è una fra le più belle ed amene strade che abbia Napoli per la sua ampiezza e posizione, fian- cheggiata da un lato da belli edifizii e dall'al- tro dalla Villa Municipale e dalla Via Carac- ciolo lungo il littorale; seguita dalla decantata Mergellina.
Santa Lucia, dal Palazzo Reale, preceduta dalla strada del Grigante, offrendo il bel pa- norama del golfo, si congiunge presso il Ca- stello dell' Ovo alla novella
Via Partenope, sino a Piazza Vittoria, oltre la quale prende il nome di Via Caracciolo, po- tremmo dire unica in Italia per la sua estensio- ne, grandezza e incantevole posizione. Costrui- ta dal 1870 al 1880, colmando per oltre 100 m. di larghezza il mare, lungo il littorale che dal Castello deirOvo conduce a Mergellina: avente da un lato gli ameni, novelli giardini della Villa Municipale e dall'altro, il bel golfo di Napoli; offre una delle più belle passeggiate, ed è il ritrovo del corso in vettura dell'aristocrazia, al tramonto del Sole.
Via del Duomo, costruita dal 1866 al 1888, grande e bella strada fiancheggiata da nuovi edifizii, che dalla Via Feria attraversando ed abbattendo luride case e viottoli del vecchio Napoli, conduce nella grandiosa Via della Ma- rinella, lungo il littorale orientale della città; passando per davanti la Cattedrale (S. Gen- naro); è questa fra le migliori ed ampie stra- de, che traversa la città dal N. al S., da do-
-li- ve scorgesi stilla collina al N. il palazzo reale di Capodimente.
Corso Vittorio Emmamiele., già Mai'ia Tere- sa, cominciato sotto i Borboni nel 1853 e ter- minato verso il 1865, lungo più di 4 chilome- tri. Da Piedigrotta presso Mergellina, traver- sando la ridente collina del Vomere , sovra- stante Napoli, e passando per disotto Castel S. Elmo , conduce in Piazza Salvator Rosa, offrendo a riprese l'incantevole panorama della città e del suo bel golfo. Verso il lato Occ. dov' è l'Ospedale internazionale, avvi la bella Via Tasso, di l'ecente costruzione, che in 20 m. in vettura, si perviene alla sua estremità, da dove voltando a dr. conduce in 5 m. al Vomere, mentre prendendo a sin. e percorrendo il bel promontorio di Posilipo, in 1 ora si rientra in città per Mergellina; escursione deliziosa.
Via Foria, al N. E. della città. Grandiosa strada, alberata di acacie, fa seguito ai giar- dini di Piazza Cavour presso il Museo e con- duce in 10 m, in vettura all' Orto Botanico, al Reclusorio ed alla strada del Campo di Marte, dove si giunge in 30 minuti.
Corso He d'Italia {Rettifilo). È la più bella e grande strada costruita dal 1885 al 1896, at- traverso il vecchio Napoli, che da S. Giusep- pe e da Castel Nuovo conduce direttamente alla stazione centrale delle ferrovie, passando per Piazza Garibaldi ov'è la novella Borsa, traver- sando la Via del Duomo e Piazza De Pretis,
Feste popolari.
Festa di Piedigrotta. Fra le tante feste e lumi- narie che il popolo napoletano dedica al culto durante l'està, la più animata e popolare è quella della Madonna di Piedigrotta, che si celebra l'S Settembre nella chiesa di tal nome a Mergellina, vicino la grotta di Pozzuoli. Si vuole istituita da Carlo III, in rendimento di grazie per la vittoria rii^ortata sugli austriaci nel 1744; difatti sotto i Boi'boni era una festa militare, alla quale pren- devano parte oltre 40,000 uomini , che schierati dalla Beggia sino al Santuario, facevano ala al Corteo reale che vi si recava in gran pompa, in splendide carrozze foderate di lamine di argento dorato, che ora conservansi a Firenze. Oggi non prendendovi più parte la Corte, né 1' esercito, è divenuta una festa totalmente popolare , ed il maggior chiasso e baccano avviene la sera del 7 Settembre, dalle ore 10 pom. sino oltre la mezza- notte. Masse imponenti di popolo, percorrendo le Vie Horaa, di Chiaia e Eiviera di Ghiaia, inva- dendo anche la Villa Municipale , si recano al Santuario. Spettacolo divertentissimo , al quale prendono parte oltre 100,000 persone, echeggianti di canti e suoni, taluni a schiere in costume buffo 0 bizzarro , che lo si direbbe in carnevale , con grossi cappelli in testa adorni di lanternini, se- guiti da una torma di monelli che con fiaccole rischiarano la via , preceduti da musichetta , i di cui istrumonti sono tradizionali del popolo na- poletano ; il lor canto , è la novella canzone di
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Piedigrotta , che oe:ni anno suolsi comporre per la circostanza. La liiviera di Ghiaia e le adiacenze del Santuario sono trasformate in fiei-a di vendi- tori di maruzze (lumache^ e mercato di frutta, la cui abbondanza forma la meraviglia dei forestie- ri. I popolani dopo visitato il Santuario ed aver ben gozzovigliato, formano centro del baccano, dalla mezzanotte allo spuntar del giorno, entro la grotta di Pozzuoli che invadano per quanto è lunga, e vi passan la notte schiamazzando, bal- lando e cantando la novella canzone.
Festa di Montevergine. Su di un' erta monta- gna, nelle vicinanze di Avellino, sorge il Santua- rio dedicato alla Madonna di Montevergine della quale il popolo napoletano è molto devoto; ricor- rendo la festività il di della Pentecoste, vi si reca in pellegrinaggio con la massima pompa in vet- ture, molte delle quali col tiro a quattro, tutte imbandierate, guernito di vasi d'argento, nastri, fiori, campanelli, fiocchi di crinied immagini della Vergine. Le popolane, e ve ne sono delle belle, vestono nel loro costume col maggior lusso, ador- nandosi di quanto posseggono in oro, perle e dia- manti. Il bello di questa festa è il ritorno trionfale e raggiante di gioia che fanno rientrando in città, il lunedi della Pentecoste dalle ore 3 alle 6 pom. per la Via della Marinella, Via Pillerò, presso il porto, ove fa d'uopo recarsi per goderne lo spet- tacolo. Oltre una continuazione di vetture vi pren- dono parte dei carri tirati da buoi, ricoperti di ramoscelli, bandiere, immagini sacre, ghirlande di nocciuole , tralci e catinelli , con famiglie di contadini nel loro costume, che al suono di tam- burelli cantano canzoni popolari.
Settimana Santa. Il Giovedì e Venerdì Santo, dalle ore 5 alle 11 p. bellissima passeggiata in Via Roma (Toledo), ove convengono tutte le classi
— 14 - sociali ; è proibito all' iiopo il transito delle vetture.
Natale. Arrivando a Napoli la sera della vigi- lia di Natale vi sembrerà di entra^je in nna città in rivolta, udendo i colpi di mortaretti , pistola e di fuochi d'artificio, rumoreggiare da per ogni dove. È cosi, che il popolo napoletano manifesta la sua gioia per la nascita del Bambino Gesù. Oltre di ciò è pure usanza nelle famiglie d' im- bandire tal sera un lauto pranzo, nel quale non deve far difetto il capitone, pesce di rito pei na- l)oletani , e dopo aver bevuto e gozzovigliato a crepa pancia, si suole cantare a squarciagola il T'e Deum, mettendo processionalmente il Bambino nel presepe. A mezzanotte la Cattedrale è aj^erta e vi si celebra la messa solenne del Natale, co- me pure pratticasi in molte altre chiese.
Festa dello Statuto. La jjrima Domenica di Giu- gno. Dalle ore 10 alle 12 ant. grande rivista delle truppe di guarnigione , in Via Caracciolo o in Piazza del Plebiscito, di rincontro alla Reggia. La sera illuminazione degli edifizii pubblici e concerti musicali nella Villa Municipale, in Piaz- za Plebiscito ed in quella del Municipio.
Festa di S. Giuseppe. È questa la festa dei fan- ciulli, molto animata e popolare. Una fiera di ba- gattelle e giocattoli di ogni specie , nonché di uccelli, ingombra le Vie: Medina, S. Giuseppe e Monteoliveto , è tale il concorso, che è proibito l'accesso alle vetture.
Accademie.
Società Beale di Napoli, divisa in 3 se- zioni: Delle Scienze fisiche e matemati- ( he con 24 membri. Di Archeologia, Lette- ratura 0 Belle Arti con 20 membri. Delle
— 15 - Scienze Morali e Poli tich e con 20 membri. Accademia Pontaniana, con 110 membri. Regia Accademia di Medicina e Chirur- gia. Regia Accademia di Musica (Conser- vatorio o Collegio di S. Pietro a Majella).
Biblioteche.
Biblioteca Nazionale, vedi Museo nazionale.
Brancacciana, in piazza 8. Angelo a Nilo, aperta il pomeriggio. Fondata nel 1(574 dal Cardinal Bran- caccio , ma successivamente ampliata , contiene circa 70.000 voi. e 7.000 manoscritti, che tratta- no specialmente della storia di Napoli e del suo antico reame.
Dei Gerolomini, vedi chiesa dello stesso nome.
Dell' Università, vedi Università.
Di S. Giacomo, Via lioma , nel grand' edifizio del Palazzo delle Finanze , aperta al pubblico, nella stagione estiva, dalle 6 alle 10 p., e nell'in- verno, dalle 5 alle 8 p. Fu fondata nel 1864 coi libri della biblioteca privata di Ferdinando II.
Della Kegia Scuola degl' Ingegneri, Via dell' U- niversità. Aperta dalle 9 ant. alle 3 poni. Ben provveduta in opere di tecnologia, architettura, idraulica, costruzioni civili e stradali, ecc.
Provinciale, Via del Duomo. Fondata con la dotaziona dei libri dell' antica Biblioteca milita- re; è fornita d' una bella collezione di opere sul- 1' Oriente,
Della Società di Storia Patria delle Provincie napoletane IS'ell' abolito convento di Caravaggio, a Fiazza Dante. Eaccolta delle più importanti opere di storia, geografia, amministrazione, ecc. attinenti al già Eegno delle Due Sicilie.
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Stabilimenti militari.
Castello dell'Ovo, a Santa Lucia. Castel Nuo- vo, Piazza Municipio vicino al porto. Castel S. Elmo sulla collina soprastante Napoli. Arsenale marit- timo {Darsena), Piazza Municipio; bisogna procu- rarsi un permesso dell' ammiragliato per poterlo visitare. Contiene il materiale della marina mili- tare, una biblioteca di marina, la caserma dei ma- rinai cannonieri, vi è il porto militare, ed il bacino.
Istituti di Beneficenza.
Ospedale degli Incurabili (vicino Piazza Cavour). Fondato nel 1521; è il più grande ospedale di Na- poli, può ricevere fino a 1200 malati.
Ospedale di S. Eligio. Per le donne affette da malatttie acute, ed educandato per le fanciulle orfane. Eretto, uno alla Chiesa, da tre gentiluo- mini francesi nel 1270.
Ospedale clinico di Gesù e Maria (vicino la Piazza Salvator Posa). Fondato nel 18G3, col con- corso del Re, del Governo, delia Provincia e del Municipio. Contiene 500 letti distribuiti in sei cliniche, di cui vi sono le cattedre.
Ospedale Cotugno (vicino al Campo di Marte). Per le malattie infettive.
Albergo dei Poveri {Reclusorio), Piazza Carlo III vedi 2» escursione. Da questo Ospedale dipendono:
I. Ospedale di S. Maria della Vita. Hicovero dei decrepiti di ambo i sessi.
II. Ospedale di S. Maria di Ijoreto. {Borgo di Loreto). Ospedale degl'infermi di tutti gli Istituti l)ii, sia dell' Albergo che estranei, come pure ri- covero pei vecchi cadenti e fanciulli storpi.
III. Ospedale della Cesarea. {Via Salvator Posa). Pei febbricitanti, sia dell'Albergo, che poveri.
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Casa Santa dell' Annunziata. Pei trovatelli d'am- bo i sessi (vedi 2* escursione).
Ospedale Lina Fìeschi Ravaschieri. {Cupa S. Maria in Portico a Chiaia), Chirurgico, pei fan- ciulli, con circa 80 letti. Fondato nel 1880 da Te- resa Filangieri, Duchessa Fieschi Eavaschieri, donna esemplare, dedita alla pubblica beneficen- za, intitolandolo dal nome della sua unica figliuo- lina, che ebbe la sventura di perdere.
Ospedale internazionale. {Corso Vittorio JErnm., con ingresso Via Tasso). Clinica particolare, isti- tuita a spese delle colonie forestieri residenti in Napoli, sotto la protezione dei Consolati esteri. Di- rettore dottor Scotti. Ammissione degli infermi, ore 9 e IO del mattino, e 5 della sera. Pensione: 1» classe L. 15, 2» ci. L. 10, 3» ci. L. 2,50, al giorno. Per l' ammissione gratuita dirigersi ai Consolati di Francia, Belgio, ecc.
Ospedale dei Pellegrini (Strada Pignasecca, a 5 m. dal centro di Via Soma). Fondato da pii be- nefattori con donazioni e lasciti. E amministrato dalla nobile congrega dei Pellegrini, contiene 80 letti destinati a ricevere i feriti, contusi, ecc. Molto bene organizzato.
Ospedale della Pace {Via Tribunali 277). Vi sono ammessi i febbricitanti, ove sono molto bene trattati.
S. Giuseppe e Lucia {Riviera di Chiaia). Ospe- dale pei poveri ciechi, che si esercitano alla mu- sica ed alle arti.
S. Gennaro dei Poveri. Asilo pei vecchi, (vedi 3" escursione).
Asilo Strakan {Salita S. Carlo Mortelle). Via, e ca- ritatevole istituzione, fondata nel 1864 da Lady Strakan marchesa di Salso, per le giovanetto cie- che, dotandolo di un reddito annuo, a condizione
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che vi si istituisse, come si è fatto, una scuola gratuita per dette giovani.
Asili infantili. Fondati nel 186P da nobili be- nefattori, col concorso dei cittadini, del Munici- pio e della Provincia. Vi sono oggi 24 asili fre- quentati da 3500 ragazzi di ambo i sessi, dai 4 ai 6 anni, ai quali viene somministrata una zuppa giornaliera e insegnato a leggere e scrivere.
Opera Casanova, pei fanciulli che escono dagli Asili infantili. Saggia istituzione ove i fanciulli passano ad apprendere un' arte o mestiere; come doratore, tipografo, ecc.
Istituto Principe di Napoli, (Piazza Dante) pei giovani ciechi, con giardino d'infanzia , col me- todo oggettivo. Quest'opera sommamente umani- taria, non mai abbastanza lodata, mantenuta dalla carità pubblica , fu fondata son pochi anni dal benemerito comm. Martuscelli, che ne è il diret- tore. In essa i giovani ciechi di ambo i sessi, oltre al leggere e scrivere, vi apprendono la musica, il ricamo , i merletti, 1' arte del falegname , del tipografo, ecc. Merita di esser visitato per ammi- rarvi sin dove l'ingegno umano sia giunto nel- l'educazione di questi poveri sventurati.
Casa Paterna Ravasehieri, {Strada Donnalhina). Fondata nel 1896 nel già monastero di Donnal- bina, dalla benefica Duchessa di Eavaschieri Teresa Filangieri, per educarvi al lavoro , i fi- gli del popolo abbandonati al vizio ed all'ozio lungo le vie della città.
Chiese protestanti.
Inglese. {Via S. Pasquale a Chiaia). Edifizio di stile bizantino circondato da giardini, costruito nei 18(;t;.
Scozzese. Di lato alla Piazza dei Marllri.
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Gallicana. All' estremità del Vico Sei-gente Mag- giore, dista 5 m. dalla Piazza S. Ferdinaiido; gran- de edifizio di stile gotico costruito nel 1874 a cui è annessa una scuola pubblica.
Sinagoga. ( Via Cappella Vecchia), presso Piazza dei Martiri.
Tedesca. (Fia C«Ho Poerio), costruita nel 1860, di stile gotico.
Prigioni.
S. Maria Apparente (vicino al Petraio), pei giu- dicabili.
La Concordia, pei giudicabili minorenni.
Nisida (isola di), Il Lazzaretto è stato trasfor- mato in prigione , per espiarvi la pena i con- dannati all'ergastolo.
Cappuccinelle (Salita Pontecorvo). Casa di corre- zione per la giov»ntù ladruncola, vagabonda o di cattiva condotta; una scuola d'arti e mestieri vi è annessa per educarli al lavoro.
S. Maria Agnone. Era destinata alle adultere, i di cui mariti ve le facevano chiudere per pu- nizione, ora è carcere muliebre preventivo e di espiazione.
S. Efremo ( Via Salvator Rosa). Casa penale, ove i detenuti esercitano diverse arti e mestieri.
Castel del Carmine ( Via della Marinella). Pri- gione pei giudicabili e pei detenuti in traduzione.
S. Francesco. (Nuovo Corso Garibaldi). Carcero di prevenzione e di espiazione per le brevi pene, ed ospedale delle prigioni.
Pubblica istruzione.
Dal 1860 l'istruzione pubblica ha preso uno svi- luppo grandissimo, il governo col concorso della.
- 20 - Provincia e del Municipio, ha fondato, oltre l'U- niversità, che esisteva per l'istruzione superiore: I Licei-ginnasiali Vittorio Emanuele, Principe Um- berto, Genovesi e Giambattista Vico, ed altri de- stinati all'istruzione classica secondaria.
Istituto Tecnico e Nautico ( Via Foria) a 10 m. dal Museo nazionale, andando per Piazza Cavour. Insegnamento tecnico , con gabinetto di fisica, macchine, ecc.
K. Museo industi^iale. Aperto il Giovedì dalle ore 10 alle 15 (3 pom.). ( Via Solitaria ad Occ. dietro la Basilica di 8. Francesco di Paola). In- segnamento pratico per le arti e mestieri: Majoli- che — Terrecotte — Bronzi — Ebanisteria — Orefice- ria, Lavori artistici imitazione dell'antico — Scuo- la di disegno, ecc. Merita esser visitato anche per ammirare il bello ingresso tutto in ceramica po- licroma , con bassorilievi e statue; lavoro ese- guito nell'istesso Museo.
Scuoi© tecniche: Salvator Rosa — Flavio Gioia — Ruggiero Bonghi — Caracciolo — G. B. della Porta — F. De Sanctis.
B. Scuola ladustriale: Alessandro Volta (^Lar- go S. Maria della Fede).
B. Scuola superiore d'Agricoltura; nell' antico Palazzo Reale di Portici.
Scuola Normale per ambo i sessi, noll'abolito convento dei Gesuiti.
Diverse scuole di disegno applicato alle arti, ed un gran numero di scuole elementari pel po- polo sono state fondate dal Municipio e dalla So- cietà operaia.
Istituto di Delle Arti {Via Costantinopoli). Di- segno e sculture (vedi pag. 37).
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Passeggiate.
Spesso avviene che nella giornata si hanno delle ore libere, in cui non si sa cosa fare; per non annoiarsi in albergo crediamo utile indicare ove utilizzarle.
Villa Municipale, (giardino pubblico). Passeg- giata amenissima che si fa sempre con piacere; (vedi pag. 27).
Vie Partenope e Caracciolo, delle più belle che abbia Napoli (vedi pag. 10). È quivi che al tra- monto del sole havvi il corso delle vetture, che specialmente in inverno per numero ed eleganza merita esser veduto.
Posilipo , in continuazione di Mergellina (in tranvai. 30 m. 20 e 25 cent.). Strada oltremodo incantevole e che invita le mille volte a riveder- la, lungo il delizioso promontorio dello stesso no- me , che abbraccia il bel panorama della città, delle sue colline e del golfo ; fiancheggiata da eleganti ville e casine, nonché da trattorie , fra le quali primeggia la famosa Trattoria dello Sco- glio di Frino, invero un po' cara , situata dopo il vecchio palazzo di Donna Anna Carafa, ove leg- gesi Calata allo Scoglio di Frisio, con grandiose e decenti sale e magnifica terrazza su rocce scen- denti a picco nel mare , da dove si gode il bel panorama del golfo di Napoli, del Vesuvio e parte della Città. Un modesto pranzo L. 5 a B, i vini fuori l'ordinario sono cari, come pure il pranzo alla carta ; i piatti favoriti sono: Vermicelli alle Vongole e la frittura di Calamari e Triglie. Trat- torie molto più economiche , decenti , come la Stella di Posillipo e l' altra dell'Allegria , sono un poco più oltre. Avvi gran concorso nelle belle
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serate estive durante 1' incantevole chiaro di luna,
Napoli vecchiio. Per avere un' idea del popolo napoletano e dell' antica città , bisogna recarsi nei quartieri di Porto, Pendino, Vicaria e Mercato. Partendo dalla Piazza S, Ferdinando, si prenda il Tranvai sino a Piazza De Pretis (10 m. cent. 10 e lo) si passerà per davanti al Teatro S. Carlo, la Galleria Umberto I, le mura di Castel Nuovo , traversando Piazza del Municipio, ov' è il Monu- mento a Vittorio Emmanuele II, si seguirà di- ritto per la grande Via Medina , in continua- zione, al finire della quale si giungerà di fronte all' Hotel de Genève , ov'è la statua dell'illustre Mercadante , seguitando per davanti l'Albergo, dopo pochi passi si discenderà per la nuova e splendida Via Guglielmo Sanfelice, che immette in Piazza Garibaldi , (detta anche della Borsa) con a sin. la nuova Borsa di commercio, si se- guirà a sin. per la grandiosa via del Corso Um- berto I (già Corso Ee d'Italia) ed in 10 m. si giun- gerà in Piazza De Pretis, traversata dalla Via del Duomo] si facciano pochi passi in avanti e per le vie laterali si penetrerà in quel laberinto chiamato l'antico Napoli; per non errare si domandi sem- pre la via da seguire per andare alla Piazza del Mercato, ove si perverrà in 15 m., quivi giunti si potrà far ritorno prendendo a dritta per la bella Via della Marina, lungo il mare , il porto e la Via Piliero, ove passa il Tranvai per S. Ferdi- nando, (10 e 15 cent.)
Corso Vittorio Emmanuele. Lungo la collina che domina Napoli; una delle più bello passeggiate jjor l'incantevole panorama che offre (vedi pag. 11). A piedi si percorre in 45 m., in vettura 25 ni., (vettura a 2 cav. L. 2,50 a L. 3; ad 1 cav. L. 1^50 a L. 2. in Tranvai, 25 m. cent. 25 e 30).
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Santa Lucia. Questa bella strada è abitata al centro da una colonia di pescatori e venditori di frutti di mare ; son qui le sorgenti delle acque solfurea e ferrata, di cui in estate il po- polo napoletano fa grande uso ; e vedesi , ver- so sera seduto in riva al mare abbeverarsi di quest' acqua , bagnandovi entro dei tarallmi. Quivi presso il Castello vi son nell'estate i stabi- limenti di bagni e delle discrete trattorie ove soglionsi passare deliziose serate , cenando al bel chiaro di luna. Col novello progetto di colmata del vecchio porto, questo rione verrà del tutto trasformato.
Pietrarsa. Presso Portici, in riva al mare (in Tranvai 40 e, andata e ritorno 1 ora ^j^, carrozza a 2 cav. L. 3 a L, 4, ad 1 cav. L. 2 a L. 2,50). È uno fra i più vasti stabilimenti industriali mecca- nici d'Italia, apparteneva al governo, che lo ce- dette all'industria privata, oggi alle Ferrovie me- ridionali : vi si costruiscono locomotive , vago- ni, ecc.
Aquario, nella Villa Municipale: uno dei più belli che si conoscano, una visita riuscirà gradita. Costruito dal Dohrn, tedesco, ad uso di stazione zoologica, riunisce le specie più interessanti di pesci, molluschi, crostacei, ecc. del Mediterraneo. (Prezzo d'entrata in Luglio e Agosto L. 1, gli altri mesi L. 2, la domenica dalle 12 alle 6 pom. L. 1).
Gita in barca. Se avvi cosa dilettevole, al certo si è una gita in barca col bel tempo e più ame- na ancora al chiaro di luna, costeggiando il de- lizioso promontorio di Posilipo , da Mergellina sino al Capo, luogo detto la Gaiola, ove sorgono nel mare due scogli , denominati >S'. Pietro a di Frati, a poca distanza dall' isola di Nisida (ciroa 2 ore occorrono per andata e ritorno, barca a 2
- 24 ~ remi da convenirsi L. 3 a 4). Lungo quest'incan- tevole promontorio sorgono da per ogni dove ville, castelli, chàlets ed ameni giardini. Su roc- cia di tufo si avanzano nel mare le rovine del ]ialazzo Carafa detto volgarmente della Begina Giovanna , triste ricordo delle barbarie di quei tempi. Lambiscono il mare grotte natui-ali ed ar- tificiali cavate nel tufo, che invase dalle limpide acque , servono di bagno nella stagione estiva. Di tratto in tratto non fan difetto delle trattorie (Vedi Posilipo a pag. 21).
Musei privati e civico.
Farebbero uopo interi volumi per descrivere i tesori di belle arti ed antichità che compon- gono questi musei, ma non essendoci ciò possi- bile, ci limitiamo a darne un cenno ; procurino gli amatori di farsi presentare ai proprietarii, per ottenere il permesso di visitarli, non essen- do aperto al pubblico che il solo Museo civico Filangieri.
Museo civico Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, {Via Duomo). (Aperto il Martedì e Sa- bato dalle ore 10 V2 ^1^® 1^ V2 ( ^ Va P"'^- ) ^^- trata libera. Ci si va direttamente da jS. i'^erd!ÌMa»»- do in Tranvai (15 m. cent. 10 e 15). È stato fonda- to nel 1887 da questo illustre patrizio napoletano, che ne fece dono alla Città di Napoli, la quale gli concesse collocarlo nello storico palazzo che Alfonso II di Aragona donò nel 1488 alla fami- glia Cuomo. Questo Museo, le di cui sale deco- rate splendidamente nel purissimo stile del se- colo XV, che quello è della facciata, formano un insieme armonioso fra il contenente e il conte- nuto , che non ha riscontro negli altri Musei. Nella sala del pianterreno sono collocati i busti
- 25 - di Gaetano Filangieri autore della scienza della legislazione e quello del Tenente Generale Carlo Filangieri. Nella sala superiore sono oltre una rara collezione di armi del secolo XIII , XV e XVI, nonché una collezione bellissima di anti- che maioliche e di porcellane di Capodimonte e di Sèvres , di Bronzi e smalti di Limoges e di Vetri di Venezia. Vi si ammirano pure diversi capolavori di pittura del Van Dych, Luiiii, Eibera, Gerardo Van Steen, ecc.
Museo del Duca di Martina (della nobile fami- glia Sangro) {Largo Nilo 7). Il più bel museo pri- vato che abbia Napoli , per gì' immensi tesori d'arte e d'antichità che racchivide; se ne potrebbe formare uno splendido museo pubblico. Sono in- teressantissime per la loro rarità e precisione di lavoro, le collezioni di scrigni, oreficeria, tabac- chiere d'oro e d'argento di tutte le epoche, vetri di Venezia, porcellane di Sèvres, Capodimonte, ecc. Una specialità di questo Museo sono le collezioni delle porcellane della Cina e 1' altra preziosis- sima dei gioielli dell' Epoca del Rinascimento.
Museo Tesorone. ( Fta Cariati, palazzo Cariati). Quest'amatore che onora Napoli, ha saputo racco- gliere in diverse sale di un'ammirevole eleganza, un vei'o Museo di belle arti ed antichità. Citere- mo le maioliche di Castelli, Pesaro, Savona, ecc., i mobili in legno intarsiato e in bronzo del XVI", XVII" e XVIII" s., le armi ed armature antiche; 1 medaglioni di tutte le epoche fra cui i rarissi- mi di Savonarola e di Giovanni Orsini, opera di iSperandeo, le opere in cera, e vetri di Venezia, i ricami del XVI° s., i quadri dei migliori pittori, Ribera, ecc., la collezione numismatica e quella in terracotta degli scavi di Cuma e Canosa.
Pinacoteca Wonviller. (Via Guantai Nuovi 69), vicino Piazza del Mimici}) io. Yisihile il Sabato dalle
- 26 — ore 10 alle 13, entrata libera. Eicca collezione di quadri moderni, dei migliori autori, napoletani in particolare. Alla porta si trova il catalogo.
Prixna Escursione.
Ogni escursione occuperà quasi l'intera giornata.
Piazza S. Ferdinando, Pont© di Ghiaia, Piazza dei Martiri , Piazza Vittoria, Villa Municipale, (giardini pubblici), Aquarium , Mergellina , Vie Caracciolo e Partenope, Castello dell' Ovo, Santa Xiucia , Piazza del Plebiscito , S. Francesco di Paola, Palazzo Keale , Galleria Umberto I, Via Boma, Piazza Dante, Galleria Principe di Napoli, Museo Nazionale.
Il nostro punto di partenza sarà sempre dalla Piazza S. Ftr- dinando, sito centrale pei forestieri, vicino al Palazzo Reale, nel centro del movimento, stazione delle vetture, dei Tran vai e degli omnilius.
Per questa escursione fa d' uopo uscire verso le ore Sol' del mattino per rientrare verso le '.^ o le 1 pom. Non volendola lare a piedi come si potrebbe dai buoni camminatori, servirsi dei Tranvai e degli Omnibus o della vettura (a 2 cavalli per tutta l'escursione L. 8 a 10, metà ad i cav., lìssarne però il prezzo). Distanze a piedi: Dalla Piazza 8. Ferdinando alla Villa 15 ni., per percorrere la Villa sino alla line , in Piazza Um- berto I, e fare ritorno per le Vie Caracciolo e Partenope, lungo il bel littorale, per davanti il Castello dell' Ovo, e per S. Lucia al Palazzo Reale l oia. da qui al Museo 35 m.
Per visitare il iluseo 2 ore, aperto (vedi pag-. 38). 11 Palazx,: Reale .SO m.
Da Piazza S. Ferdinando si prenda per la Via di Cìiiai" ov' è il Caff liirreria Oamhrinus (Vacca) , ben presto si giun- gerà al Ponto di Ghiaia, che congiunge lo colline di Pizzo- falcone e di S. Elmo, si passi por disotto e poco dopo si trci vera a dr., fra due cliicse. il Teatro Sannazzaro; al qua! fa seguito il cancello in ferro del Palazzo del Principe di dì lammare, che si vede in alto; la strada voltando a s. conduei in Piazza dui Martiri, nel mezzo della- quale sorge il monu- mento eretto, dopo il 18(i0, ai cittadini morti nelle rivoluzioni del 1799, 1820, 1848 e 1860, .simboleggiate da quattro leoni in
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marmo, che adornano il piedistallo, opera di valenti scultori. Solari, ecc.; la colonna sormontata dalla statua in bronzo della Vittoria, è opera del Cofffiiayio. TI disegno del monumento è del cav. Errico Alvino. A sin. della piazza havvi la Via Pace, il palazzo Nunziante con giardinetto, e la chiesa scozzese di stile gotico; di fronte il palazzo Calabritto ed a dr. il palazzo Par- tanna. Si continui a discendere sempre nella medesima direzione, lasciando la Via Pace a sin. eia Via Carlo Poerio a dr., all'in- gresso della quale vedesi la chiesa calvinista Franco-Germanica, e per la Via Calabritto, che viene di fronte si discenda ai ciar- dini di Piazza Vittoria, con a dr. la bella Riviera di Chiaia, e nel centro l'ingresso alla Villa Municipale (giardino pubblico) che si passerà a visitare.
Villa Municipale, costruita nel 1780 e dal 1870 al 1880 immensamente ampliata con gittate nel mare i^er circa 100 m. di larghezza, costruendovi lungo questo incantevole littorale la bella Via Partenopea sin. conducente al Castello dell' Ovo ed a S. Lucia , ed a dr. la Via Caracciolo che si estende sino a Mergellina , offrendo sempre lo stupendo panorama del golfo con 1' isola di Ca- pri nel centro , ad Oriente , il Vesuvio , Vico, Meta, Sorrento , e la Punta della Campanella, ad Occidente, la decantata collina di Posilipo e la ridente collina del Vomere che circonda INa- poli al Nord.
La Villa è la passeggiata prediletta dei Napo- letani, in inverno dalle ore 2 alle 4 pom., ed in estate da Giugno a Settembre è il convegno delia borghesia, per godervi i concerti musicali, gra- tuiti, che han luogo dalle ore 9 alle 11 di sera (sedia 10 e 15 e). Questa grandiosa e ridente villa è adornata da numerose statue in marmo, fontane e monumenti; verso il centro sorge la cassa ar- monica di recente costruita, ed il monumento innalzato a G. B. Vico celebre filosofo , viene poscia l'altro dello storico Colletta, ed in con- tinuazione a sin. il busto in bronzo dell' insigne architetto Errico Alvino, cui fa seguito una pie-
- 28 - cola rotonda col busto del Tasso, indi un obeli- sco con meridiana e finalmente il monumento eretto nel 1879, dalla moglie, all'illustre piani- sta Thalberg, dopo del quale la bella Piazza Um- berto I, con a dr. la Riviera di Ghiaia , col bel palazzo dei Duchi di Bovino e di fronte il Corso Principessa Elena ( già Corso Umberto I ) che traversa il nuovo e bel rione di Mergellina. Ri- tornando dal lato del mare ov'è un bel terrazzo si incontrerà a sin. l'Aquario. (Vedi pag. 23).
Uscendo dalla Villa di bel nuovo sulla Piazza Vittoria, in 20 m. si arriverà a piedi , seguendo la Fiw Partenope lungo il littorale, adorna di nuo- vi e belli edifizi, al Palazzo Reale, dirigendosi verso il
Castello dell' Ovo, cosi chiamato per la sua for- ma ovale, costruito su di una penisola, che si di- rebbe sorta come per incanto, nel 1154 da Gu- glielmo 1 ; venne ingrandito nel 1221 sotto Fede- rigo II, da Niccolò di Pisa, e sotto Carlo d'Angiò. In questo castello Carlo III di Durazzo (1381) ten- ne prigione la regina Giovanna, ed esso stesso vi fu assediato. Fu preso nel 1495 da Carlo Vili di Francia. Oggi è adibito per caserma e prigione militare.
Continuando per questa grandiosa e deliziosa strada, con a sin. il novello stabilimento di bagni dolci, di mare e ferruginosi, vien di prospetto il bel panorama del Vesuvio coli' incantevole litto- rale di Portici, Eesina e Torre del Greco, cui fan seguito Torre Annunziata, Castellammare e la Costiera di Sorrento. A sin. alla svoltata della strada scorgeai in alto la Caserma di Pizzofal- cono, sul monte Echia, un tempo villa del Conte di San Severino, da cui nel 18()8 si staccò un'im- mensa frana, che precipitando rovesciò due case, seppellendovi diverse vittime. Ancora pochi passi
- 29 - ed eccoci nella tanto decantata Stì-ada di S. Lu- cia, che nel XVI° s. era né più né meno che una semplice spiaggia, abitata oggi, nel centro, in vi- coli angusti, sudici e malsani, che in breve saran- no demoliti, da una colonia di pescatori e vendi- tori di frutti di mare, le cui donne cenciose, dal tipo abronzito, vivono con lo spaccio dell' acqua sulfurea che sgorga dal monte Echia, ed alle cui sorgenti, sottostanti la strada, si accede per due grandi scalinate dal lato di mare. Prosciugato il vecchio porto di Santa Lucia, per edificarvi, si è costruita sul versante del mare una nuova e splen- dida strada che unisce la Via Partenope con la Via Console Cesareo (già Via del Gigante). Un nuovo porto si è fatto presso il Castello, edificandovi dei caseggiati, ove si sono impiantate delle de- centi e confortabili trattorie, molto frequentate nella buona stagione al bel chiaro di luna. La fontana in marmo dalle belle sculture è opera di Giovanni da Nola e Domenico d'Auria. Prose- guendo , la strada diviene erta , e verso la fine trovasi di fronte la fontana del Gigante, da cui la strada prendeva il nome; voltando a sin. viene di prospetto il Palazzo Keale coli' incantevole terrazzo dal bel giardino, e sulla collina in alto il Castel S. Elmo con ai piedi la Certosa di S. Mar- tino. Ancora pochi passi ed eccoci in Piazza Plt- hiscito fgià Largo di Palazzo Reale), la più spazio- sa e bella che abbia Napoli, con nel mezzo la fontana dell'acqua del Scrino, a dr. il Palazzo Keale, dirimpetto al quale la chiesa di S. Fran- cesco di Paola, al lato destro il palazzo della Foresteria, residenza della Prefettura di Napoli, ed a sin. il palazzo detto del Principe di Sa- lerno, Leopoldo di Borbone, oggi residenza del Comando in Capo del Corpo d'esercito di Napoli, Le maestose statue equestri in bronzo, innanzi
-so- la chiesa, rappresentano: Carlo III a dr., ed a sin. Ferdinando I Borbone ; i cavalli e la statua di Carlo III sono del Canova, la statua di Ferdi- nando I in costume romano é del Cali; ciascuna pesa 27,606 kilog., costarono L. 1,827,500.
Passiamo alla chiesa
S. Francesco di Paola. Al XIII" s. all'estremità di questa piazza vi era una piccola chiesa fon- data dai Re. angioini. Nel XV" s., Ferdinando I d' Aragona la cedette all' eremita Francesco di Paola, che accanto alla medesima fece tosto co- struire un convento pei religiosi del suo ordine. Ferdinando I di Borbone in seguito di voto, fatto allorché trovavasi in Sicilia, per essere il suo re- gno di terraferma in possesso dei Francesi, fece edificare, al suo ritorno in Napoli nel 1815, questo maestoso tempio, affidandone l'opera all'architet- to Bianchi di Lugano, che l' esegui dal 1817 al 1832 sul luogo ove erano la piccola chiesa ed il vecchio convento. È uno dei più splendidi, grandi e maestosi tempii del nostro secolo.
All' esterno si estendono a dr. ed a s. due por- ticati con 44 colonne di basalto di Pozzuoli. 11 peristilio di ordine ionico consta di 6 grandi co- lonne in marmo e di due pilastri. L'interno, imi- tazione del Panteon di Roma, è decorato con 3(i colonne di ordine Corinto, di marmo di Mondra- gone, misura 36 m. di diametro e 53 m. di altez- za, la cupola è la terza per grandezza in tutta Europa, dopo S. Pietro a Roma e Santa Maria del Fiore a Firenze. Le grandi statue in marmo situate in giro nell' interno del tempio, rappre- sentanti Santi e Dottori della Chiesa, sono di r' nomati scultori, Angelini, Solari, ecc.; le pittui sono dei più valenti artisti dell' epoca.
1» cap. (entrando a dr.). S. Niccolò, di Nat(/f Carla — 2« e a p. S. Francesco, dello stesso — 3» e a i '
- 31 — L' ultima Comuniorie di S. Ferdinando di Casti- ^lia, di Pietro Benvenuti. Altare Maggiore, già appartenente alla chiesa dei Santi Apo- stoli; si compone di diaspro e lapislazzuli, le due colonne ai laterali sono di i^ietra egiziana raris- sima, tolto dalla Chiesa di S. Severino. Nel Co- ro: S. Francesco di Paola che risuscita un morto, del 6'aniMccmi — 4* cap. Morte di S. Giuseppe, di Guerra — h'^ cap. La Concezione, di Gaspare Lau- di— 6* cap. Morte di S. Andrea Avellino, di Tom- maso de Vivo.
Palazzo Reale; aperto il Giovedì e la Domenica dalle ore 11 alle Hj (11 ant. alle 4 pom.) Un' ora è più che sufficiente per visitarlo. Entrando dirigersi al portinaio, che vi farà, condurre nella Segreteria, che è nel palazzo medesimo, aperta dalleore 11 alle 15 (3 pom.), ove dietro richiesta vi si rilascerà gratis il permesso, il quale dopo averlo esibito si conserverà essendo valevole anche pei palazzi reali di Capodimonte e Caserta.
II viceré Conte di Lemos edificò nel 1600 questo magnifico palazzo, una delle più importanti opere di Domenico Fontana. Sporge sulla Piazza del Ple- biscito, si compone di tre ordini di pilastri, di dif- ferente ordine architettonico, posti gli uni sugli altri, coronati da un cornicione. La larghezza è di 137 m. e la sua altezza di 29 m. Solo questa facciata rimane del Fontana, il resto è stato mo- dificato sotto Ferdinando II, specialmente dopo lo incendio del 1837. Le 8 statue in marmo, fra le ar- cate , opera di rinomati scultori contemporanei, fattevi collocare dal magnanimo Umberto I di Sa- voia nel 1888; rappresentano (da sin. a destra). Ruggiero I Normanno, di £. Franceschi — Federi- co II Svevo, di E. Cagcjiano — Carlo d'Angió, di T. Solari — Alfonso I di Aragona, di d' Orsi — Carlo V di Spagna, di V. Gemito - Carlo III Bor- bone, di Belliazzi — Gioacchino Murat, di G. B. Amendola — Vittorio Emmanuele II di Savoia, di
— 32 - F, Jerace. Cioè le otto dinastie che hanno reguato in Napoli.
Interno del Palazzo, primo cortile; a sin.; grande e bella sca linata in marmo, che conduce agli appartamenti di gala, ai quali però vi si farà accedere, passando in un altro cortile, per una scalinata secondaria a piò della quale si depositano i ba- stoni egli ombrelli (1). Al 1" piano la porta a sin. conduce agli ap- partamenti privati del Re, molto belli, ma che non si possono vedere senza uno speciale permesso. La porta in cristalli di fronte mette nel delizioso gran terrazzo trasformato in giar- dino d'agrumi con viali ombreggiati, da dove si gode il bel pa- norama del golfo, del porto militare e dell'Arsenale. Dopo visi- tato quest'incantevole terrazzo si rientrerà nella sala e si pas- serà a dr. della medesima negli appartamenti di gala che noi descriveremo nell'ordine col quale sogliousi far vedere.
Entrando: Camera d' aspetto; a dr.: Paesaggio (Abruzzo), a sin.: Veduta d'Ischia; su di un tavo- lo: Gladiatore, bronzo (Ere), Anticamera, cui fan seguito le belle sale di trattenimento e la splen- dida e grandiosa sala da ballo , ricca di magni- fici specchi e maestosi lampadari. Viene poscia la grande sala d'Ercole, oggi detta del buffet, le di cui pareti sono coperte d'arazzi dei Gobelins tol- ti dal Palazzo reale di Caserta, rappresentanti sog- getti mitologici; i bei vasi ai laterali sono di Sò- vres; ed i due grandi magnifici vasi di porcella- na a dritta sono dell'antica fabbrica di Capodi- monte, dipinti e dorati nel 1840 da Giovine; in uro vedesi: Vanvitellì nell' atto di presentare il di- segno del Palazzo Reale di Caserta a Carlo III, e nell'altro: Carlo III nell'atto di lasciare il Ee- gno di Napoli a suo figlio Ferdinando I.
Traversando un passaggio coperto di cristalli si entrerà a dr. nella Ca p p el la. Magnifico l'al- tare, ricco di pietre preziose; il soffitto ricostruito nel 1876, è decorato da dipinti dei migliori arti-
(1) Quando vi sono i Principi Reali, si accedo per altra pic- cola scalinata , ed allora il nostro itinerario ò del tutto cam- biato.
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sti contemporanei, fra i quali l'Assunzione della Vergine, opera stupenda del Morelli.
Continuando a dr. per lo stesso passaggio vie- ne la grande e maestosa scalinata in marmo con alle basi le statue dell' Ebro e del Tago ; ter- minata di costruire sotto Ferdinando II nel 1859, che conduce ae;li appartamenti di gala; si passa quindi nel Teatro privato della Corte, molto sem- plice nella parte decorativa; a questo fan seguito le belle sale di gala sporgenti sulla Piazza del Plebiscito.
I. Sala , talvolta da pranzo ; nelle pareti due grandi e belli arazzi dei Gobelins, rappresentanti: Il Fuoco e 1' Aria.
IL Sala d'aspetto; a sin.: S. Brunone, quadro del Rihera; a dr.: S. Ignazio di Massimo Stanzioni, ca- polavori.
III. Sala. Altra sala d'aspetto; a sin.: S. Giovan- ni Battista , di Guido Beni — Gesù fra i Dotto- ri , del Caravaggio — Il sogno di S. Giuseppe, del Guercino] a dr.: La Carità, di Schidone, stu- pendi dipinti. Gii arazzi sono della fabbrica di S. Leucio.
IV. Sala, del Trono; nel 1877 le pareti sono state coverte con broccato di Torino; il padiglio- ne del Trono, di velluto ricamato d'oro, appar- teneva al Palazzo Keale di Palermo.
V. Sala, del Corpo diplomatico ; nelle pareti, arazzi dei Gobelins , rappresentanti , a dr.: Enri- co IV che ritorna dalla caccia, a sin. : Nettuno. Sul tavolo, busto in bronzo di Marco Aurelio, poi quelli di Bacco e Lucio Vero , rinvenuti ad Er- colano. A dr. in fondo della sala altri arazzi: Car- lo X, ed a sin.: Cerere figlia di Saturno. I quat- tro bellissimi vasi sono di porcellana di Sèvres decorati da M. Giovine, di Napoli.
VI. Sala. Oratorio, dal perchè di lato avvi una
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— 34 - piccola cappella. I due bellissimi tavolini di por- cellana di Sèvres. ad uso di uccelliera, adorni di miniature rappresentanti delle vedute di Pietro- burgo, furono donati dall' imperatore Niccolò I di Eussia a Ferdinando II. Quadri, a sin.: Orfeo, del Caravaggio — Ritratto del generale Consalvo di Cordova, del Tiziano — La Maddalena dello stes- so — Gli Sponsali di S.* Caterina, del Procaccini.
VII. Gabinetto del Ee; due bellissimi mobili di Sorrento intarsiati, dono della città di Napoli a Ferdinando IL — Sacra Famiglia del Ghirlandaio.
VIII. Sala, di trattenimento.
IX. Gran Sala dei Corazzieri del Re; alle pa- reti arazzi dei Gohelins e di Napoli, tolti dal Pa- lazzo Reale di Caserta.
X. Sala, di ricevimento; a sin.: S.Girolamo, del Guercino — La Vergine, di Luca Giordano — Arri- vo dei E,e Magi, di Del Donzello (tavola) — L'An- gelo, di Luca Giordano — S.* Caterina da Siena, di Andrea Vaccaro — Il Figliuol prodigo, di 3Iat- tia Preti.
XI. Salone; a sin.: I due Avari, di Missis (tavola) — Eiti-atto dell' imperatore Niccolò I di Russia — Incontro di Giacobbe e Rachele, di Spano — Re- becca ed Isacco, di MaldarelU — Sacra Famiglia, di Schidone. Due magnifici vasi di porcellana di Sèvres e due del Giappone.
XII. Salone, a sin.: Morte del Tasso a Roma, di Catel — Veduta di Procida, di Smargiassi — Leo- nardo da Vinci, di Podeati — Piazza S. Marco a Venezia, di Veriooelt. La Corte d'Amore, di Eu- hens — Cattedrale di Palermo, dello stesso.
XIII. Salone. Suonatore di flauto, di Grimans — Caino e Abele, di de Vivo , — Religiosa, di Po- venstein — Incontro di Giacobbe e Rachele, gran quadro à'' Andrea Vaccaro — Orfeo, dello stesso — A dr.: Aiace e Cassandra, di Mancinelli — Enrico VIII,
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di Holbein. Nel centro tavolino in mosaico con- tornato dei ritratti in miniatura della famiglia di Francesco I Borbone. I piedi del tavolino in bronzo, sono ài Pompei.
XIV. Salone. Ritratto, di Vander Kempel — 'Bel- lissimo ritratto di donna in tappezzeria, di La- me— La notte di S. Bartolomeo, morte dell'am- miraglio Coligny, stupendo arazzo dei Gohelins. Nel mezzo gran vaso di porcellana di Sèvres.
XV. Sala; a sin.: S. Francesco d'Assisi, del Dol- ce — La Circoncisione , gran quadro dello Schi- done — Lia. testa del Signore, del Vaccaro.
Neir uscire, mancia di L. 1 (se sarà accettata).
Nelle scuderie vi erano delle bellissime vettu- re coperte di lamine d'argento dorato, fra le al- tre quella di Murat, che i Borboni adoperavano nelle grandi solennità e specialmente nella festa di Piedigrotta, ma queste sono state trasportate a Firenze.
Uscendo dal Palazzo reale si prenda a dr. e si giungerà in Piazza S. Ferdinando con a dr. un piccolo giardino, ove il 7 Giugno 18*34 fu innalzata la statua dell'Italia, in commemora- zione del Plebiscito del 21 Ottobre 1S60, viene poscia il teatro S. Carlo (vedi Teatri, pag. XII) seguito dal lato opposto da altro giardino , all' ingresso del quale son due bellissimi ca- valli in bronzo, dono di Niccolò I di Russia a Ferdinando II. Dirimpetto al teatro si passerà a visitare la
Galleria Umberto I. Costruita a forma di cro- ce latina, dal 1888 al 1890, dall'architetto E. di Mauro, sul progetto dell' ingegnere E. Rocco; è costata circa 28 milioni di lire. Nell'interno al di- sopra dei bei magazzini laterali, vi sono tre piani. Tutta insieme misura metri 268,40, per 15 di lar- ghezza, dal centro alla estremità della splendida cupola, opera dell'ing.P. Boubèe, è alta m. 56,40. La Galleria di Milano sorpassa questa di 32 metri per lunghezza, mentre è 50 cent, più stretta, e metri 6,70 meno alta al centro. Le decorazioni
Galleria Umberto I.
- 37 - sono più belle di quella di Milano; del resto so- no due bei inonumenti non avendo chi li supera in tal genere in Europa. Al di sotto, vi sono lunghe gallerie che immettono al Salone Mar- gherita (Café chantant) elegante sala di concerti ; che si può discendere a visitare.
Dopo aver visitato la Galleria, si ritorni in Piazza S. Fer- dinando, per andare al Museo fin Omnibus 15 m. cent. 10, a piedi 25 m.). Lasciando a dr. la chiesa, si prenda per la Via Ro- ma, (già Toledo) una delle più belle e più popolate strade di Napoli; in meno di 10 m. si giungerà alla Piazza della Carità con nel mezzo il monumento innalzato nel 1877 a Carlo Foerio, nato in Napoli nel 1803 , morto a Firenze nel 18li7. Fu ministro sotto i Borboni nel 1847, prese parte agli avvenimenti politici del 184-S; condannato ai ferri, gli venne commutata la pena nell'esilio; rimpatriato nel iStiO occupò cariche importanti e fu nominato Senatore. A dr. dirimpetto a questo monumento avvi il Mercato dei commestibili detto di Monteolivero, molto ani- mato dalle 7 alle 10 del mattino. Proseguendo a camminare viene prima a sin. la Chiesa di S. Nicola alla Carità, e poco dopo l'altra dello Spirito Santo, in Piazza SMe Settemhre, opera di Mario Gioffredo, che merita di esser visitata, ed a dr. della ])iazza, il paluzzo del Principe d'Angri della famiglia Doria, ar- chitetto Vaiivitelli (1770): una delle migliori sue opere; fu in questo palazzo che Garibaldi dimorò durante la sua dittatura nel 1860. Pochi passi a.Mcora ed eccoci al termine della Via Ro- ma e nella bella Piazza Dante (già Largo Mercatello), con nel mezzo il monumento innalzato a questo gran poeta nel 1874. Nel grande edificio semicircolare a dr. avvi il Liceo Vittorio Em- manuele, che dopo il 1860 ha rimpiazzatoli Collegio dei Gesuiti, ai quali apparteneva questo edilìzio; di fianco vedesi 1' antica Pori' Alba, che faceva parte della cinta di mura della città, sor- montata dalla statua di S. Gaetano. Proseguendo, trovasi a dr. un giardinetto ed a sin. l'Istituto Principe di Napoli, peri ciechi (vedi Istituti di Beneficenza pag. 18): ed in eoatinuazione si prenda per la I'(;( del Museo , fiancheggiata da belli edifìzii di recente costruzione, e poi si passi a visitare nella Via Micco Spa- dari (a* via a dr.) l'Istituto di Belle Arti, gran parte del quale essendo provvisoriamente adibito per la sede dei tribunali; lo ingresso ó dalla parte opposta, in Via Costantinopoli.
Istituto di Belle Arti. L' edifizio del tutto rico- struito, era un convento di religiose.
A datare dai primi tempi del Pensionato di Koma, ogni Scuola vi è rappresentata dai capo- lavori dei grandi maestri; la Scuola di scultura è
-sa- la più completa. Vi sono le collezioni delle copie delle opere premiate dal Pensionato di Roma dal 1822 al 1874; di quelle in Architettura e decora- zione, delle statue e bassorilievi, che appartene- vano al Partenone, dei cartoni e disegni del ri- nomato Tito Agelinì, ed un interessante corso di Anatomia in cera del CltarelU.
Nella Via Conte di Euvo di lato all' Istituto , vi è il bel Teatro Bellini, (vedi Teatri pag. XII) che visitato si ritor- nerà per davanti l'ingresso principale dell'Istituto, risalendo la strada s'incontrerà di fronte la Galleria Principe di Napoli, traversata la quale si uscirà dirimpetto al
Museo Nazionale di Antichità Belle Arti
Aperto ogni giorno, da Maggio a Ottobre dalle 0 alle 15 (3 I)om.) e da Novembre a Aprile dallo 10 alle Uì (l poni), tas- sa d' ingresso L. 1 a persona. La Domenica entrata libera dalle 10 alle 15 (3 pom.) , proibita (lualbiasi mancia. Cliiuso il Ca-
La descrizione ^del Museo che trovasi nella no= stra Guida si riferisce alla disposizione in cui tro= k'avansi gli oggetti finora.
Attualmente si sta operando una trasformazione :ompleta.
E' impossibile quindi dare un' esatta descrizione, ^rima che detta trasformazione sia completa.
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~todanno, 1' Epifania, Pasqua, l'Ascensione, la Festa dello Sta- nto, il Corpus-Domini, S. Pietro e Paolo, l'Assunta, la Nativi- à di Maria Vergine, S. Gennaro, Tutti i Santi, l'Immacolata : Natale.
A sin. neir entrare si depositano i bastoni e gli ombrelli; non i deve pagare nulla.
La descrizione che faremo, e che raccomandiamo di seguire esat- ameute, è più che sufficiente per osservare di passaggio qnanto vvi di più importante, mentre ogni altro schiarimento si può vere dai custodi di servizio. Se qualche inesattezza si veriti- *sse si attribuisca alla Direzione del Museo , che di sovente ■asloca un'oggetto da una sala in un' altra. Volendo fare studi rolungati, o copiare opere d'arte, ecc., dirigersi alla Segre- eria, posta nello stesso edifizio , che ne accorda il per- esso e l'entrata gratuita in iscritto ai letterati ed artisti ; lo stesso può farsi per Pompei ed Ercolano.
Dopo aver visitato a Roma i musei Vaticano e Capitolino, si crederebbe aver esaurito in Italia
10 studio delle antichità rappresentate dai monu- menti che in essi si conservano; ma non si dirà cosi dopo aver ammirato le ricche e preziose col- lezioni Pompeiane ed Ercolanesi di bronzi, vasi, sculture, papiri, ecc.; nonché quelle di belle arti, che racchiude il gran Museo di Napoli conosciuto sotto il nome di Museo Borbonico o degli Stu- dii, uno fra i più vasti d' Europa.
L'edifizio fu costruito nel 1587. dal Duca d'Os- suna, ad uso di scuderie. Il conte di Lemos, suo successore, lo fece terminare da Giulio Fontana, figlio del celebre Domenico, fondandovi l'Univer- sità, che vi fu installata nel 1616. In seguito di- venne sede dei tribunali, e nel 1705, fu trasfor- mato in una caserma. Nel 1767 vi si trasferi di nuovo l'Università, ma nel 1780 essa fu traspor- tata al Gesù Vecchio , ove trovasi attualmente.
11 piano superiore dell' edifizio fu finito nel 1790 e da allora fa destinato a conservarvi le diverse collezioni artistiche, vi furono trasportate quelle che il re di Napoli possedeva a Roma, ereditato dai Farnese, tiitti gli oggetti tratti dagli scavi di Pompei, Ercolano, Baia, Cuma, Pozzuoli e tut-
- 40 - tociò che si è raccolto dagli scavi fatti nelle al- tre province del già Eegno delle Due Sicilie.
Nel 1816 , Ferdinando I vi riunì le collezioni sparse nelle residenze reali , come anche la Bi- blioteca.
Dopo il 1860 vi furono aggiunte: La Raccolta Cii- mana del Conte di Siracusa, dono del Principe di Carignano, che l'ebbe in eredità, le Collezioni di Numismatica e di vasi antichi del Museo Santan- gelo, acquistate dal Municipio di Napoli; la Col- lezione delle Stampe che faceva parte della Bi- blioteca privata del Ee.
La pi'ovenienza degli oggetti sarà indicata solo allorché si crederà utile farlo , in modo abbre- viato con una lettera fra parentesi alla fine del- l' oggetto descritto, cioè:
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(C) Capua |
(Pz) |
Pozzuoli |
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(P) Pompei |
(St) |
Stabi a |
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(E) Ercolano |
(F) |
Collezione Farnese |
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(Pe) Pesto |
(B) |
Baia |
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(Eu) Euvo |
(Eo) |
Eétaia. |
Pianterreno. — Vestibolo.
A. dr. Alessandro Severo, a sin. il Genio del Po- polo romano, statue colossali (F).
Ai lati. Otto statue rappresentanti Consoli ro- mani (E). Lungo il vestibolo: Sedici colonne di ver- de antico trovate a S. Agata dei Goti.
Si passi a dr. dell' entrata, «elle sale ove conservaiisi dei dipinti uiiticlii di Pompei ed Ercolano.
Questi affreschi sono di un valore inestimabile, essendo ,e;li unici avanzi della pittura antica pervenuti fino a noi, rivelan- done la fìnez/a del colorito , la verità dei soggetti e la loro perfetta esecuzione: Paesaggi, scene mitologiche, animali, trutta, ecc.
La loro conservazione ù più o meno perfetta. Noi indichere- mo i pili pregiati.
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I. Sala 0 lungo corridoio: Scompartimenti I a X. Dipinti Pompeiani, sciupati dal tempo , rappre- sentanti interni di abitazioni con arabeschi, pae- saggi ed animali , quelli a dr. tolti in parte dalla villa di Diomede e quelli a sin. dal tem- pio d' Iside.
II. Sala a dr,: Scomp. XV. 8846. Apollo, Chiro- NE ed EscuLAPio, inventore della medicina (P).
XVI. 8S59. Nereide sopra cavallo marino, più innanzi Tritoni e mostri marini.
XVII. 8864. Ilio rapito dalle Ninke (P). 8870. Nekeide sopra pantera marina a coda di pesce, il disegno è perfetto (St).
XIX. 8898. L' Europa , 1' Asia , e 1' Africa. L' Europa è seduta su di un trono con baldac- chino , l' Africa a dr. è raffigurata da una Ne- gra, a sin. 1' Asia avvolta in una pelle d'elefan- te (P).
XX, XXI, XXII. {in alto) Divinità e Cerimo- nie religiose (P). 8924. Sacerdote Egiziano in atto di celebrare i misteri divini (P). Vicino la fine- stra: Due tavole ottagonali contenenti dei colori a guazzo, trovati a Pompei.
XXIV. {in alto) Episodio dklla Guerra di Troia. Ulisse che rapisce il Palladio di Miner- va (P).
XXVI. 8977. Medea meditando il delitto di uccidere i suoi due figli (P).
XXVII. 8980. Meleagro ed Atlante. Mei ea- gro seduto, con a lato due cani (P).
XXVIII. 8992. Ercole ed Omfale, grande di- pinto, allegoria dell' amore (P).
XXiX. 8997-98. Perseo che libera Andromede, pregiato dipinto (P).
XXX. Ercole, Dejanira ed il Centauro Nesso.
XXXI. 9008. Telefo nutrito dalla cerva/gran- de e magnifico dipinto. Ercole coronato di edera
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guarda Telefo in atto di succhiare dalle mammelle della cerva (E). 9009. Enea ferito, Macaone estrae la freccia dalla ferita (P). 9010. Il Cavallo Tro- iano. Entrata nella città di Troia del cavallo detto Doroteo, dipinto benissimo conservato e di un di- segno perfetto (P).
XXXII. 9012. Ercole fanciullo, che uccide i serpenti inviati da Giunone (E;.
XXXni. 9015 e 9016. Due Triclinium con dipinti interessanti maltrattati dal tempo , in uno veggonsi due coppie di amanti sdraiati (P). 9019. La Dama Pittrice (P). 9021. Concerto di Musica, uno dei più pregiati dipinti. 9022. La Toletta (H).
Sala dei Mosaici.
Nel mezzo: Il Trionfo di Bacco. Gran mosaico circolare, stupendo lavoro (C).
I. Farete a sin.: 9980. Pernice (P). Maschera tra- gica (P). 9984. Divinità, seduta su di una rupe (P). 9985. Scena comica. Tre attori che suonano, in atto di ballare. Il prezioso mosaico, come vi si legge, è opera di Dioscoride di Samo. 9986. CoRAGiuM, cosi detto il luogo indispensabile alle pruove per la riuscita di un' opera comica. Nel mezzo il maestro concertatore che legge le parti a due giovani quasi nudi; mosaico pregiato per disegno e composizione (P). 9987. Altka scena COMICA, bellissimo mosaico di Dioscoride di Samo. Quattro personaggi in atto di cantare (P). 9988. Licurgo re di Tracia in atto di uccidere una Bac- cante (P). 9989. Bacco coronato di edera (P). la alto: 9979. Sacrifizi ad un erma di Priapo (P).
II. Farete sotto la finestra: 9990. Il Nilo, il fiu- me ò sparso di piante acquatiche, di uccelli, ecc. Un coccodrillo in atto di azzuffarsi con un ani-
- 43 -- male anfibio ed un serpe che attacca un' istri- ce (P).
III. Parete: 9991. Genio di Bacco su d'una Pan- tera (tolto dal pavimento della casa del Fauno a Pompei). Mosaico di pietre finissime, superiore agli altri per disegno , colorito e conservazione. Nel mezzo: Una pantera con goliera di pampini e grappoli e sul dorso un Genio alato coronato di edera. La cornice è a guisa di festone di fiori e frutta con otto maschere tragiche. 9993. Gatto che uccide una quaglia (P). 9994. Pestone di fiori, fi'utta e due maschere, che adornava la casa del Fauno a Pompei; bello il colorito e la composi- zione, 9995, 9996, 10000 e 10001. Quattro colon- ne di stucco ricoverte di mosaici e pasta vi- trea (P). 9997. Pesci, un polipo involve una lo- custa , bel mosaico trovato nella casa del Fau- no (P). 10002. Cave Canem (Guardati dal cane), trovato nella casa del poeta tragico (P). 10004. Le tre Grazie (P). 10005. Frisso ed Elle, questa, caduta dal montone che la trasportava si anne- ga ; mosaico dei più belli (E). 10007. Le Nozze di Nettuno ed Anfitrite. Entrambi su di una biga tirata da tritoni, circondata dagli abitanti del mare. Tutto intorno una cornice a fogliami (P). 10008. Grande Nicchia per fontana, adorna di con- chiglie (E).
IV. Parete: 10010. Pugilatore nudo, su fondo azzurro (E). 10012-13. .Due Pilastri e candelabri con graziosi arabeschi (P).
Pitture.
Scom. XXXIV. 9026 e 9027. Alceste e Admeto. Due dipinti rappresentanti Alceste che offre la sua vita per salvare quella di Admeto suo consorte.
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XXXV. Piccoli dipinti, rappresentanti scene di commedie e concerti musicali.
XXXVI. 9040. La Carità Greca. 9041. Ippo- lito e Fedra, il primo in atto di partire per fug- gire gl'incestuosi amori di quest'ultima (P). 9042. Il supplizio di Dirck, condannata per ordine d'An- tiope ad esser legata alle corna d'un toro , che trascinandola sulle rocce del Citerone dovea lace- rarle le carni. Lo stesso soggetto del Toro Far- nese (P).
XXXVIL. 9043. Teseo vincitore del Minotau- ro; dipinto pregiato per composizione e bellezza di colorito. Nel mezzo: Teseo, pieno di vita con la clava, tien steso ai piedi il Minotauro, due giovani Ateniesi destinati anch' essi ad esser di- vorati dal Minotauro, gli baciano la mano per averli salvati (E). 9049. Gran dipinto rappresen- tante pure Teseo vincitore del Minotauro (E). 9051. Arianna abbandonata da Teseo (P). 9052. Arianna, addormentata (P).
XXXVIII. Questo compartimento, racchiude molte scene del Foro, rappresentanti, botteghe di mercanti di commestibili, frutta, ecc. mal dise- gnate. 9066. Il Maestro di scuola. Uno scolare è castigato in presenza dei compagni (P). A sin. Due ritratti dal vero; una piccola caricatura. 9U89. La caricatura di Enea. Kappresenta Enea che porta sulle spalle il padre Anchise e tiene per la mano il piccolo Ascanio; tutti tre raffigu- rati da teste di cani (P).
XXXIX. 9104, Achille che sfodera la sciabola, frammento (P). 9105. Briseide, Achille seduto da- vanti alla sua tenda , tiene colla mano sinistra lo scettro e colla dritta addita Taltibio e Euri- table, i due araldi di Agamennone venuti per re- clamare Briseide, che inconsolabile è sestenuta da Patroclo , il quale sembra volerne affrettare la
- 45 - partenza (P). 9108. Ulisse e Penelope, nella reg- gia d'Itaco pria di riconoscersi. 9109. Chirone ed Achille. Il centauro Chirone è seduto sulle gam- be posteriori in bellissima attitudine (E). 9110. Achille riconosciuto da Ulisse nella reggia di Li- comede (P).
XL. 9111. Oreste e Pilade dinanzi ad Egisto e Clitennestra per essere interrogati (P). 9112, Sacrifizio d' Ifigenia , condotta in Aulide, sotto pretesto di unirla ad Achille, stava per essere im- molata a Diana, quando Diana stessa la libera e la conduce nella Tauride per farne una delle sue sacerdotesse, sostituendo al suo sacrifizio un cer- vo. Si vede 1' inconsolabile giovane trascinata da due sacerdoti , levare le mani al Cielo per implorare soccorso (P).
XLI. a XLIV. 9118 a 9121. Funamboli. Pio- cole figure rappresentanti satiri dalla lunga coda che eseguono diversi giuochi sulla corda (P). 9133 a 9137. Baccanti e Fauni danzanti.
XLV. 9176 a 9179. Amorini, intenti alla cac- cia, alla pesca ed a giuochi puerili, dipinti con grazia (E). 9180 La venditrice d'Amorini, bellis- sima composizione. Penìa (seduta su di un ban- co). Dea dell' Indigenza, madre e nutrice dell' a- more, tiene per le ali un amorino.
XLVI. 9202, Le nozze di Zefiro e Cloei, gran- de dipinto. Una Dea nuda assisa su d' uno sco- glio colle gambe coverte , avente alle spalle un Amore. A dritta della parete, la bella Flora se- minuda addormentata , con la testa appoggiata sulle ginocchia d' un Genio alato. Un amorino scovre il corpo della Ninfa che dorme (P).
XLVIII. 9231 a 9236. Le tre grazie, due di- pinti molto bene eseguiti (P).
XLIIX. 9246. Diana e Endimione. L' amore guida Diana che s' avanza sulle punte dei piedi
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per non isvegliare il suo amante. Il giovane cac- ciatore dolcemente addormentato, stringe nella mano le sue frecce (E).
XLIX. 9248. Venere e Marte, questi solleva il velo che copre la Dea dell' amore per contem- plarne meglio la bellezza. Pregiato dipinto (P). 9257. Venere che punisce Amore (P).
L. Nel centro: Cupido che lotta col suo antago- nista Pane (E).
LI. 9278. Arianna e Bacco. La bella Arianna dorme ai piedi d'un albero riparata da una tenda, l'amore profittando della fuga di Teseo, conduce Bacco coronato di pampini presso la bella dor- miente (E).
LUI. 9295 0 seg. Le tredici Danzatrici o Bac- canti. Bellissimi dipinti por disegno , finezza di colorito e vivacità (P).
Nelle susseguenti sale , pitture antiche tolte dalle tombe di Ruvo, Pesto e Capua.
LVIII. Pitture Etrusche, rappresentanti riti funebri. 9350. Mercurio che accompagna un'ani- ma al Tartaro (Isernia). 9252 a 57. Sei dipinti rappresentanti danze funebri (R).
LIX. Pitture Etrusche, che appartenevano ad una tomba militare (P).
LXI, LXII e LXIII. Vedute e paesaggi di- versi (P).
LXVIIl. 9519 e 9521. I sette pianeti della Settimana, sette dipinti a medaglione (P).
LXXI. 9558. Io condotta in Egitto. Io , rap- presentata con due corna sulla fronte, è portata sulle spalle d' un tritone, dando la mano ad una bella donna (P;. 9559. Giove e Giunone in collo- quio assistiti dalle tre Grazie e da un Genio (P).
LXXII. MoNOCROMi, (dipinti su marmo col ci- nabro). 95G0. Teseo libera Ippodamia dal Centau- ro. 9561. Cerere che tiene un fanciullo fra le
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braccia. 9562, Laxona che medita la distruzione delle figlie di Niobe, dipinto pregiatissimo di Ales- sandro d'Atene, come vi si legge assieme ai nomi di cinque giovanetto Latona, Niobe, Ilenira, Febea ed Aglaia. Nel terzo scorgesi il Centauro Euriteo invitato alle nozze di Piroteo che tenta rapire Ip- podamia, ma è punito da Teseo che lo uccide.
Neir uscire da queste sale, nel corridoio, si passi a dritta nel- V altra sala degli affreschi Pompeiani, seonip. XI a XIV, pooc importanti, rappresentanti pesci, volatili, frutta ed animali di- versi ed in seguito a questa si entra nella sala della
Collezione epigrafica della Campania.
Questa rara raccolta proveniente da Pompei, Stabia, Baia, Pozzuoli, Eoma, ecc. comprende 101 iscrizioni greche, 58 di antichi dialetti italiani, 1835 latine pagane , 184 cristiane e 62 credute apocrife. Un catalogo dettagliato è stato pubbli- cato dal defunto senatore Fiorelli, che fu Diret- tore degli scavi in Italia.
Nella prima sala o corridoio vi si ammirano pure Due grandi colonne di marmo cipollino, con iscrizioni Greco-arcaiche, provenienti da una casa di campagna di Erode Attico in via Appia, presso la tomba di Cecilio Motella, in Eoma.
A di'.: Due statue colossali. 5999. Neottolomeo, pria creduto Atreo, con nella mano dritta una cla- va, sostenendo con l'altra un creduto figlio di suo fratello, che egli avrebbe ucciso; gli è stata adat- tata una testa di Commodo. L'altra statua rap- presenta Tiberio (F).
Si passi a dr. nella
Gran Sala del Toro Farnese.
Le pareti sono ricoperte anch'esse di iscrizioni su marmo rinvenute nella Campania. A dr. en- trando: 2480 e 2481. L' una dirimpetto all' altra,
— 48 - le due celebri Tavole d'Eraclea, in bronzo tro- vate a Taranto (1732). La più grande é scritta da una parte in greco e dall'altra in latino: la parte greca contiene dei decreti del Municipio d'Eraclea^ assegnante i limiti delle terre consacrate a Bacco; la parte latina tratta della legge pubblicata da Giulio Cesare che accorda il dritto di cittadinan- za ai popoli della Gallia Cisalpina. Nell'altra ta- vola avvi la misura di un campo dedicato a Mar- te. L'abbate Mazzocchi che ha pubblicate queste iscrizioni, crede che datino dall'anno k'òQ di Roma.
Ai due laterali della statua delV Ercole Farnese, V una dirimpetto alV altra.
2637-38. Due lamine quadrate, di bronzo, scritte in latino trovate presso il monte Tarpeo fra le rovine del tempio di Saturno; una comincia colla parola C. Antonius, ed è la Lex Antonia, decreto che confermava l'indipendenza della città di Ter- messus Major; l'altra che comincia con la parola Principium, è un frammento della legge Cornelia de vigenti quaestorihus, o magistrati delle finanze. In centro: 2659. Tronco di colonna, di marmo ci- pollino bellissimo con tre iscrizioni latine (P).
Nel mezzo: Ercole Farnese. Capolavoro di Qli- cone d'Atene. Caracalla lo fece trasportare a Ro- naa. Fu trovato nelle terme di quest' imperatore sotto il pontificato di Paolo IH. Mancavano le gambe e la mano sinistra. Alessandro Farnese le fece rifare da Guglielmo della Porta, si vuole da un modello di Michelangelo. Le gambe furo- no poi rinvenute, ma egli volle che restassero le rifatte ; sono state però rimpiazzate in seguito dalle originali, ma la mano sinistra è rimasta quella modellata in gesso. Si vede questa figura su diverse monete della Grecia. L'anatomista John Bell mette in dubbio la perfetta esattezza ana- tomica di questa statua.
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Bai lato della finestra che segue, su piedistallo.
2636. Placca in bronzo opistogi'afa, cioè incisa nelle due facce in cornice girante. Da una parte è un frammento in latino della legge del Tri- buno Servilio detta lex rejìe.ttmdarwm, o legge delle ricompense ingiuste od illecite dei magistrati e degli avvocati; dall'altra parte una legge agraria, posteriore ai Gracchi, per la divisione dei campi. Vicino alla finestra: Calendario rustico su marmo, di forma quadrata, con i segni dello zodiaco rap- presentanti i dodici mesi dell'anno (E,.).
3615. Misure pubbliche per gli aridi, di diver- se dimensioni, cavate nel marmo (P). In una cor- nice nella parete a sin.: Cinque Iscrizioni latine e greche, (bronzo). — Sotto la 2.» arcata a dr. ed a sin.: Tavole in marmo contenenti diverse iscri- zioni su bronzo , fra le quali merita essere os- servata 2554 la Tavola Bantina, trovata a^Ban- tia-Oppido. È un decreto d'alleanza di questa cit- tà col popolo Romano. Diversi tubi per la condot- tura delle acque (P;.
In fondo nel mezzo:
Gruppo del Toro Farnese. Questo capolavoro di scultura greca , opera insigne di Apollonio e Taurisco , scultori di Rodi , fu secondo Plinio , trasportato da Rodi a Roma da Asinio Pollione. Fu trovato nelle Terme di Caracalla. Si credo clie l'artista abbia espresso il momento in cui Dirce è legata da Anfione e Zeto, figli d'Antiope, alle corna d' un toro furente , che trascinatala sulle erte rocce del Citerone vi peri. Questo gruppo d'un sol pezzo di marmo, restaurato probabilmente al- l'epoca di Caracalla , lo fu di nuovo sotto Pao- lo III. Michelangelo lo piazzò nella corte del Pa- lazzo Farnese. Trasportato nel 1786 a Napoli a- dornò il giardino della Villa Reale , oggi Villa Municipale. Il milanese Bianchi , poco esperto nell' arte antica, fu incaricato di restaurarlo. Lo
4
- 50 - parti moderne sono le gambe e la coda del toro, le braccia ed il petto di Dirce, la testa, le braccia ed i piedi d'Antiope; nelle figure d'Antiope e di Zeto non v' è d'antico che un torso ed una gam- ba. Si trova lo stesso gruppo su d'una moneta di Tiatira, in un dipinto che è nel Museo, e su dei pezzi di avorio trovati a Pompei, secondo i quali si avrebbe potuto fare un più perfetto re- stauro.
Uscendo da qaesta grande sala si prenda pel corridoio a dr., in fondo al quale si discenda a visitare le
Iscrizioni cristiane e pagane ed i Monumenti orientali ed egizii.
Ifi Sala : Quadri in gesso rappresentanti Miti egiziani. 2." Sala: Monumenti ouientali. In una vetrina: Idoli del Giappone, della Cina e del Mes- sico. 1317. Globo denominato astrolabio, usato dagli Arabi, per misurare le distanze e i movi- menti degli astri. Presso la finestra su colonna : 10916, Paniere cinese in avorio, di lavoro ammi- revole. 5.« Sala: Collezione di terracotte , prove- nienti da Locri ( Calabria ). Presso la finestra. 1 due Dioscuri a cavalio provvenienti dal tempio dedicato a Castore e Polluce a Locri. 4« /S'a^a: Iscri- zioni funebri latine al tempo dei cristiani, trovate nelle catacombe di Napoli, Capua, Pozzuoli e Roma. 5." Sala. Al centro : 999. Altare in granito dedi- cato a Iside. Sopra piedistallo : 976. La Dka Iside, statuetta in marmo ad imitazione dello stile egi- ziano (P). Su piedistallo : 975. Skkapidk, seduto su d'una specie di trono, statua in marmo trovata a Pozzuoli nel tempio dedicato a questo Dio. Presso la finestra : Duo coperchi di mummie in le- gno di sicomoro. 978. Due colonne in pietra d'E- gitto (P). N^egli armadii: Divinità Egizie, sta-
- 51 - inette ed animali in bronzo, terracotta , pietra e lapislazzuli. Presso V ingresso della sala , a dr. ed a sin.: Due Ibis, uccello sacro presso gli Egiziani , destinato a purificare l' Egitto (P). In una nicchia con invetriata: Cinque Mummie, uo- mini e donne, in casse di legno di sicomoro. Quella con i denti e le mani incrocicchiate, la meglio conservata , è una donna trovata nella Nubia che portava una collana con diversi amuleti. Le altre provengono da Tebe. Avvi an- che un Coccodrillo imbalsamato. Nel mezzo su piedistallo vicino alla finèstra : 1068. Sacerdote Egiziano in ginocchio (basalto) , appoggiato ad un pilastro, e porta al collo la medaglia sacer- dotale, avanti a lui un pastoforo sul quale è scol- pito in bassorilievo un idolo (B). 1070. Erammento DI Sarcofago, (granito), ove si crede fosse stato seppellito uno scribe d'Osiride (trovato a Menfi). 10(ì9. Monumento sepolcrale di granito, di forma piramidale, vi sono scolpite ventidue figure rap- presentanti, sotto forma di munamie, sacerdoti e scribi d'Iside e d' Ammone. A dr. su piedistallo: 2317. Cuspide d'Obelisco (granito rosso) traspor- tato dalla Palestina. A dr. uscendo addossate al muro : placche in pietra calcare , 1016. Stele funebre rappresentante la Pesta della Velifica- zioNE d' Iside. Sono scolpite in tre rappresenta- zioni, sacerdoti e sacerdotesse , coperte col velo sacro alla Dea, nell'atto di disporre le offerte sul suo altare. In alto : Iside, Osiride ed Oro (B). A sin. nella parete, 1036 : Tavola Isiaca in pietra calcare, la parte superiore rappresenta quattordici figure, tutte Anubidi, eccetto due dal viso umano in atto d' adorazione del Dio Noam o Osiride (Tempio d' Iside, Pompei).
Risalendo la scala, prima di uscire si visiti a dr. la Sala di Canova. Ferdinando IV, sotto la figura
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di Minerva, scultura pregiata del Canova. Napo- leone I statua colossale in gesso , dello stesso. Letizia Ramulino madre di Napoleone 1, bella sta- tua in gesso, del Canova. 10824. Carlo V, busto in marmo. 10518. Gian Gastone dei Medici, Gran- duca di Toscana, pregiato busto in marmo del Bernini. 10519 Ferdinando dei Medici, del Bernini. 10823. Canova, busto in marmo eseguito per or- dine di G. Murat nel 1810 da d'Asie da Ferrara. 10517. Paolo III Farnese, busto in marmo attri- buito a Michelangelo. Le quattro Stagioni; busti in alabastro, con teste in marmo bianco ripor- tato. S. Francesco d'Assisi che abbraccia la Cro- ce e (10811) la Modestia, due belle sculture del Sani- martino. Il Redentore , magnifico busto. 10820. La testa di Medusa; copia dal Canova di Festa. 10810. Tazza in rosso antico. Dodici busti d'Im- peratori, ecc.
Usceiìdo si prenda a dr., passando per altro lungo corridoio di dipinti Pompeiani fra i quali sono ammirevoli nello
Scomp. LXXXIV. a dr. racchiusi in quadrati : Frammenti di ornati e decorazioni, pregiatissimi^ per vaghezza di tinte , colorito e finezza di di- segno.
Sotto l'alcove a dr.: Pilastro della Fullonica che fiancheggiava la fontana della gualcheria (tinto- ria di pelli e tessuti di lana) a Pompei, sui lati vi sono rappresentati i diversi loro lavori.
LXXllI e LXXIV. a sm.: Pareli con bassorilievi a stucco tratte dalle case di Pompei, rappresen- tanti Baccanti e Fauni.
Si esca di nuovo nel gran vestibolo , da noi già descritto, e dirigendosi verso la grande porta di uscita , si passi a dr. nello sale dello
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Statue e Bassorilievi in marmo, e grandi bronzi.
statue in marmo. Portico degli Imperatori.
A sin.: o038. Giulio Cesare, busto colossale bel- lissimo, si vuole il ritratto più rassomigliante (F). 6040. Cesare Augusto, statua colossale, la testa è moderna (E). 6041. Livia, in costume di sacer- dotessa, oggi ritenuta per Ottavia (P). 6042. Mar- cello, busto (F).
A dr.: 6039. Giulio Cesare, bella scultura con corazza a bassorilievi, la testa è rifatta dallM/- baccini (F). 6443. Tiberio (F).
A sin.: 604t. Druso, fratello di Tiberio, oggi de- finito per Marcello (P). 6046. Caligola, statua sti- mata il ritratto più rassomigliante (Minturno).
A dr.: 6047. Livia moglie di Augusto (P). 6048. Augusto giovane (F). 6049. Tiberio (F). 6050. Ca- ligola (E). 6051. Tiberio, busto colossale adorno di trofei militari (P). 6052-6053. Tiberio. 6054. Agrippina, busto (Ro) 6055. Druso figlio di Ti- berio (Ko).
A sin.: 6056. Claudio, statua colossale, braccia e testa moderne (E). 6057. Antonia la giovane, moglie di Druso. (F) 6059. "Vitellio, testa e collo moderni. (E) 110892. Tito, busto colossale. (Ro) 5062. Giulia di Tito, magnifico busto, rimarche- vole per l'acconciatura dei capelli (F).
A dì-.: 6064. Britannico (F). 6066. Vespasiano, busto superbo (F). 6067. Adriano (F). 6068. Ve- spasiano, testa colossale molto espresssiva su bu- sto moderno (F).
A sin.: 6078. Trajano, statua adorna di belli bassorilievi (M). 6074. Plotina moglie di Trajano, bizzarramente pettinata (F). 6076. Faustina, no- tevole la sua acconciatura (F). 6078. Antonino il
— 54 - Pio, busto colossale di un lavoro accurato (F). 6080. Fatistina la giovane, moglie di Marco Au- relio, bella testa su busto d'alabastro orientale (F). (3081. Lucio Vero, uno dei migliori ritratti di questo imperatore ed una delle più belle statue di questo portico (F). 6082. Marco Annio Vero, padre di Marco Aurelio, bella testa su bvisto di marmo giallo antico (F). 6084. Commodo , testa ben conservata ed uno dei pochi ritratti che si conservano di questo imperatore (F). 6085. Man- ila Scantina , testa su busto d' alabastro coto- gnino (F). 6086. Settimio Severo , testa molto espressiva (F). 6087. Giulia Pia, moglie di Setti- mio Severo, bella testa su busto d'alabastro (F). 6089. Plautina, moglie disgraziata di Caracalla, busto superbo con bizzarra pettinatura.
A dr.\ (5090 a 6094. Busti e statue di Marco Au- relio. 6031. Antonino il Pio, busto superbo (JB). 6032. Faustina sua moglie , busto d' una rara perfezione,ben conservato. 6095 a 6097. Lucio vero.
Dirimpetto: Portico dei Balbo.
Nel mezzo: 6104. M. Nonio Balbo figlio, pretoro e proconsole, una delle più belle statue equestri che esistono, trovata nella Basilica di Ercolano nel 1739. Stando la statua nel Museo che era a Portici le fu portata via la testa da una palla noi 1799 alla venuta del Cardinal Euifo; lo scul- tore Brunelli ne riunì i pezzi e ne trasse una ma- schera, sulla quale modellò la presente.
A sin. dirimpetto: Busti, l'uno più bello dell'altro per espres- sione, la maggior parte provenienti dal Museo Farnese.
6127. Filosofo. 6128. Zenone Citiaco. 6129, Socra- te. 6130. Li.sia. 6132. Licurgo 6134. Sofocle. 6135, Euripide 6136. Licurgo. 6139. Sofocle. 6140. A- pollonio di Tyana. 6141. Arato. 6143. Solone. 6144. Periandro , uno dei sette sapienti della Grecia. 6146. Erodoto. 6148. Attilio Regolo. 6149. Ales-
- 55 — Sandro il Grande. 6153. Demostene. 6156. Archi- mede. 6157. Temistocle. 6158. Tolomeo Sotere. 6159. Antistene. 6160. Euripide.
Si passi a visitare a sinistra le belle sale dei
Grandi bronzi
Questa rara collezione, unica nella sua specie, merita tutta l' attenzione pei stupendi oggetti d' arte di cui si compone. La finezza del lavoro, prova il gran progi'esso raggiunto nell' antichità neir arte di lavorare il bronzo. La maggior parte di questi capolavori provengono da Ercolano, po- chissimi da Pompei: i primi si riconoscono dal colore verde scuro o nerastro, quelli di Pompei essendo stati maggiormente esposti all'umidità, pel loro verde azzurro chiaro.
I. Sala : Animali, A sin. : 4887. Testa colossale di cavallo , animatissima, uno dei migliori avanzi della scultura greca, faceva parte del cavallo che decorava la piazza del tempio di Nettuno a Na- poli. Nel 1809 fu tolta dal cortile del palazzo Santangelo, ove esisteva, e donata al Museo, rim- piazzandosi colà una copia in terracotta.
4886 e 4888. Due Gazzelle (E).
Nel mezso: 4904. Magnifico cavallo pieno di vita, uno dei quattro della quadriga di Nerone , tro- vato nel 1739 , poco discosto dal Teatro d' Er- colano.
lìi una vetrina sotto la finestra: 4905 a 4990. Pic- coli animali di ogni specie; tori, capre, cavalli, ecc. 111701. Due Cupido, uno con Delfino sulla spalla e l'altro con un' oca, tolti da una fontana (P).
A (Ir. : 4895. Diana, gli occhi sono di vetro. .1 sin. : 4896. SaiFo, busto molto bene eseguito. 4899. Cinghiali attaccati da cani, un serpe, un cervo, ecc.
IL Sala : Dei Lari f, statuette per fontane.
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A sin. su tronco di colonna: 4991. Nerbano So- rice, busto dagli occhi di vetro. Nella vetrina : Statuette, di Giove, Venere, Gemi di Bacco, Fau- ni , ecc. Su tronco di colonna : 4992. Bruto , bu- sto ossidato dall' azione della lava. In mezzo so- pirà colonna di Pompei : Bacco e Ampelio (P). Nella vetrina al centro : 4993. Cupido che so- stiene una lampada (P). 4994. Pescatore. 4996. A- lessandro, statuetta equestre (E). 4497. La Vitto- ria, statuetta di rara bellezza. 4998. Venere alla toletta (Nocera). 4999. Amazzone, statuetta eque- stre CE). 5010. Fortuna sopra un globo (E). 5024. Diana (P). 5132 e 5133. Venere anadyomene (E). 5292. Fauno danzante (E). 5313. L'Abbondanza (E). 113259. Apollo (P). Nel centro sopra due co- lonne: 5608. Apollo, arcaico (E). 5633. Testa inco- gnita (P). Vetrina a sin : 5465. Epicuro. 5467-69. Demostene. 5470. Epicuro. Diverse statuette rap- ]3resentanti Camilli, (assistenti- alle funzioni sa- cre). Vetrina sotto la finestra: Statuette diverse, di Sileno, Apollo e Cupido. 110127. Galba, busto in argento, il solo di simile metallo, rinvenuto ad Ercolano.
A dr. su tronco di colonna: 4885. Doriforo già creduto Augusto. 4889. Amazzone , già creduta Livia, ammirevole la pettinatura. Vetrina: 5510 e seg. Statuette diverse di stile etrusco. 5562 a 5571. Specchi etruschi.
III. Sala: Grandi Statue. A sin.: 5589. Viciria madre dei Balbo. 5590. Tolomeo Filometore, gli oc- chi sono di veti'o. 5591. Mammio Massimo, vestito colla toga. 5592. Berenice, pregiata scultura, note- vole la sua acconciatura. 5593. Tiberio Claudio Druso, statua colossale. 5594. Tolomeo Filadel- fo. 5595. Augusto, deificato sotto la figura di Gio- ve, statua colossale. 5596. Tolomeo Alessandro. 5597. Marco Calatorio, magistrato romano. 5598. Aulo Gabinio, un volta denominato Tolomeo
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Apione, i capelli inanellati lo farebbero credere una donna. 5599. Antonia moglie di Druso. 5600. Tolomeo Sotere. 5602. Eraclito , filosofo che giudicava gli uomini ingiusti o mentitori. 5603 a 5605. Attrici, queste tre statue con le al- tre tre dirimpetto decoravano il teatro d' Erco- lano, gli occhi sono di smalto. 5607. Archita, gran filosofo , succesore di Pitagora. 5609. Livia mo- glie di Augusto. 5611. Un Camillo o assistente ai sacrifizii divini. 5612. Sacerdotessa, statua co- lossale. 5613. Apollo. 5614. Marco Claudio Mar- cello nipote d'Augusto, bella scultura. 5615. Ne- rone Druso avviluppato nella toga. 5616. L. Cal- purnio Pisene, dapprima ritenuto per Seneca, bu- sto pregiato dalla fisonomia espressiva. 5617. Ti- berio. 5618. Dionisio o Bacco Indiano, dapprima creduto Platone, uno dei migliori busti. 5619 a 5621. Attrici già descritte. 5622. Lepido. 5623. Democrito.
Nel mezzo della sala, verso la finestra: 5624. Fau- no che dorme, capolavoro. 5625. Mercurio che ri- posa, statua pregiatissima dei migliori tempi della scultura greca. 5626-27. Due discoboli (lanciatori di disco). Nel centro: 5628. fauno ebbro, scultura piena di vita di una esecuzione perfetta. 5629. Apollo saettatore. 5630. Apollo citaredo, la sola statua in bronzo finora trovata a Pompei di gran- dezza naturale.
IV. Sala : Armature. Nel mezzo : 5635. Nerone a cavallo, statua rinvenuta nel Foro a Pompei, quasi del tutto restaurata.
Sul davanti della finestra sopra colonne: Quat- tro capolavori rinvenuti a Pompei. 5001. Sileno ebbro in atto di sostenere un cerchio. 5002. Fauno dansante, splendido per arte, disegno , forma e bellezza, rinvenuto nella casa del Fauno. 111495. Statuetta con sotto il braccio un' otre, come si usava in Napoli dai venditori ambulanti d'olio.
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5003. Narciso, Statuetta ritenuta la perla della collezione dei bronzi, uno dei più bei lavori di plastica che si conosca.
1.* Fe<ri«a a sm.: Armature di Gladiatori. 282. Elmo, magnifico di un peso enorme, con bas- sorilievo rappresentante un episodio dell'ultima notte di Troia. 301 a 304. Gambali. 312 a 314. Pu- gnali. 315 e 31G. Cinture, lance, ecc. 2." Veti-ina : Armature Greche. Corazze , elmi, gambali , lance, ecc. ( Kuvo e Pesto ). 3.* Vetrina sotto la finestra: Fermagli in bronzo per cinture, palle di piombo, (ghiande missili) ornamenti di elmi, cin- ture, lance, scuri, ecc. Su tronco di colonna: 5634. Scipione l'Africano, busto molto ben conservato. 4.» Vetrina: Armature Romane e Italiche. Lance, daghe, elmi ed uno stendardo o insegna militare.
Uscendo da queste sale si passi dipmpetto nelle altre
Sale dei Marmi.
L Sala, d'Apollo, Nel mezzo: 6281. Apollo sedu- to, coronato di lauro, statua colossale di porfido (F). il sin.: 6253 a 6258. Statue e busti di Apollo. 6260. Maschera di Giove (P). 6262. Apollo Mu- sagete in basalto verde (F). 6263. Cerere. (F) 6266. Giove, bel busto rinvenuto nel tempio di Giove a Pompei. 6267. Giove, mezza figura colos- sale, la più bella statua di questa Divinità, tro- vata a Cuma nel tempio dei Giganti. 6268. Giu- none (F). 6269. Cerere (F). 6270. Bacco (F). 6271. Nettuno con delfino i^F). 6272. Bacco, bella testa (F). 6273. Cerere (F). 6274. Giove Ammone, testa con due corna (E). 6276. Diana cacciatrice (F). 6277. Apollino ermafrodito (P). 6278. Diana Efesina, statua d' alabastro orientale con testa , mano o piedi di bronzo ; la doppia fila di mammelle in-
— 59 — dica che essendo essa la natura , nutrisce tutti gli esseri. Porta sulle braccia tre leoni ed otto animali chimerici, ed un vestito conico cosparso di fiori, sfingi, leoni, cervi, ed altri segni allego- rici (F). 6280. Diana Lucifera (C).
II. Sala: delle Veneri. Nel mezzo: 6323. Marte assiso. A sin.: 6282. Minerva (F). 6283 a 6801. Bella raccolta di busti e statue di Venere, la maggior parte sono dei ritratti d'imperatrici, giac- ché verso la fine dell' Impero romano esse si fa- cevano ritrarre sotto le sembianze di Venere. Quel- le sotto i N. 6286 e 6288 sono modellate sopra la Venere dei Medici; nel N. 6299 vi è ritratta Mar- ciana sorella di Trajano. 109608. Venere con in mano il pomo del giudizio di Paride (P). 111387. Venere, rinvenuta a Pompei nel 1879. 6302. Mer- curio con la borsa in mano (F). 6303-4. Pallade (P). 6305 a 6312 e 6314 a 6317. Collezione di bu- sti e statue di Bacco (Fj. 6318. Bacco, una delle migliori statue dei tempi di Adriano, conosciuta sotto il nome di Bacco Farnese. 6319 a 6322. Bu- sti e statue di Minerva (E,o).
III. Sala: di Atlante. Nel mezzo: 6374. Atlante che sostiene il globo terrestre (Ko). 6375. Amore avvinto dal Delfino, gruppo pregiato, ma in parte restaurato (C). A sin. : 6325. Fauno sotto le sem- bianze di Bacco, con una pantera (Ro). 6328. Fau- no che ride, bella scultura (Pj. 6329 Pane e Apollo, gruppo bellissimo (Ko). 6330 a 6350. Satiri, Fauni, ed Amorini. 6351 e 6355. Ganimede che abbraccia Giove sotto le forme di cigno, stupenda scultura romana molto espressiva (Ro). 6352. Ermafrodito. 6356-57. Arianna (F). 6360. Esculapio, statua co- lossale (Eo). 6362. L'Abbondanza (P). 6363, 6364, 6366, 6367. Quattro grandi mascheroni per getto d'acqua (F). 6368. Iside in marmo grigio (Napo- li). 109621. Busto d' incognita di grandezza natu- ralo di stile arcaico con bizzarra pettinatura
- 60 - (Pompei 1873). 6370. Iside col sistro in mano; marmo grigio (Ro). 6371. Cibele assisa in trono (Ro). 6372. Iside (Ro).
IV. Sala : delle Mdse. Nel mezzo : 6405. Amaz- zone a cavallo ferita, pregiata scultura (Ro). 6026. Nereide assisa su di un mostro marino, capola- voro di scultura greca (Posilipo). 6407. Guerrie- ro a cavallo (F;. A sin.: 6376. Urania, musa del- l'astrologia (E). 6377. Calliope, musa della poe- sia eroica (E). 6378. Mnemosine, madre delle Mu- se, Dea della memoria (E). 6406. Gruppo di Ercole ed Onfale. Allegoria dell'Amore (Ro). 6379. Ercole, testa colossale (Ro). 6385. Meleagro, statuetta in rosso antico (P). 6390. Aiace (Ro). 6391. Musa in atto di declamare (F). 6392. Grande erma di Ercole (Ro). 6394. Clio (E). 6395 a 97. Euterpe (E). 6399. Talia, musa della commedia (E). 6400. Melpome- ne , musa della tragedia (E). 6402. Erato, musa della poesia lirica (Ro). 6403. Calliope, musa della poesia eroica. 6404. Polimnia , musa dell' elo- quenza (Ro).
V. Sala: di Flora. Nel mezzo: Grande mosaico della battaglia fra Alessandro e Dario, traspor- tato dalla casa del Fauno a Pompei nel 1831. Bel- la composizione unica per la sua grandezza, rap- presentante la battaglia d' Isso fra i Greci ed i Persiani. Una delle figure principali rappresenta Alessandro a cavallo senza elmo , noi momento in cui ferisce un guerriero nemico. Dall'altra par- to a dritta una magnifica quadriga sulla quale Dario capo dei Persiani eccita i suoi soldati a combattere. A sin.: 6408. Gladiatore (Ro). 6409. Flo- ra Farnese, statua colossale, pregiatissima scul- tura greca per espressione ed esecuzione, la leg- gerezza del vestito lascia intravedere il corpo, si vuole del Prassitele, la testa, il braccio sinistro 0 lo gambo sono di Gufjlielmo della Forta (trovata nelle terme di Caracalla). 6410. Gladiatore (Ro).
— 61 - 6411. Protesilao, bella statua (Eo). 6412. Dorifo- ro, erma (F). 6413. Omero, erma (F). 6414. Euri- pide (F). 6415. Socrate, testa molto espressiva (Ho) 6416. Il celebre Gladiatore Farnese ferito, abbat- tuto dal dolore, scultura di purissimo stile gre- co, la testa è moderna.
VI. Sala. Nel mezzo: 6673. Grande vaso con bas- sorilievo: La nascita di Bacco, trovato a Gaeta, avendo servito di fonte battesimale in quella cat- tedrale. A sin.: 6579 e 6598. Due sarcofagi. Nella parete: Raccolta di bassorilievi. In alto: 6603. Gran bassorilievo rappresentante un contratto di nozze (Ho). 6605. Sarcofago con bassorilievo, coi ritratti di due sposi che vollero essere uniti anche dopo morti. 6607. Antiche navi dette galere. In conti- nuazione nella parete: 6634 e seguito. Medaglioni e mascheroni di fontane (P). Sotto: 111070, Sar- cofago con bassorilievo: Diana che visita Endi- mione. Grande vetrina: 6532 e seguito. Teste a erma, di Bacco, Fauni, Satiri, puttini, piccoli bu- sti, ecc. (P). Nella parete in continuaz. a sin.: 6665 e seguito Medaglioni con figure in rilievo; ammire- vole quello 6667., rappresentante da una parte un Satiro tinto in rosso e dall'altra Bacco. Nel mezzo a dr.: 6674. Sarcofago, con bassorilievo: combat- timento fra Greci ed Amazzoni (Mileto). 6676. Pu- teale, o pietra rotonda della sponda di un pozzo. A sin.: 6670. Puteale con intorno in rilievo, Gio- ve , Marte, Apollo , Esculapio , Bacco ed Ercole (Ho). 6671. Puteale con superbo bassorilievo: pam- pini, uva e uccelli (P). A sin.: 6672. Estremità di un piede di tavolo, rappresentante un Centauro che suona la siringa , ovvero il flauto di Pane (Eo). 6675. Puteale con bassorilievo: Fauni che festeggiano la vendemmia.
VII. Sala. Nel mezzo: 6780. Piedistallo innalzato in onore di Tiberio, dalle quattordici città del- l' Asia Minore, ricostruite da lui dopo un tremuo-
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to (?z). A sin.: 6778 (355) Vaso a campana con bassorilievo: Il ritorno di Proserpina con Bacco. A dr.: 6779. Altro vaso, rappresentante un bacca- nale (Ho). 6781-82. Due magnifici candelabri con finissimi bassorilievi: arabeschi ed animali (Kò). A sin. entrando: 6693. Sarcofago, Bacco tirato su carro da un Centauro e preceduto dal vecchio Si- leno; opera pregiata per finezza di lavoro (E,o). Nella parete a sin.: 6679. Iniziazione ai misteri di Bacco (Ro). 6680. Sacrifizio davanti l' immagine di una Divinità. 6682. Venere assistita da Pito (Dea della Persuasione) cerca d' indurre Elena a seguire Paride. 6684. Bacco ebbro, bella scultura (Ro). 6688. Apollo e le tre Grazie, gruppo pregiato per la perfetta esecuzione (Eo). 6687. Scena co- mica , scultura di gran merito (P). 6691. Ti- berio e la sua amante, uno schiavo li conduce da- vanti la statua di Priapo (Capri). 6701. Sarcofa- go con bassorilievo: Bacco assiso sopra la grop- pa di un Centauro (Ro). 6705. Sarcofago con gran bassorilievo: Prometeo nell'atto di aver formato l' uomo in presenza delle Divinità dell' Olimpo (Pz). Nella parete: 6704. Gran frontone rappresen- tante in tre compartimenti la vita e le gesta d'un gladiatore (P). Sotto la finestra: 6711. Sarcofago. 3.* Farete: 6715. Due Cariatidi che sostengono un frontone di edifizio (Avellino). 6713. Festino d' I- caro, sdraiato su d' un letto Icaro alza il brac- cio per invitare Bacco alla sua tavola, scultura pregiata (Capri). 6724. Fauno che rapisce una Bac- cante, che gli strappa la barba per liberarsi (E). 6726. Bacco preceduto da un Fauno suonatore di flauto (E). 6725. Bassorilievo: sette giovanotte che si danno la mano indicando le treGrazie e le ninfe del loro seguito (E). 6727. Orfeo, Euridice e Mer- curio; Orfeo si volta indietro por vedere per l'ul- tima volta Euridice condotta da Mercurio che li avverte di separarsi (Museo Noia). 4.» Parete: 6753,
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()757 e 0763. Tre p^randi piedistalli con sculture rappresentanti delle Province dell' Asia (F). 6750. Sarcofago ove sono scolpiti, Giove, Giunone, A- pollo e le Muse Euterpe, Polimnia, Melpomene e Talia. 5." Parete: 6770. Sarcofago con alto rilie- vo: Bacco tirato su d'un carro (F).
Vili. Sala (ultima) Nel mezzo: 6862 e 6870. Fon- ti lustrali in marmo, di cui una in rosso anti- co usato nei sacrifìcii. 6869. Sfinge che serviva di sostegno ad una tavola.
Tutto intorno alla sala sono disposti con arte i più bei frammenti di scultura decorativa rinve- nuti a Pompei ed Ercolano, come pilastrini, co- lonnette, ecc.
Si esca di nuovo a dr. nel corridoio dei Balbo.
A sin.: 0124. Pirro. 6116 e 6122. E.e Dace prigio- niero, la sua fisionomia esprime abbattimento e cordoglio. 0252. Siila. 0234. Oratore. 0240. La Pu- dicizia, bella statua velata. 0232. Eumachia, sa- cerdotessa, i lineamenti, esprimono la dolcezza e purezza di una vei-gine , i capelli sono tinti in rosso. A dr.: 0218. Gruppo, un uomo che scuoia un cinghiale. Busti: 0194. Vestale. 0190-97. Due Imperatrici. 0202. Siila. 0204.Lucio Cornelio Len- tulo. 0245. e47. Terenzio. Xel mezzo: 8211. (63). Marco Nonio Balbo padre, bella statua equestre, trovata senza testa, che vi fu rimpiazzata dal Canardi, ri- traendola da un busto che è nel Museo (H). In cojih'n((azio?ie: 6229. Britannico adolescente (Telese). Altra raccolta «Zi Busti: 6176. Gallieno. 6177. Cice- rone, sulla guancia sinistra vedesi una piccola prominenza in forma di cece, dalla quale si vuole abbia origine il suo nome dal latino Cicero. 6178. Giunio Bruto I, uno dei suoi ritratti più somi- glianti. 6181. Bruto. 6184. Claudio Marcello. 6185 a 87. Seneca. 6188. Vestale. 6189. Cleopatra' 111385. Pompeo il grande. Statue: 6117. Frigio, marmo
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paonazzetto. Nel jiiesso: 6236. Terenzio e Menandro poeti comici, doppia erma (F). 6237. Un filosofo con un papiro in mano (F). 6238. Moschione , drammatico , con un papiro in mano (F). 6239. Erodoto e Tucidide, doppia erma (F). A dr.: Fri- gio , in marmo colorato. Busti: 6149. Alessan- dro il Grande. 6153. Demostene. 6156. Archime- de. 6157. Temistocle. 6158. Tolomeo Sotere. 6159. Antistene. 6160 e 61. Euripide. 6162. Anacreon- te. 6165. Sesto Empirico; ed altri busti incogniti. 6121. Sacerdotessa.
Si ritorni a sia. : 6123. Sacerdotessa. 6248, 6249, 6242 e 6244. Figlie di Balbo, i loro capelli erano indorati. 6246. Marco Nonio Balbo il giovane. 6250. Dama romana. 6168. Viciria , moglie di Balbo, molto espressiva, 6167. Marco Nonio Balbo, bella statua. 6231. Cicerone, molto espressivo. 6230. Ri- tenuto per Nerone adolescente.
Voltare a dr. nel
Portico dei Capolavori
Sono qui riunite le migliori sculture ed i ca- polavori di primo ordine, che si possono ritene- re come i tipi della plastica dal V." secolo avanti 1' Era cristiana fino all' epoca di Adriano e dei suoi successori.
Per comodo dei visitatori siamo ohbligati seguire la numerazione in senso inverso.
A sin.: 6035. Torso di Venere, opera originale greca (Ro). 6019. Psiche, torso , scultura greca delle più pregiate per le sue belle forme (C). 6369.Testa supposta di Venere (T). 6034. Torso di Bacco. Nel mezzo: Torso di Marte, antica copia del Marte della Villa Ludovisi a Roma. 6030. Antinoo , bolla statua di stile greco (Ro). 6029. Agrippina Maggiore, sposa di Germanico, è se-
-Go- duta meditabonda, assopita dal dolore del pas- sato , e indifferente dell' avvicinarsi della sua morte; bel lavoro (Eo). A sin. : 6027. Giunone, una delle più belle statue di questa divinità (Ro). 6024. Minerva, statua di stile greco. 6018. Eschine, pregiata scultura greca (E). Nel mezzo : 6022. Fauno che porta Bacco, bel gruppo di stile greco, trovato nell'Agro romano. A sin., ah'.ove: 6025. Bruto il giovane, busto di una rara perfezione (P). 6028. Pompeo il grande (P). 6021. Grande bacino di porfido, con manici a forma di serpe, rinvenuto nelle Terme di Caracalla a Roma. 6023 Omero, busto molto espressivo (E). Nel mezzo: 6020. Ve- nere Callipige, statua di stile greco il più per- fetto, del celebre Prassitele , la forma del corpo è divina; ha subito diverse riparazioni (iaAVAlba- cini , fu rinvenuta nella casa dorata di Nerone a Roma. A dì-. : 6005. Giunone, busto dal viso molto espressivo. 6033. Caracalla. Testa piena di vita rilevante il carattere crudele di questo imperato- re (Ro). Nel mezzo: 6012 a 6015. Tre guerrieri ed un' amazzone morti o feriti, scultura greca della scuola di Pergamo. A sin.: 6011. Doriforo (sol- dato Persiano) stupendo lavoro del PoUclete (E). 6016. Adone (C). 6017. Venere vittoriosa, calpe- sta 1' elmo di Minerva ; belle forme e piena di vita (C). Nel mezzo: 6009. Armodio e 6010. Ari- stogitone, in atto di uccidere il tiranno Ipparco, statue di foi-me atletiche, dai gesti vivi ed ani- mati (Ro). A sin. : 6008. Diana, pregiata scultura (P). 6007. Minerva in atto di combattere (E). 6006. Elettra e Oreste; gruppo di bellissimo stile.
Uscendo di nuovo nel grande vestibolo si passi ad osservare le statue ai laterali della grande scala.
A sin. Urania, statua colossale trovata nel tea- tro di Pompeo a Roma (F). L' Oceano, personi- ficato ; marmo (F). A dr. : Il Nilo, personificato;
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marmo (F). Flora, statua colossale, la testa è mo- derna. Di fronte, nella scalinata : Un leone in mar- mo naturalissimo (F). Due Veneri (F),
Si salga per questa grande scala , prendendo a dr., dopo la prima tesa si passi, per una scaletta a dr., a visitare nel piano ammezzato le sale degU ultimi
AflFreschi di Pompei e Terrecotte
(Quasi sempre chiuso la Domenica).
Probabilmente questi affreschi saranno tolti di qui e traspor- tati al pianterreno.
I. Sala: Affreschi rinvenuti a Pompei. Parete a sin.: 113197. Si vuole il Giudizio di Salomone. 111482. Scene di taverna. 111475. Rapimento di Europa. 111476. Cassandra. 114320. Elena e Pari- de. 114322. Fedra. 111436. Giasone, si presenta a suo zio Pelia ed a sua figlia. 114321. Medea ed i suoi figli. 111437. Venere e Adone. 111479. Apollo, ferisce con le frecce le Niobidi, 112222. Eissa fra Pompeiani e Nocerini nell' Anfiteatro di Pompei a causa di una donna insultata dai primi. A dr.: 112282. Venere che abbraccia Marte, grande afi'resco. 116085. Achille riconosciuto da Ulisse. 111473. Pane, seduto suona il flauto, ed una baccante, affresco dei più perfetti.
Nel mezzo: Grande vetrina con terrecotte.
II. Sala: Altri affreschi di Pompei, rimarche- voli. 120029-30-31. Banchetti {symposium).
III. Sala. Seguitano affreschi.
Sotto il j)0'Ssaggio entrando nella IV Sala con- lenente Terrecotte. Quattro quadri indicanti i no- mi 0 le marche dei fabbricanti di terrecotte a Pompei.
V. Sala : Terrecotte. Vicino la finestra : Un at- tore ed un'attrice (P). Nel mezzo : Filosofo seduto, statuetta in terracotta (P). Negli Armadii: Vasi
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aventi ancora frutta carbonizzate, vasi per olio, vino ecc. Statue, coperchi di tombe etrusche , vasi, gran quantità di lampade, animali, ecc. Le teste, orecchie, mani, piedi, mammelle, ecc. che sono nel II armadio erano degli ex voto dedicati alle Divinità. A dr. : Due grandi statue. Giunone e Giove (Pz). Nella parete dirimpetto: 1041. Bas- sorilievi Volsci, pregiatissimi^ trovati a Velletri. Std davanti della finestra : Gliraria. Specie di vasi per ingrassare i ghiri , animali roditori, di cui si cibavano^ gli antichi.
VI. Sala. È qui riunita ogni specie di terracotta, ornamenti di fontane, bassorilievi , mascheroni, maschere, frutti, statuette di Gladiatori e di Divi- nità, coppe, vasi, lampade, altarini pei Lari, forme per statuette, ecc. Su colonna vicino alla finestra: 417. Statuetta, pregiato lavoro, si vuole Cerere.
Neiriiseire si riprenda la grande scala e si salga a dr. alle sale superiori, ove a sin. entrando si troverà la sala dei
Commestibili di Pompei ed Ercolano
In questa sala adorna di capolavori di pittura del Correggio, liibera, Tiziano, sono riuniti i commestibili ed altri oggetti car- bonizzati trovati negli scavi di Pompei ed Ercolano.
In una vetrina davanti al balcone: Anfora di ve- tro, contenente dell' olio di olivo, ben conserva- to, tal quale si rinvenne negli scavi di Pompei nel 1872. Anfora di terracotta contenente fichi, ciliege ed altre materie carbonizzate; casseruole con della carne carbonizzata, bottiglia con olio condensato, vasi, ecc. il tutto nello stato come si son trovati a Pompei. Nelle vetrine tutto intorno alla sala, a dr.: I. Scomp. Conchiglie. II Scomp. Stoffe, lucignoli. III. Scomp. Eosina, cera vergi- ne. IV. Scomj}. Pezzi di stoffa, seta e filo, bru- ciati. 107. Borsa di tela bruciata, con tre monete di Vespasiano. V. e VI. Scomp. Turaccioli, spu-
— 68 — gne, aghi di bronzo, matassa di filo, dello spago e delle corde.
Continuando dopo il balcone : VII. Scomp. Pez- zi di talco. Vili. Scomp. Eesina e zolfo. IX. Scomp. Ossicini di polli, uova. X /Scomp. Mandorle, uva, prugna, ciliege, nocciuole, ecc. XI. Scomp. Noci, pinocchi, pera e fichi. XII. Scomp. Canape, grano, ecc. XIII a XV. Scomp. Quattordici pani ben conservati nella loro forma primitiva come rinvenuti.
In una vetrina: a sin. Pezzo di tela d' amianto, trovata in un' urna cineraria degli Abruzzi. Que- sta tela incombustibile serviva per conservare le ceneri del cadavere , dopo che era stato consu- mato dal fuoco.
Provvisoriamente sono qui allogati alcuni capo- lavori di pittura facenti parte della Pinacoteca, fra i quali sono da notarsi. A dr.: 12. Andrea del Sarto. Ritratto di Clemente Vili, tavola. 11. Raf- faello. Ritratto del cav. Tibaldeo, tavola id. 22. Pa- pa Leone X ed i cardinali L. de Rossi e G. dei Medici tavola, id. 22. La Sacra Famiglia. A sin. 13. Lo Spagnoletto S. Girolamo spaventato dal suono della tromba. 10. Venusti. Il giudizio uni- versale copia del grande affresco del Buonarroti, nella cappella Sistina a Roma.
Uscendo si entri nella sala a sin. e si passi a iir. nelle
Sale dei Papiri
Nel gennaio del 1753 negli scavi d'Ercolano si rinvennero in una casa varii armadi!, sopra dei quali erano busti in bronzo d'Ermarco, Epicuro, Demostene e Zenone, dentro vi si rinvennero più di 3000 rolli carbonizzati, di cui se ne conservano 1800 (credendoli dapprima carboni si distrussero gli altri). Vi erano puro dei calamai , stiletti e
— 69 - cannucce per scrivere. Gli antichi scrivevano sulle cortecce d'albero, Cyperus Papyraceus, tagliate per lungo in forma di tessuto, e congiunte insieme col succo della stessa pianta, passandole sotto il cilindro. Dopo molti tentativi fatti inutilmente per svolgere questa specie di pezzi di carbone, il Padre Antonio Piaggi, uomo dedito alle lettere, pervenne a svolgerli mediante l'invenzione da lui fatta della macchina che vedesi nelle vetrine in questa sala. La maggior parte di essi sono stati svolti; parecchi sono del Filodema, sulla miisica, la vita ed i costumi, la religione e la morte, itJ^ji- curo de Natura, ecc., che sono stati pubblicati in diversi volumi in folio.
Uscendo si passi a dr. nella Pinacoteca, i quadri sono clas- sificati per scuola; per la loro spiegazione si potrà far uso del- l' elenco stampato che trovasi all' ingresso di ciascuna sala. Ci- teremo soltanto qualche quadro notevole.
Pinacoteca
(Galleria dei quadri)
I. Sala: Bozze del Carocci eseguite per gli af- freschi della volta della chiesa di Parma.
II. Sala: 9. Fabrizio Santafede, La Vergine, il Bambino Gesù , S. Girolamo e S. Pietro da Pisa.
III. Sala: Scuola romana. 8. Cav. d^Arpino, S, Michele precipita Satana nell'abisso, tavola^ 5. Claudio Lorain, Marina al tramonto del sole. 9. Sasso/errato, Sacra famiglia. 12. Scuola di Raf- faello, Ritratto di donna. 15. O. Spagna, Sacra Famiglia, tavola. 27. Sassoferrato, Adoi-azione dei Pastori. 47. G. Pannini,Ga,vìo III. Borbone in piaz- za S. Pietro a Roma. 53. Q. Pannini, Carlo III. vi- sita Benedetto XIV al Vaticano.
IV. Sala: Scuole: Parmense e Genovese.
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2. B. Strozzi, Ritratto d'un religioso. 16. Schidio- ne, La Carità.
V. Sala : Scuole: Lombarda e Parmense. 7. Schidone, Gesù fra due ebrei, tavola. 17. Cesa- re da Sesto, Adorazione dei Re Magi. 32, 33, 34, 35, 37, 38, 39 e 40. Schidone, Soggetti religiosi e ritratti.
VI. Sala. Scuola Veneziana. 1. L. Vivarini, La Madonna, il Bambino Gesù e due religiosi. 9. Sebastiano del Piombo, Testa d'un giovane, arde- sia. 13, 17, 22, 25, 29, 45, 47, 51, 55, 59, 62. Ca- naletto, Vedute di Venezia. 35. Tintorelto, La Ma- donna. 46. A. Montegna, S. Eufemia.
Si ritorni alla grande scala, nell' uscirò si discenda la prima tesa e si salga la scala dirimpetto, all'estremità della quale avvi l'ingresso alla Biblioteca, che chiusa si discenderà dal lato op- posto, e si salirà la scala di fronte per visitare i Vetri Pom- peiani nella prima sala a dritta.
Biblioteca Nazionale
L' accesso è dal portone a dr. che segue 1' entrata principale del Museo.
Fondata da Paolo III Farnese ed aggregatovi in seguito i libri dei Gesuiti nella loro prima sop- pressione , e la celebre biblioteca del Parassio. Nella grandiosa sala d'entrata che può contenere 100;000 volumi 800 lettori vi i^ossono prender po- sto. Essa é una delle più grandi d'Europa, di cui, il pavimento fu rifatto splendidamente in marmo nel 1887, avvi una meridiana solare, fatta esegui- re dall'astronomo Caselli, ed un' eco, molto mar- cata. A questa grande sala ne fan seguito 14 altre, tutte destinato ai libri; qui sono due grandi globi del Coronelli, le sale di lettura sono dalla parte opposta e vi si accede per un' altra scala. Con- tiene circa 300,000 volumi fra i quali 6000 ma- noscritti e i)regiatissimi autografi del Tasso, di
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S. Tommaso d'Aquino, di G. B. Vico ecc. È for- nita di libri in ogni branca dello scibile umano ed in ogni lingua, vi sono collezioni importantis- sime, e tra queste qviella della Bibbia che comincia dalla Magontina (14fi2) di cui si conserva un esem- plare in pergamena, possiede la pregiata Bibbia in pergamena (XIII°s.), conosciuta sotto il nome di Bibbia Alfonsina, perchè Alfonso I d'Aragona la commentò di propria mano e la donò al monastero di Monteoliveto. Unica è la collezione delle opere ed opuscoli sul Vesuvio e vulcani in genere, come pure quella dei testi di lingua italiana citati dal- l'Accademia della Crusca e l'altra degli Statuti, che ne comprende oltre un migliaio, sia di ordini re- ligiosi, confraternite, municipii, ecc. Importanti sono le raccolte degli Aldini, dei Bodoni, degli Stefani, degli Elzeviri, ecc. e le belle legature dal XV° s, in poi; avvi la II* parte delle lettere di S. Gi- rolamo (VIP s.), in folio a lettere cubitali, Esopo in latino ed in italiano con incisioni su legno stam- pato da Eeissinger ( 1485 ), l'Istoria naturale di Plinio, preziosissima per la calligrafia, nonché per le varianti, un Uffizio divino, conosciuto col nome di Flora, con miniature rappresentanti varie specie di fiori, frutta ed insetti, un Breviario in 4° detto di Paolo III, ornato di pitture, un commentario inedito su Dante, di Francesco de Buti ; Scritti d'Egidio da Viterbo , di Leonardo da Vinci , di Fabio Giordano, di Pietro Ligorio, di Giambattista Vico, di Gravina, ecc.
Vetri Pompeiani.
Son qui raccolti quasi tutti i vetri rinvenuti a Pompei ed Ercolano, bottiglie, vetri da finestre, tazze, graziosi vasi, lacrimatorii, piatti, ecc. ecc. Vetrina nel mezzo : Qui sono riuniti i più bei
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vasi di vetro colorato, casseruole, tazze, anfore, coppe, ecc. Sopra. Patera di vetro azzurro , con nel mezzo una bella maschera di Sileno in smalto bianco. Sotto. Piatto di vetro, raro per la miscela d' oro e di lapislazzuli di cui si compone. Vici- no la finestra su colonna, sotto campana di cristallo. 13521. Anfora di vetro azzurro, trovata piena di cenere nella Via dei Sepolcri a Pompei, prezioso oggetto d'arte, con bassorilievo di smalto bianco, rappresentante i Genii della vendemmia. Nelle ve- trine tutte intorno. Raccolta di vasi lacrimatorii, ampolline, bicchieri, piatti, collane, ecc.
Uscendo passare dirimpetto a visitare la
Collezione delle Medaglie e delle Monete
(Chiusa la Domenica) I pavimenti sono di Ercolano e Pompei.
E questa la più ricca fra le collezioni che si conoscono, si compone di oltre 80000 pezzi, fra monete Arabe, Cufiche, Giudaiche, Puniche, ecc. i:)rovenienti la massima parte dalla Casa Farnese, aumentata dalle collezioni del Poli, del marchese Arditijdel barone Genova e diTuzii, di Pompei, ecc. Sono classificate in vasti Armadii. / Sala. Mo- nete greche, II e III Sala. Komane, IV Sa- la, del Medio-evo e moderne. Ultima Sala. Punzoni dell'antica Zecca di Napoli ed una bi- blioteca numismatica. Il Senatore Fiorelli ha pub- blicato un catalogo di queste collezioni.
Uscendo si entri nella sala dirimpetto a dr.
- 73 - Collezione Pornografica
(Chiusa la domenica) E iJroibito l'ingresso alle donne ed agli adolescenti.
Il pavimento di questa sala in mosaico di Pompei presenta dei soggetti di licenza pagana.
Nel mezzo. 27874. Tripode in bronzo , i piedi sono formati da tre giovani Satiri nell' atto di allontanare i profani non iniziati ai misteri. (Casa di Giulia Felice, Pompei) 27710. Sarcofago in marmo, con bassorilievi: Bacco sostenuto da due Fauni ed altri personaggi. 27709. Satiro e Capra, gruppo in marmo, molto espressivo, ma il sogget- to è poco gradevole (E). 27720. Statuetta in bronzo di un uomo gracile sopra un' Erma. Nella vetrina. Bronzi, figure grottesche. Nani dansanti, Cai'ica- ture. Erme di Priapo, Lampade, Amuleti in avo- rio. Vasi ecc. A sin. Pitture a fresco. 27G83: La Vittoria che incorona un'asino che ha conquistato un leone. 27692. Bacco e Arianna (P). 27687. Gala- tea e PoLiFEMo. (P.) 27700. Satiro e ermafrodita, la più bella pittura per correzione di disegno. (E). 27701. Pane e Olimpo, (E.) 27695. Leda ed il Cigno. A dr. della porta. Mosaico. 27707. Due figure se- dute. 27708. Apollo e Dafne, il Dio della musi- ca, sotto la figura di un satiro, perseguita la nin- fa Dafne, che al suo avvicinarsi si trasforma in lauro (Collezione Noja) 27712. Il Dio Pane a ca- vallo un mulo, bassorilievo in marmo. 27875. Sa- tiro scoprendo un'Ermafrodita (P).
Nell'uscire si passi a dr. dirimpetto a visitare le altre sale della
Pinacoteca.
(Galleria di quadri)
I. Sala. Scuola Bolognese. A dr. 3. Jl. Ca- racci. Il Bambino , la Madonna e S. Francesco d'Assisi, dalla parte opposta. l'Annunziazione. (Aga- ta orientale). 7. Guido Beni. Il sonno di Gesù Bambino. 24. Guercino. S. Girolamo. 38. F. Roma- nelli. Sibilla. 44. G. Beni. La Vanità e la Mode- stia. 55. A. Caracci. Einaldo ed Armida. 69. Mi- chelangelo da Caravaggio. Giuditta ed Oloferne.
Nel mezzo della sala. Gruppo in bronzo del ra- pimento di una Sabina, del Gian Bologna.
II. Sala. Scuola Toscana. 1. Lavinia Fontana. La Samaritana. 6. A. Allori detto il Bronzino. La Sacra Famiglia (tavola). 8. G. Vasari. Gesù Bam- bino al tempio. 31. Matteo da Siena. Strage degli Innocenti. 34. Gentile da Fabriano. Papa Liberio che fonda S." Maria Maggiore ad Nives a Roma (tavola).
Nel mezzo della Sala. Tabernacolo ottagonale in bronzo con bassorilievi rapf)resentanti la Passione di N. S., di Jacopo Ciciliani (Roma).
III. Sala. Scuola Napoletana del XIV" XV" e XVP s. 7. Zingaro. La Madonna con Santi. 11. G. B. Lama. Madonna. 32. Simone Papa. S. Giro- lamo e S. Giacomo. Camera a dr. nella stessa sala. Bizantini e Toscani antichi. Tutti soggetti religiosi, con grandi restauri. Altra camera a dr. Scuola Napoletana del XIII" e XIV" s.
IV. Grande Sala. Scuola Napoletana del XVP, XVII» e XVIIP s. 1. Micco Spadaro. La Rivoluzione di Masaniello nel 1647, contro il do- minio spagnuolo, nella piazza del Mercato in Na- poli. Vi si scorge Masaniello a cavallo con un cro- cifisso in mano, che eccita il popolo alla rlvol-
— Tò- ta. Nel mezzo veggonsi le teste dei nobili deca- pitati. 4. Lo stesso. La piazza del Mercatello, oggi Piazza Dante durante la peste del 1656. 8. Scipio- ne Compagno. La piazza del Mercato in Napoli. L'entrata di Don Giovanni d'Austria accompagnato dal cardinal Filoviarini e da altri dignitario 9. Stan- zioni. S. Bruno. 22. Luca Giordano. Semiramide alla difesa di Babilonia. 28. Lo stesso. Battaglia delle Ammazzoni. 59. Salvator Rosa. Una parabola di S. Matteo. 64. Spagnoletto. S. Bruno (rame). 72. Micco Spadaro. Ritratto di Masaniello. 75. Luca Gior- dano. Papa Alessandro II, che consacra la chiesa di Montecassino. 80. Micco Spadaro. I monaci della certosa di S. Martino durante la peste del 1656. 101. C. Copinola. La piazza del Mercato in Napoli al tempo della peste del 1656.
Nel mezzo. Grande e bell'Armadio in noce, tolto dalla Sacrestia di S. Agostino degli Scalzi, lavoro di un monaco laico del 1600, rappresen- tante in rilievo la vita di S. Agostino. In questo armadio sono riuniti gli oggetti dei Medio-evo, provenienti la maggior parte dal Palazzo Farnese. Si passi dalla parte del balcone, I Sconip. Avorio. QuaWi'o statuette e due Crocefissi. Bassorilievo di forma cilindrica : Combattimento di cavalleria. // Scomp. 10030 La Natività del Redentore, basso- rilievo finissimo. Pezzi di cristallo di rocca. Ili Sconi]}. 10072. Martirio di S. Sebastiano. IV Scomp. 10108. Trittico del Museo Borgia, il Redentore, la Madonna e S. Giovanni, 10109. Cassetta d'e- bano. V Scovip. Diana cacciatrice statuetta d'ar- gento dorato, che dandovi corda cammina, 10133. Nettuno ed il Delfino. VI Scomp. 10187. Spada di Alessandro Farnese, 10188. Pugnale dello stesso. VII Scomp. 10204. Cassetta d'ambra intarsiata di marmo. Vili Scomp. 10205. Carlo III collo scettro nella mano destra, statuetta di argento massiccio — Bacino di sardonica orientale, incastrato di pietre
- 76 — preziose. 10226. Gran piatto ovale di diaspro san- guigno, coltello, tazze, tabacchiere e scatoline in cristallo di rocca, due ritratti in miniatura, due mosaici di Firenze, Rinaldo ed Armida, medaglio- ne; ritratto di una principessa Farnese, in minia- tura. IX Scomp. 10239. Gesù alla colonna, bel lavoro in avorio. Due miniature con uccelli.
X Scomp. 10281. Il ratto d'Europa , bassorilievo in avorio; piatto in pezzi di cristallo di rocca.
XI Scom}). Messale con ricchi finimenti in oro,
XII Scomp. Il Cristianesimo, bassorilievo in avorio di forma piramidale. Vedesi nella parte superiore il Bambino , nella parte inferiore dei Santi ed agnelli. Due calici. XIII Scom^). Grande piatto di avorio con bassorilievo rappresentante le princi- pali metamorfosi d' Ovidio.
In un altro Armadio vi è una bella collezione di piatti che appartennero al Cardinale Farnese, decorati del giglio di questa famiglia. Vi sono anche delle belle maioliche degli Abruzzi e di Urbino con figure ed ornati. Bellissimo fra gli altri un piatto con dipinto rappresentante la Stra- ge degli Innocenti.
Presso al balcone su piedistallo 19507. Cassetta Farnese di argento dorato, si vuole, opera del cele- bre Benvenuto Celliui. Stupendo lavoro in forma di tempio, con ai quattro angoli le statue di Mi- nerva, Marte. Venere e Bacco. Su i due grandi lati una Cariatide che sostiene gli stemmi di casa Farnese. Sei incisioni in cristallo di rocca d' un lavoro sorprendente ornano gli altri lati, di Ber- ìtardi di Castel Bolognese. A dr. Combattimento fra Greci ed Amazzoni, a sin. Combattimento fra Centauri e Lapiti. Dalla parte ojyj^osta, Caccia di Meleagro e Trionfo di Bacco, ai laterali. Giuochi d'equitazione; combattimento navale dei Greci contro i Persiani. Il coverchio rappresenta: Ei- cole che strangola i serpenti. Apoteosi d'Ercole
- 77 - svil monte Oeta. Statuetta d'Ercole seduto coi tre pomi dell'Esperidi. Sotto il coverchio. Katto di Pro- serpina. NeW interno. Alessandro il Grande cir- condato dai suoi capitani , uno schiavo gli pre- senta una cassetta, parte del bottino rapito ai Persiani, ed egli ordina di racchiudervi le opere d'Omero.
10782. Mercurio in bronzo del Gian Bologna , copia. Farnese.
10516. Dante. Testa in bronzo di bellissima esecuzione. Farnese.
V. Sala. Miscellanea. Breughel , il vecchio. La parabola dei ciechi. 44. Q. Van Eyck, S. Gi- rolamo. 86653. Mosò sul monte Sinai, cartone di Raffaello. Scuola di Seviglia, Copia dei Bevitori di Velasquez da Madrid. 86687. Tre guerrieri. E- pisodio della Battaglia di Pisa. Cartone di Mi- chelangelo.
VI. Sala. Scuole Fiamminga e Olan- dese. Imitazione di Remhrandt. Ritratto di vec- chio. 3. Wouwerman. Cavallo. 4. Teniers il gio- vane. Suonatore di violino, rame. 12. A. Van-Dyck. Ritratto. 16. Rubens. Testa di vecchio. 21, 22, 23. Grundmann. Mercato di uova. Bottega di rigat- tiere. Il ciarlatano, rame. 61. Ritratti in minia- tura dei Farnese. 84. Fijt. Grande tavola con cac- cia. 93, 94, 95. Grundmann. Il limatore di seghe. Il Calzolaio. La Filatrice, rame.
Si passi in continuazione a sin. dell' ultima sala ai
Piccoli Bronzi.
Collezione unica e la più importante del Mu- seo, contenente circa 13000 oggetti di Pompei ed Ercolano. Vi si osserva in due grandi sale tuttociò che riguardava la vita pubblica di quei tempi.
I. Sala. Ntl mezzo su tavola. Cucina economica
- 78 - o braciere per riscaldare l'acqua a forma di una fortezza merlata — Bisellio o sedia dei proconso- li — Bagni in bronzo —Bracieri — Lampadari — Fornello — Bancbi — Triclinio — Tavolini — Casse in ferro — Ceppo o ferro pei condannati trovato nel quartiere dei soldati a Pompei, insieme agli scheletri degli infelici condannati — Fonte lu- strale ecc. In due vetrine nel mezzo. 72995. Tri- pode di stile greco , pei sacrifizi!, di un lavoro perfetto, rinvenuto in Ercolano. Comunemente ed erroneamente dicesi del tempio d'Iside a Pompei. 73000. Superbo candelabro con quattro lampade (Casa di Diomede a Pompei).
Tutto intorno. A sin. Armadio I. Vasi a forma di cesta ovale con manichi elastici. Ar. II. Diverse forme di sedili per giardino. Ar. III. Secchie. Ar. IV. Olearii. Ar. V. Vasi ad uso domestico e per libazioni. Ar. VI. Lattiere e vasi per libazioni. Ar. VII al XIII. Gran quantità di vasi per li- quidi. Ar. XIV JJrne cinerarie di piombo, Ar. XV, e XVI Oggetti per fontane e grondaie. Ar. XVII Strigili con cui pria del bagno si toglieva il su- dore o il sudiciume dalla pelle. Ar. XVIII a XXI. Ornamenti di porte, cardini, chiodi, serrature, cor- renti, ecc. Ar. XXVII e XXVIII. Strumenti agra- ri! e artigianeschi in ferro, zappe, vanghe, tena- glie, ecc. Armadii seguenti. Lanterne, lampade e candelabri. Presso i due balconi. 72152-53. Duk se- die coRULi, di cui una in bronzo dorato fErc). NeÀ quattro tavolini presso i balconi. Gran numero di manici di vasi e di porto — Piedi di tavole — Orna- menti di porto e mobili — Maniglie e battenti.
II. Sala. Nel mezzo. Modello in sughero della città di Pompei, bel lavoro di un' esattezza ma- tematica alla scala dell'I "/„.
A sin. entrando Ar. XXXII a XXXV. Casseruo- le, qualcheduna inargentata. Ar. XXXV a XLIII Patere, Conche di ogni dimensione, Casseruole a
- 79 — lungo manico, ecc. Ar.XLIV-V, Vasi a fornelli, ^r. XLVI. Tripodi mobili, are aruspicali, lettere in bronzo, ecc. Aì\ XLVII a XLIX. Bilance, pesi e misure, fra le misure pei liquidi; notevole il Con- cio (74599) trovato nelle paludi Pontine con iscri- zione latina che dice: " Sotto il sesto Consolato del- l' Imperatore Vespasiano, e sotto il quarto di Tito Cesare Augusto suo figlio, questa misura fu verifi- cata nel Campidoglio „.
Presso il modello di Pompei. Tre letti intar- siati in argento, trovati nel 1868 nella casa di C. Vibio, la parte in legno rosso è fatta ad imita- zione degli avanzi trovati.
Ar. L e seguenti. Pignatte, pentole e caldaie.
Presso il balcone. Tavolino a vetrina. LXI Com- passi, archipenzoli, piedi romani, ami da pesca. Tav. LXII. Istrumenti di Musica. Tav. LXIII-LXIIl''^^ Oggetti da toletta e tessere da Teatro. Tav. LIV. Armadio con bellissimi colatoi. Tar. LXV a LXVII. Strumenti di chirurgia. Tav. LXVII^^^ Oggetti di avorio, statuette, testine, ecc. Armadio nelV an- golo. Calamai, penne, armille in bronzo , specchi metallici, ecc. Finimenti da cavallo, briglie , ca- pezzoni, ecc. Ultimi Armadii. Arnesi da cucina.
Neil' ultima Sala, decorata alla Pompeiana, con pavimento di mosaico trovato a Capri, vi sono gli oggetti preziosi.
Gemme, Oro e Argento.
Vetrina di iirospetto nel centro. Bei vasi a for- ma di calice per sacrifizii. Tre Tripodi o are con cesellature e festoni ammirevoli (Roma).
Presso il balcone. Tazza Farnese , di sardonico orientale, si vuole trovata a Homa nella tomba di Adriano. Questo monumento unico nel suo ge- nere e pel merito del lavoro, d' un valore inesti- mabile, è il più bello ed il più grande cammeo che
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si conosca, e che presenta delle figure da ciascun lato. Una magnifica testa di Medusa è scolpita nel lato esterno, ed otto figure in rilievo nell'in- terno, che il valente artista ha saputo trarre dallo strato bianco della pietra. Secondo l'opinione del cav. Quaranta (la più accreditata) vi si ricono- sce: Tolomeo Filadelfo che consacra la festa della messe, istituita da Alessandro il Grande, dopo la conquista dell' Egitto.
Oggetti d'oro. Vetrine I a III. Dirimpetto a dr. Anella, braccialetti, collane , orecchini, boc- cette per tolette. Vetr. IV. Grande quantità di collane, anella, pendenti e braccialetti. Due pal- line legate ad un filo circolare , per sospenderle al collo, distintivo che era accordato ai soli pa- trizi!. (E.) Vet. V e VI. Anelli ed orecchini. Vetr: VII. Grande lampada votiva in oro. del peso di 800 gr., con belle cesellature (P.) Toro e Capriolo, in oro massiccio. Un paio di pendenti di grandezza straordinaria, trovati in una tomba a Taranto.
Ultima vetrina, nell'angolo.
Oggetti d'argento. Vasi da cucina, cucchiai. Me- daglione: Diana ed Apollo, ben conservato , con magnifici bassorilievi, (E). La morte di Cleopa- tra, placca circolare. Vaso a forma di mortaio , con bassorilievo rappresentante l'apoteosi d'Ome- ro (E).
Nel mezzo. Magnifica colleziono di Cammei e pietre incise provenienti la massima parte da casa Farnese e qualcheduno da Pompei ed Ercolano, rappresentanti Veneri , Ntreidi, Bac- canti, teste d' Imperatori, Satiri, Omero, Giove, Vestali, ec. Ci è impossibile darne una particolareggiata descrizione in questa piccola guida, non pertanto no notiamo qualcheduno.
Cominciare dal lato della Tazza Farnese.
Cammei. Tauo^a 7. N. 25833 a 25899. / Camp. Infila: 5. Nettuno e V&U&de, niccolo, liì. Giove, niccolo. 25. Omero, sardonico. 4» fila: 48. Fauno e Bacco, ?uc- colo. 55. Venere e Cupido, niccolo orient. II Comp. 25900 a 26042. 1» fila: 77. Demostene , sardonico.
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86. Ercole che stra^ngola il serpente, niccolo. 2^ fila: 99. Tiberio, lapislazzuli. 3"- fila: 134. Leda con Giove trasfoimato in cigno , niccolo. 154. Ganimede e l'Aquila, niccolo. 5'^ fila: 171. Demostene, niccolo. Pietre incise. Tavola IL 26043 a 26209. I Comp. l'^fila:209.Ajeice e Cassandra, co?-nio^«. 2'' /Za: Diana cacciatrice, amatista. S<^ fila: 254. Perseo e Medusa corniola, é'^ fila: 276. Giulio Cesare, corniola, b'^ fila'. 287. Cleopatra, corniola. II Coìnp. 26210 a 26389. 2"- fila: 390. Sacrifizio, gruppo di 18 figure , cor- niola. 3* fila: 419. Livia e Tiberio, corniola.
Al ritorno si passi a (Ir. per la 2» sala dei quadri nelle sale dei
Vasi Italo-Greci.
Dei vasi di questa preziosa raccolta , ci limitiamo ad indi- care i più interessanti, sala per sala, come ora trovansi piaz- zati, sperando che non vengano rimossi, come spesso suol fare la Direziono del Museo, cambiando anche la numerazione.
Questa raccolta comprende 3600 vasi , quasi tutti dipinti con figure e soggetti, che ci rivelano la storia e la religione di tempi remotissimi (700 a 200 anni av. C. ). Gli antichi destinavano tali vasi a decorare le loro tombe ove furono per lo più rinvenuti, e talvolta erano dati in premio al vincitore, come nei giuochi panatenaici.
I Sala: Nei primi due armadi a sin. vi sono i vasi dell'epoca più remota in terra nera non ar- tificialmente colorata e quelli detti buccheri. Ne- gli armadi seguenti vi sono i vasi indigeni di prima fabbricazione, con semplici ornati (700 an- ni av. C).
Su colonne: 2149. Anfora: Elettra in un monu- mento funebre: ai lati: Oreste e Pilade. 2734. An- fora: Cassandra rifugiantesi nel tempio di Mi- nerva e Ajace che cerca trarnela fuori. 2732. An- fora: Automedonte su carro al quale è attaccato il corpo di Ettore.
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- 82 - II Sala: Il pavimento apparteneva alla casa di Diomede a Pompei. Vasi di Cuma. , di S. Agata DEI Goti, d'Abelle, ecc. Su colonne a dr.: 2079. An- fora: Tereo a cavallo, più basso: Progne e Filo- mele su due carri. 2735. Vaso a mascheroni: Per- seo mostra la testa di Medusa a Minerva. 1759. Anfora: Dedalo e Icaro; più basso : Proteo tra- sformato in mostro marino, dal lato opposto : Me- dea trasformatasi in Pegaso. 2731. Vaso a masche- roni: Enomao presso un altare ed un giovane che si prepara al sacrifizio. In due quadrighe l'una con Mirtilo, l'altra con Pelope e Ippodamia. 1764. An- fora: Licurgo con la scure s' avventa ad una don- na e Driante che cerca rattenei'e il padre, mentre una delle Furie eccita Licurgo. 1763. Anfora: Gio- ve trasformato in toro che rapisce Europa. 1765. Anfora: Medea su un carro tirato da serpenti, al suolo giacciono i suoi trucidati figliuoli ; è se- guita da Ip23olita a cavallo , e da Giasone , dal Iato opposto: Ippolita che combatte con Teseo. 1762. Anfora: Bacco ed Arianna su carro tirato da due pantere. Satiri e baccanti chiudono que- sta composizione, dal lato opposto: Borea che vuol rapire Oiitia. 2077. Vaso a incensiere: Andromeda e più basso : una donna legata fra due alberi, a sÌ7t.: Gassiope seduta , in giro: Perseo che afferra il dragone alato. Su tripode: 1204. Anfora: Il vaso di Patroclo. Pira su cui vedonsi le armi di Pa- troclo, a sin.: Achille in atto di sacrificare uno dei prigionieri greci, mentre altri quattro con le mani legate attendono la stessa sorte, a dr.: A- gamennone che fa una libazione sulla pira. In ultimo vedesi Automedonte che trascina, legato ad una quadriga il cadavere di Ettore. Su tripo- de: 1205. Anfora: I funerali di Archemoro, su di 1171 letto: il giovinetto Archemoro coronato da una donna od altra Io copre con l' ombrella , a dr.: Pedagogo che si prepara a cantargli la fu-
— 83 - nebre nenia, jjim sopra : Edicola sepolcrale con Amfiarao, Euridice e Issipide, tutto intorno, vari personaggi, dal lato opposto : Il giardino delle Esperidi , Atlante che sostiene la volta celeste , Fosforo a cavallo e l'Aurora su biga.
III. Sala: Pavimento in mosaico di Pompei. Vasi DELLA Lucania, di Pesto e Lucania Anzi. Su colonne: 2076. Vaso a incensiere. Elena seduta sul letto ed altra donna, a dr. Paride ed altri personaggi, dal lato ojjposto: Bacco ed Arianna sul letto, ed altri personaggi. 1929. Vaso a 4 manichi: Ercole, a sin.: Apollo, a dr.: Minerva, dal lato opposto: co- lonna funebre. 1757. Vaso a mascheroni: Trittole- mo su carro tirato da serpenti, a sin.: Cerere, Mer- curio Nomios, a dr.: Pane e tre donne, più sopra: Amimene, Danaide, Nettuno. 2064. Vaso a 4 ma- nichi: Ercole con la Vittoria. 2078. Vaso a incensie- re: Niobe in edicola funebre, disopra: Giove, Mer- curio, Apollo, Diana e Latona loro madre. 2081. Anfora: 11 vaso di Oreste, Oreste che cerca rifu- gio presso 1' Omfalo di Apollo, a dr : Diana ed A- pollo che scaccia una Furia, dal lato opposto: Bac- co seduto fra Arianna e Amore. 1987. Anfora: Gia- sone alla conquista del Vello d'Oro. 20(59. Anfora : Cadmo che inveisce contro il dragone sacro a Mar- te, vi si legge il nome dell'artista Asteas. Su tripo- de: 1477. Vaso colossale: La reggia di Plutone e Proserpina. Composizione di 22 j^ersonaggi , più basso: Ercole che tiene incatenato il Cerbero sul fiume Lete. 1478. Vaso colossale, il più grande della collezione , ove sono disegnati 69 perso- naggi e 35 cavalli in vari ordini di figure, rap- presentanti un combattimento tra Amazzoni e Greci.
IV. Sala: Il pavimento in mosaico, rappresen- tante Nettuno , è di Pompei. Vasi di Apulia. Su colonne a dr.: 2113. Anfora: Apollo sul letto che suona la cetra: a dr. Latona, jjìù sopra : Venere
- 84 - sul carro tirato da due amorini. 2117. Anfora: Ai"- teniis vicino ad un labrum e quadriga con cop- pia di un uomo e donna preceduta da Mer- curio, più basso, Apollo, Pane e Amore. 2119 e 2194. Anfox'a: Guerriero in un edicola funebre. 1942. Anfora: Apollo coronato seguito da donna. 1753. Anfora : Laio e Crisippo in una quadi-iga. Poi il vecchio Pedagogo, Venere e Amore, dal lato opposto: Bacco e Arianna, un Pane e un Satiro. 219(5. Anfora: Guerriero presso il suo cavallo in un edicola. 1758. Su tripode: Vaso colossale, detto di Dario, con 60 fig., interessantissimo ed uno dei più belli; il soggetto principale è : Dai'io che medita la conquista della Grecia. Vedesi il re di Persia, se- duto in trono che ascolta attentamente il discorso d' un alto personaggio , più basso : Figure che si vogliono allegoriche alle province della Persia, nel mezzo: Il Tesoriere seduto davanti un tavolo, sul quale veggonsi delle monete d'oro, percepisce i contributi : lato opposto: Bellerofonte sul Pe- gaso trasportato in aria (Canosa).
V. Sala: Pavimento a mosaico trovato a Sta- bia. Vasi m Apulia. Su colonne: A dr. 1754. An- fora. Bacco ed Arianna in un carro tirato da pan- tere. Su altro ordine: Giove seduto, una donna e un Satiro. 2230. Idria. Il giudizio di Paride. 1756. Anfora: Mercurio e Paride. 2120. Anfora: Guer- riero in un edicola funebre. 1755. Anfora: Am- fiarao e Licurgo fra due guerrieri ed Euridice seduta , vicino vedesi Issipile. Su tripode: 2073. Anfora: Vaso colossale con 54 personaggi e 33 animali ; in 5 ordini. Athena è presso un guer- riero ed Ercole che depone una corona sull' al- tare, in altro ordine: Apollo seduto, e più soprai Cei'ere, Giove, Ercole ed altri personaggi, dal lato opposto: Giove assiso, Cerere, Athena in una qua- driga, Marte, Ercole ed altri personaggi.
VI. Sala: Pavimento di Pompei. Vasi ukll'ak-
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TiCA Ctrecia. In un armadio presso il halcone: 1209. Idria (Vaso bruciato). Questo vaso detto dei sal- tibanchi è uno dei più preziosi della collezione: Rappi-esenta giuochi ginnastici. 1480. Sotto cam- pana di cristallo: Anfora a tre manichi , il più bello ed il più pregiato vaso di Nola; si trovò conservato in una olla che si vede a terra (2719) in un cimitero romano contenente delle ceneri, de- gli ossami e cinque vasi d' alabastro per odori, con una bella sardonica. In 19 figure, rappresenta la catastrofe che rovesciò in una notte l'impero di Priamo. Vedesi Enea che porta sulle spalle il padre Anchise, e per la mano il piccolo Ascanio; Ecuba seduta, Polissena , Diomede ed altri per- sonaggi, allusivi all' ultimo giorno di Troia. Vi si legge in greco Callo s , (bello). E stato ceduto al Museo dal Marchese Vivenzio per L. 40.000. 1485. Vaso a olla bellissimo, rappresentante un sacrifizio a Bacco, o la festa Neonia che celebra- vasi in Grecia in onore di questo Dio.
VII. Sala: Vasi della Grande Epoca. Su colonne presso la porta a dr. ed a sin.: 2189 e 2191. Due anfore con edicole funebri, ed in esse guerrieri che onorano la memoria del defunto. Su colonna nel mezzo: 1483. Anfora rappresentante la batta- glia dei Greci contro le Amazzoni. Vaso unico per la grandezza delle figure che sorpassano quella di ogni altro vaso e per la purezza del disegno. 1482. Vaso con manichi a voluta: Meleagro alla caccia del cinghiale. Sotto campana di cristallo: 120(5-7-8. Tre balsamari con figure a rilievo e con tracce di doratura. E da osservarsi il più grande di questi tre vasetti rappresentante in rilievo il satiro Marsia' legato ad una colonna per essere decorticato vivo per aver sfidato Apollo nella musica. 1484. Vaso con manichi a voluta: Le nozze di Bacco e Arianna. Essi sono circondati da sa-
— 86 — tiri e baccanti alcuni danzando, altri suonando la doppia tibia.
Negli armadi si vedono dei vasi Attici alcuni con figure nere su fondo rosso della più bella epoca dell' arte.
Ritornando per queste medesime sale, prima d'uscirne si passi a visitare a dr. la
Collezione Santangelo.
(Chiusa la domenica)
Cosi detta , perchè apparteneva alla famiglia del Marchese Santangelo, che la cedette al Municipio di Napoli per215mila lire, e fu depositata nel Museo per renderla di utilità pubblica, essendo preziosissima. 1 pavimenti in mosaico e marmo sono di Pompei.
I. Sala: Collezione di vasi Italo- greci, pregia- tissima, proveniente la maggior parte dalle Pu- glie, dalla Lucania, dalla Campania, dalla regione deiBruzii, dall'Etruria, ecc.; decorati con soggetti interessantissimi per 1' archeologia. Bella o cu- riosa è la collezione dei vasi da bere in forma di corno (rython), piazzati in uno armadio presso il balcone; rappresentanti teste d'uomini, animali e soggetti bizzarri.
II. Sala. A dr.: Terre-ootte. Lampade, Vasi per bere, Piedi votivi, Idoli, Vetri, Vasi, Lacrimatorii. A sin.: Idoli in bi'onzo, Vasi, Urne cinerarie ecc.
III. Sala: Medaglie moderne, d' oro, argento e bronzo, di Papi, Sovrani e personaggi celebri. Ne- gli armadii collezione numismatica antica di 42000 monete. Nella parete: cinque bei mosaici in bas- sorilievo, i due colorati sono stati trovati a Me- taponte.
Neil' uscire si discenda per la grande scala da questo lato e si passi a visitare al piano ammezzato, per una piccola scali- nata a dr., la
Collezione Cumana.
(Chiusa la domenica).
Il Principe Leopoldo Borbone, Conte di Sira- cusa, avea raccolto a sue spese, facendo fare de- gli scavi nell' antica Cuma, questa bella colle- zione, che dopo la sua morte toccò in eredità al Principe di Carignano, il quale ne fé' dono al Museo Nazionale,
I. Sala. Nel mezzo: Busto in marmo del Principe di Carignano, d' Angelini. Vicino la finestra: 25885. Piccolo scrigno per toletta in legno moderno, con bassorilievi antichi d' avorio. I. Armadio. A dr.: Patere, Vasi di terracotta per profumi. II e III. Arm.: Vasi di vetro per odori. Lampade, Vasi Ita- lo-Greci, di terracotta. IV. Arm.: Specchi circo- lari di bronzo inargentato. Monete di bronzo. Stri- gili per i bagni. Vasi, ecc.
II. Sala. Nel mezzo: Maschera in cera, con gli occhi di cristallo, trovata nel 1853 m una tomba a Cuma insieme a degli scheletri. Vicino la finestra su colonna: 8(}A9C). Bellissimo Vaso Italo-greco detto balsamario. Combattimento fra Greci e Amazzoni. Gli armadii tutto intorno contengono vasi Etru- schi e Greci.
III. Sala. Nella parete: Modello in legno della casa del poeta tragico a Pompei alla scala di i/gQ. Davanti la finestra: Cranio e avambraccio, che si vuole essere di una figlia di Diomede tro- vato a Pompei. Vetrine contenenti delle statuette in bronzo ed in marmo della collezione Farnese. 10B16. Trittico in alabastro a rilievo, rappresen- tante la Passione di N. S. , provveniente dalla C hiesa di S. Giovanni a Carbonara in Napoli , o ve ornava la tomba di Ladislao. 10527. Fer- dinando I di Aragona. 10523. Copia in bronzo
dorato del toro Farnese. 10515. Caracalla, busto in bronzo. 10516. Dante, busto in marmo.
IV. Sala: Modelli in sughero; di Pesto , cioè il temjjio di Nettuno, la Basilica ed il tempio di Vesta o di Cerere. Indi l' Anfiteatro di Pozzuoli, il Colosseo di E,oma, gli avanzi del tempio di Ca- stoi'e e Polluce al Foro di Koma. Nelle pareti: Copie di alcune pitture murali pompeiane.
Davanii la finestra in una vetrina: Medaglioni in bronzo ed in piombo.
Il grande armadio contiene una superba colle- zione di 19320 incisioni rilegate in 227 voltimi in folio detta Collezione Firmiana; poiché appartene- va al Conte Carlo Firmiano, dipoi ai Borboni, e nel 1861 donata da Vittorio Emmanuele al Museo. 415 a 417. Tre superbe incisioni su placca d'ar- gento di cui due sono del Carocci, apparteneva- no a Casa Farnese.
Seconda Escursione.
Chiese, Università, Grande Archivio, Biblioteca dei Gerolomini, L' Annunziata (ospizio dei trova- telli). Piazza del Mercato, Fontane.
Per aver agio di visitare tutto bis;)ffiicrcbbc uscire in vet- tura verso le 8 aiit. per rientrare ad un'ora poni. (Vettura a
2 cavalli lire 7 e 8 e metà ad un cavallo, fissarne il prezzo). Lo chiese sono aperte , in inverno dalle 8 ant. a mezzodì e dallo
3 alle .5 i)om , ed in estate un po' più presto il mattino ed un po' più tardi nelle ore pom. Qualora so ne avesse il tempo sarebbe più utile farla a piedi in due giorni, per rendersi anche conto dei diversi quartieri del vecchio Napoli, che fa d'uopo traver- sare.
Non potendo per difetto di tempo fare tutta intiera questa scursione, si potrà in circa 2 ore, in vettura, visitare le Chic- : !• di S. Francesco di Paola, Gesù Xnovo, Santa Chiara, S. Do- menico, S. Severo , SS. Sereriuo e Sossio , S. Paolo, i Gerolomini 0 la Cattedrale (S. Gennaro) scgnendo l'itinerario qui appresso, però visitata quest' ultima la vettura prenderà a dritta della l'ia del Duomo uscendo nella bella e spaziosa Via divaria, al-
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boiata, la quale a àv., conduce in 5 m. all' Orto Botanico, ed al Reclusorio, in 20 min. al Cimitero e al Campo di Marte, ma si volterà a sin. passando per davanti Porta S. Gennaro ed i giar- dini di Piazza Cavour, in 10 m. si perverrà al Musco Nazio- nale, che avendone il tempo si potrà visitare, in difetto si proseguirà , traversando a piedi la Galleria Principe di Napoli, dirimpetto al medesimo, di recente costi uita coi belli editizii lì presso, demolendo gli avanzi delle antiche mura della città ed occupando giardini di aboliti conventi di reli- giose. Nell'uscire, dal lato opposto in Via Bellini, si riprenderà la vettura, ove si sarà mandata ad attendere, e passando per davanti all'Istituto di Belle Arti, provvisoriamente adibito da questo lato per sede dei Trilmnali, lasciando a sin. il teatro Bellini, all'estremità della via si volterà a dr. e poscia per la grande strada a sin. si traverserà Piazza Dante , con nel mezzo il monumento di questo illustre poeta , il Liceo Vitto- rio Emanuele dirimpetto con Port' Alba di lato , e iirendendo qui la Via Roma , che viene in seguito si rientrerà in casa.
Si contano in Napoli circa 260 chiese (1) e di- verse cappelle, ove la sera si riunivano gli operai, oltre a 200 chiese appartenenti a confraternite ed alle abolite corporazioni religiose. Vi erano anche 52 conventi di religiosi, che sono stati soppressi sotto l'attuale governo, e 24 di religiose che esi- steranno fino alla completa estinzione delle mo- nache viventi.
Itinerario da seguire per l'intera e- scursione.
Da Piazza S. Ferdinando (avendo già visitata nella prima escursione la chiesa di ^S". Francesco di Paola li vicino) si prenda a dr. per Via Jìoma, (già Toledo), giunti ai magazzino N." 39 si volti a dr. nella Via Maddaloni. ed in men di 5 m. si per- verrà al Largo Trinità Maggiore , nel mezzo del quale sorge maestoso monumento in marmo, (gu- glia), a guisa d'obelisco, sormontato dalla statua della Vergine, opera del 1748 di stile rococò, ricco
(1) Per avere una descrizione storica e dettagliata delle Chie- se e dei Monumenti di Napoli, dalla loro origine sino al 1860, si consulti : Notizie del hello, dell'antico e del curioso della citt'j, di Napoli , raccolte dal Canonico Carlo Celano con aggiunzioni del cav. a, B. Chiarini, Napoli 1856-60, 5 voi. in 8° con pianta e figure, L. 20 a 25.
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sculture. Quivi si passi a sin. a visitare la chie- sa del
Gesù Nuovo o Trinità Maggioro. La facciata a punta di diamante, alquanto modificata, è quella stessa del palazzo di Roberto Sanseverino Principe di Salerno, che ribelle a Ferdinando I d'Aragona, ebbe confiscati i beni, e comperato il palazzo con danaro dei Napoletani, fu donato ai PP. Gesuiti, i quali sul disegno del P. Valerìani dell' istesso ordine, vi eressero nel 1584 questa Chiesa a l'at- tigua Casa pei religiosi , oggi Licei Genovesi e Giambattista Vico, ecc.
L' interno di questa grande Chiesa, in forma di croce semi-greca è ricco di marmi, decorazioni e dipinti. Nella parete al disopra della porta d'in- gresso, grande affresco, rappresentante: Eliodoro scacciato dal tempio; ardita e vasta composizione una delle migliori opere del Solìmena. La sua bella cupola, colla gloria del Paradiso, affresco del La)i- franco, fu distrutta dal tremuoto del 1G88, rifatta, fu dipinta da Paolo de Matteis le figure del Lan- franco dei quattro Evangelisti agli angoli rimasero illese. Crociera. A dr.: Cappellone di S. Fran- cesco Saverio, il quadro dell'altare è di Bernardino Siciliano, le pitture al di sopra sono del Giordano. Dal lato opposto. Cappellone di S. Ignazio, opera del Fanzaga, del quale sono pure lo due co- lossali statue di Geremia e Davide, il quadro di S. Ignazio é àeW Imparato, e gli aftreschi in alto del Rihera detto lo Spagnoletto. Altare mag- giore, opera pregiatissima moderna, eseguito sul disegno del F. Grossi gesuita, (f 185()), lungo 13 m. largo 2 i/^, alto 3 V2) ^^^ bassorilievi in bronzo brunito e dorato, rappresentanti i misteri dell'Eu- caristia, opera del Cali, Liberti ed altri, adorno di pietre dure, porfido, agata, diaspro, lay)islazzuli, ametista, malachita, ecc. Sei magnifiche colonne 0 tre colossali statue moderno in marmo , dei
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SS. Pietro e Paolo e dell'Immacolata Concezione dietro l'altare ne abbelliscono la prospettiva. Gli affreschi della volta, del ca,v. Massimo Stanzìoni, so- no stati depreziati da moderni restauri.
Uscendo si prenda a sin. e si troverà a due passi, dirimpet- to, a dr.
Santa
Chiara.
Nel
cortile
scorgesi
a
sin.
il
mae-
stoso campanile
in
forma
di
torre
quadrata,
mo-
dello di
architettura
romana,
con
pilastri
e
cor-
nicioni di
travertino,
diviso
in
tre
piani,
il
1"
del
Masuccio,
di
ordine
toscano,
del
s.
XIV°,
il
2°
do-
rico, del
s.
XV"
ed
il
3"
ionico,
del
s.
XVII»,
il
4"
e
5°
che
dovevano
completare
i
cinque
ordini
di
architettura
non
furono
eseguiti.
Questo
cor-
tile dà
accesso
a
sin.
al
vastissimo
convento
di
Santa
Chiara,
ove
sono
ancora
poche